Audi e la Dakar: storia e successi nel deserto con il prototipo elettrico RS Q e-tron
La Gazzetta dello Sport

Audi e la Dakar: storia e successi nel deserto con il prototipo elettrico RS Q e-tron

Martedì 1 settembre 2026
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Nel 2024 la casa dei quattro anelli è riuscita a conquistare il successo nel rally-raid più famoso del mondo con Carlos Sainz, Lucas Cruz e la RS Q e-tron, un prototipo elettrico da 389 Cv in grado di affrontare anche la condizioni più estreme. Un concentrato di tecnica che ha fatto dell'efficienza il suo punto di forza

Nel 2024 la casa dei quattro anelli è riuscita a conquistare il successo nel rally-raid più famoso del mondo con Carlos Sainz, Lucas Cruz e la RS Q e-tron, un prototipo elettrico da 389 Cv in grado di affrontare anche la condizioni più estreme. Un concentrato di tecnica che ha fatto dell'efficienza il suo punto di forza

Luca Piana Giornalista 1 settembre - 14:25 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il prototipo Audi RS Q e-tron in azione fra le dune del deserto dell'Arabia Saudita

Lasciare i circuiti cittadini (del campionato del mondo di Formula E) e i tracciati permanenti (del Mondiale Endurance, compresa la 24 Ore di Le Mans, e del Dtm) per raccogliere una nuova sfida nel deserto dell'Arabia Saudita. Dopo aver inanellato una serie di successi nei rally e in pista, nel gennaio del 2022 Audi si è presentata ai nastri di partenza della Dakar con l'inedito prototipo RS Q e-tron, un buggy elettrico da competizione sviluppato appositamente per dominare fra le dune dell'Arabia Saudita e degli altri appuntamenti del Fia W2RC (il campionato del mondo di rally-raid). Un'avventura estrema avviata con il chiaro obiettivo di salire sul gradino più alto del podio e, nel contempo, di mettere alla prova le tecnologie destinate alla strada in un ambiente ricco di insidie, fra condizioni mutevoli e un parterre de roi composto da avversari esperti e qualificati. Un confronto serrato che ha visto la casa di Ingolstadt confrontarsi con gli altri team e i rispettivi equipaggi iscritti ai vari round del calendario iridato con vetture di categoria T1U (Ultimate), le più performanti della specialità. Mai come in questo contesto il gioco di squadra si è rivelato determinante ai fini del risultato finale, con il lavoro congiunto svolto dagli ingegneri, dai piloti, dai navigatori e dai membri dello staff guidato da Sven Quandt, team principal di Q Motorsport GmbH a Trebur, in Germania, che ha contribuito alla cavalcata vincente che la casa dei Quattro anelli è riuscita a perfezionare nel giro di un triennio.

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audi RS Q e-tron: il prototipo del successo

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L'Audi Audi RS Q e-tron è stata svelata per la prima volta nel giugno del 2021 nel quartier generale di Neuburg an der Donau. Una scelta non casuale, visto che questo prototipo elettrico di categoria T1U (Ultimate) è stato sviluppato interamente fra i laboratori e le officine della factory posta a meno di 25 chilometri da Ingolstadt. Un luogo (in cui operano 400 dipendenti) per certi versi magico, dove hanno preso vita numerosi programmi sportivi della casa dei Quattro anelli, compreso quello nei rally-raid. Il più difficile nella storia ultracentenaria del brand, a detta di molti. "La Dakar è estremamente impegnativa, anche per un veicolo con propulsione convenzionale - rivelò, a margine dell'inizio della fase di assemblaggio delle tre vetture (avvenuta a cento giorni dallo start) che hanno preso parte all'edizione 2022, Andreas Roos, ai tempi responsabile di progetto per le attività motorsport del marchio -. Con il nostro concetto di propulsore, la sfida è decisamente maggiore. Telaio e sospensioni non presentano grandi differenze, ma abbiamo molti più componenti nella vettura che devono essere non solo performanti, leggeri e affidabili nelle condizioni estreme della Dakar, ma anche perfettamente calibrati tra loro e lavorare insieme senza intoppi". Sull'asse con Sven Quandt e la sua Q Motorsport GmbH di Trebur, in Germania, ha poi preso il via il programma sportivo. Nella sua configurazione conclusiva, l'auto poteva contare su un'unità motore-generatore (Mgu, acronimo di Motor Generator Unit) di derivazione Formula E (Mgu05) in ciascuno dei due assali, mentre una terza specifica era parte integrante del convertitore di energia e serviva a ricaricare la batteria ad alto voltaggio durante la guida. La potenza massima complessiva della versione 2024, pertanto, si attestava sui 389 Cv (286 kW), contro i circa 368 Cv dell'esordio. Da un punto di vista meccanico, l'asse anteriore risultava scollegato fisicamente da quello posteriore. Il buggy tedesco (lungo 4.670 mm, con un peso, senza l'equipaggio a bordo, di circa 2.100 kg), peraltro, era equipaggiato con un sistema a marcia singola per la trazione, una batteria ad alto voltaggio e un convertitore di energia alimentato a reFuel. Secondo i dati raccolti nel corso dell'evento, la vettura vincitrice della 46esima edizione della Dakar ha recuperato in modo intelligente una considerevole percentuale dell'energia necessaria: durante la frenata, infatti, le unità motore-generatore (Mgu) hanno convertito l'energia cinetica in energia elettrica. Questo recupero ha coperto in media il 14% del fabbisogno energetico giornaliero durante il rally. Un effetto collaterale positivo: rispetto alle auto da rally convenzionali, l'usura dei dischi dei freni si è ridotta. I meccanici hanno sostituito la coppia anteriore solo una volta e quella posteriore due volte.

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Il team Audi Sport alla Dakar

equipaggi, un tris di campioni

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Una line-up esperta, e consolidata nel corso del tempo, per provare a raggiungere un solo obiettivo: la vittoria. Nel maggio del 2021 Audi ha annunciato l'ingaggio dei tre equipaggi incaricati dello sviluppo, e del successivo debutto nel Fia W2RC (il campionato del mondo di rally-raid), del prototipo elettrico RS Q e-tron. Un tris d'assi composto (in ordine alfabetico) da Mattias Ekström, Stéphane Peterhansel e Carlos Sainz Jr, con i rispettivi navigatori. Il primo, norvegese classe 1978, è un eclettico driver svedese vincitore del Dtm (nel 2004 e nel 2007), del Mondiale rallycross (nel 2016), del campionato Etcr e di quattro edizioni della Race of Champions. In coppia con il connazionale Emil Bergkvist, vanta il nono posto del 2022 come miglior risultato in carriera nel rally-raid più famoso del mondo in questa avventura con la casa dei Quattro anelli. I quattordici trionfi assoluti conquistati fra le moto (sei) e le auto (otto), invece, sono valsi a Stéphane Peterhansel l'appellativo di Monsieur Dakar. Il francese, classe 1965, al via con Edouard Boulanger alle note, si è rivelato una pedina fondamentale in questa esperienza off-road della casa di Ingolstadt. Stesso discorso (e curriculum altrettanto pesante) per Carlos Sainz, esperto (classe 1962) pilota spagnolo in grado di vincere due edizioni del campionato del mondo di rally (nel 1990 e nel 1992) e di ripetersi per ben quattro volte alla Dakar. L'ultima, la più recente in ordine di tempo (in precedenza era riuscito a salire sul gradino più alto del podio anche nel 2010, nel 2018 e nel 2020), nel 2024, con il navigatore Lucas Cruz al suo fianco. Nell'occasione il driver madrileno riuscì a combinare la sua esperienza con le nuove tecnologie messe a disposizione dal marchio tedesco, per un trionfo passato alla storia sotto gli occhi del figlio Carlos Jr, pilota di F1. 

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debutto fra top ten e podi (e una vittoria)

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Dodici tappe, un percorso di 8.375 km (di cui 4.258 di prove speciali) e un risultato finale per certi versi poco premiante per la debuttante Audi RS Q e-tron. Oltre al nono posto assoluto ottenuto da Mattias Ekström, in coppia con il navigatore svedese Emil Bergkvist, nella 44esima edizione del rally-raid più famoso del mondo la casa dei Quattro anelli riuscì a firmare quattro successi di tappa (e dieci podi), di cui due con Carlos Sainz e uno ciascuno con Stéphane Peterhansel (che, dopo aver colpito una roccia ad alta velocità, si è messo soprattutto al servizio della squadra) e con il pilota originario di Falun. Al netto di errori, di imprevisti e di un pizzico di sfortuna, per il marchio di Ingolstadt si è trattato di un avvio promettente, visto e considerato anche il livello dei partecipanti che si è dato battaglia nel deserto dell'Arabia Saudita. Ed è proprio nelle tredici tappe disputate, con partenza e arrivo della competizione a Gedda, nel gennaio del 2022 che la casa dei Quattro anelli ha iniziato a gettare le basi per il futuro trionfo in terra araba. A distanza di appena sei settimane dalla fine della Dakar, peraltro, Stéphane Peterhansel e il suo navigatore Edouard Boulanger riuscirono a mettere la firma sull'Abu Dhabi Desert Challenge, secondo appuntamento stagionale del Fia World Rally Raid Championship nonché primo sigillo assoluto del prototipo elettrico di casa Audi. 

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un 2023 in chiaroscuro

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Stessa vettura, medesimi interpreti, ma una voglia di stupire anche maggiore rispetto all'anno precedente. Nel 2023 Audi è stata protagonista della Dakar (allora articolata su un percorso fortemente rinnovatro lungo 8.548 km, di cui 4.705 racchiusi nelle quattordici tappe) sin dal prologo iniziale, vinto dall'equipaggio svedese composto da Mattias Ekström e Emil Bergkvist. Terzo crono per Carlos Sainz e Lucas Cruz, vincitori della seconda tappa. Un avvio da sogno, a dir poco perfetto, per la RS Q e-tron. Eppure il bilancio finale, una volta giunti al traguardo di Dammam (la partenza, invece, è stata data da Yanbu) nel deserto dell'Arabia Saudita, parla di quattordici podi, di un piazzamento nella top 15 per Ekström e di un amaro doppio ritiro per Peterhansel (incidente di gara) e Sainz (la vettura si ribaltò rovinosamente dopo un salto su una duna). Di fatto gravi incidenti nella sesta tappa, dopo un inizio estremamente positivo, e problemi di visibilità hanno compromesso la classifica dei tre equipaggi. Nel corso della stagione la casa di Ingolstadt ha poi preso parte al Rally del Marocco, appuntamento conclusivo della serie iridata, per iniziare a testare le nuove tecnologie in vista della Dakar 2024.

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il successo nel 2024 con sainz

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Nel 2024 Audi ha portato a termine il suo piano triennale nel mondo dei rally-raid con il successo alla Dakar. Nel corso delle tredici tappe disputate, con partenza da Yanbu e l'epilogo a Shaybah, la RS Q e-tron ha raggiunto l'apice della maturità, rivelandosi fin da subito la vettura da battere. Dal successo di Mattias Ekström nel prologo (due gli scratch per lo svedese) allo squillo di Stéphane Peterhansel nella seconda frazione, fino all'affermazione del MatadorCarlos Sainz. Nell'occasione il pilota spagnolo fece fruttare al meglio tutta la sua classe e l'esperienza accumulata durante la carriera, riuscendo a mantenersi costantemente nella top three della classifica generale. L'azione decisiva risale alla sesta tappa, ossia al giro di boa della maratona nel deserto: è lì che il driver madrileno riuscì a prendere la testa della gara (che poi non ha più mollato) davanti a Ekström, per una provvisoria doppietta della casa dei Quattro anelli. Nel finale, anche grazie al contributo dei suoi compagni di squadra, Sainz è riuscito a condurre in porto il risultato. "Sono molto felice per Audi, per i tanti fan del marchio e per i miei connazionali - ha dichiarato al termine della competizione il vincitore dell'edizione 2024 - Questa vittoria significa molto per me. È la mia quarta vittoria con il quarto marchio diverso. Il team ha sviluppato un concetto davvero speciale con cui siamo i primi al Rally Dakar. Solo Audi ha avuto il coraggio di correre questo rischio. Sono felice che abbiamo fatto la storia con questo. E in una delle edizioni più difficili di questo rally a cui abbia mai partecipato. La mia famiglia è qui, così come tutta la famiglia Audi. Grazie al marchio, a Rolf Michl e Sven Quandt, che hanno creduto in noi e hanno reso tutto questo possibile. E grazie a Mattias, Emil, Stéphane ed Edouard, che ci hanno aiutato tantissimo. Questa è una grande vittoria".

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il ritiro e il preludio a nuove sfide (in f1)

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Audi ha lasciato il mondo dei rally-raid, nel 2024, in seguito alla vittoria della Dakar. Un addio già comunicato in precedenza, visto che le nuove sfide del marchio erano già nell'aria. In particolare, nell'agosto del 2022, in occasione del Gran Premio di Formula 1 del Belgio a Spa-Francorchamp, la casa dei Quattro anelli aveva svelato una showcar della monoposto di F1 (l'attuale R26) destinata a debuttare nella serie iridata a partire dalla stagione 2026. Tutti (compresi i dipendenti degli stabilimenti di Ingolstadt e Neckarsulm, che riservarono un vero e proprio bagno di folla ai protagonisti dell'impresa), però, conservarono a lungo i ricordi di questa avventura nel deserto dell'Arabia Saudita. "È difficile descrivere a parole questa vittoria - rivelò nel gennaio del 2024, sul traguardo di Yanbu, Rolf Michl, responsabile di Audi Motorsport -. Abbiamo scritto una pagina di storia del motorsport. Ci vorranno ancora alcuni giorni prima che ci rendiamo conto appieno di quanto accaduto. In questo sport è anche questione di fortuna. L'anno scorso (nel 2023) ci è mancata. Avevamo una squadra straordinaria che non si è mai arresa, nemmeno di fronte alle difficoltà. Se hai fiducia nella tua squadra, possono raggiungere anche l'apparentemente impossibile. Abbiamo superato questa sfida con un lungo e duro lavoro. I nostri vincitori, Carlos e Lucas, sono entrambi eccezionali. Carlos non è solo un pilota di punta, ma una leggenda con un grande cuore, che si preoccupa delle persone, si dedica a ogni dettaglio e non si accontenta mai. È un onore e un merito che abbia corso per la nostra squadra. Allo stesso modo, questo successo non sarebbe stato possibile senza la dedizione e la competenza di Lucas. Un enorme ringraziamento a tutta la squadra". Dello stesso avviso anche Sven Quandt, team principal di Q Motorsport, che ai tempi tracciò un bilancio complessivo dell'esperienza. "È stata una competizione sportiva durata tre anni. Oggi abbiamo fatto la storia con questo concetto, prevalendo sui precedenti sistemi di propulsione. Questo dimostra che Audi è all'avanguardia rispetto alla concorrenza. Questo concetto di propulsione elettrica, che abbiamo perfezionato in tre anni, si è rivelato perfetto. E la competizione è stata estremamente avvincente. Gli ultimi giorni del rally sono stati particolarmente duri. Siamo molto sollevati dopo la vittoria di Carlos e Lucas. Quando Sébastien Loeb si è avvicinato sempre di più negli ultimi giorni, ero nervoso. Solo quando la situazione si è ribaltata nel penultimo giorno mi sono rilassato un po'. Il lavoro di squadra ha funzionato alla perfezione. Lo spirito era semplicemente ottimo. Con persone così si può vincere". 

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