Us Open, il look di Osaka è un omaggio ad Allen Iverson: "Un pioniere, ha cambiato il modo di vestirsi in Nba"
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Us Open, il look di Osaka è un omaggio ad Allen Iverson: "Un pioniere, ha cambiato il modo di vestirsi in Nba"

Martedì 1 settembre 2026
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Il basket ispira i look dello Us Open e la giapponese sceglie The Answer: un omaggio all'uomo che con il suo stile e la cultura hip-hop cambiò l'immagine della Nba

Il basket ispira i look dello Us Open e la giapponese sceglie The Answer: un omaggio all'uomo che con il suo stile e la cultura hip-hop cambiò l'immagine della Nba

Giulia Arturi Giornalista 1 settembre - 16:42 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un lungo vestito con il cappuccio, il manicotto al braccio, fascetta e polsini: Naomi Osaka per Allen Iverson. Gli ingressi della campionessa giapponese ai tornei sono un modo di parlare di sé al mondo: dal kimono di Wimbledon al vestito ispirato a una medusa vista in un libro letto alla figlia agli Australian Open. Questa volta l'omaggio è a "The Answer", leggenda dei Sixers, 180 centimetri di coraggio, estro, faccia tosta e giochi di prestigio. "Per me è stato un pioniere", ha detto Osaka dell’ex Mvp Nba. "È una persona a cui mi sono sempre ispirata molto, perché ha fatto tantissimo nel mondo della moda, che fosse intenzionale oppure no. Ha cambiato il modo di vestire dei giocatori Nba e penso abbia cambiato anche il modo in cui si parla dell’abbigliamento nello sport e, più in generale, della possibilità di esprimere se stessi attraverso lo stile".

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tributo

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"È il mio tributo a Iverson, mi piace davvero tanto. Nike ha detto “basket” e io ho risposto: “Ok, vi darò il basket", racconta la tennista dopo aver vinto il suo match contro Zacharova. I completi della Nike quest'anno si ispirano al mondo del basket e allora ecco che Osaka è un po' principessa e un po' street: "Lo US Open per me ha sempre avuto un po’ il sapore di un ritorno a casa, quindi volevo portare nel mio look l’energia e l’atmosfera della città".  Nel 1996, quando Iverson mette piede nella Nba, ha i capelli rasati e giusto un paio di tatuaggi. Poi segue il suo istinto, per stare bene, perché quello che era non sarebbe certo cambiato solo perché adesso era un pro. Anzi, grazie alla Nba ora poteva permettersi di essere fino in fondo quello che voleva. All'All Star Game del suo anno da rookie compaiono le treccine, un'immagine che allora si legava ancora alla strada. I tatuaggi li aveva sempre voluti e adesso aveva i soldi per pagarseli. Poi le catene, i gioielli, i vestiti larghi, i pantaloni a vita bassa. Diventa un modello che unisce musica, sport e cultura sotto gli occhi di tutti: il suo modo di giocare, irriverente e generoso, e il portare l'estetica hip-hop nella Nba senza addolcirla parlano a una generazione di ragazzi. 

dress code

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La Nba aveva idee diverse. Se oggi i tunnel fit (i look pre partita) vengono postati e ripostati dagli account della Lega, prima c'era stato il tentativo di mantenere quello che David Stern, allora commissioner Nba, considerava decoro. Nel 2005 impose un codice di abbigliamento restrittivo che colpiva proprio quell'estetica, e sembrava diretta proprio contro Iverson: niente maglie oversize, grandi catene, vecchie divise. Poco prima Iverson era comparso sulla copertina di Hoop, la rivista della Nba e i suoi tatuaggi erano stati cancellati in post produzione. Le scuse della Lega non bastarono, l'offesa rimase. Reebok, il suo sponsor, aveva invece capito quanti ragazzi potessero rivedersi in lui e lo spalleggiò. "Neanche per un secondo ho pensato di conformarmi", raccontava Iverson. "Stanno prendendo di mira la mia generazione, la generazione hip-hop. Solo perché metti uno smoking a qualcuno, non significa che sia una brava persona". Nel 2001 vince l'Mvp e nelle Finals di quello stesso anno, da sfavorito, lascia per terra Tyronn Lue, segna e poi lo scavalca con sprezzo sportivo: una delle immagini più riconoscibili della storia Nba.

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i knicks a flushing meadows

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Tornando all'incontro tra tennis e basket, a Flushing Meadows c'erano anche i Knicks. Alcaraz ha giocato il doppio misto con Serena Williams con una canotta viola e pantaloncini che sarebbero stati perfetti per il Madison Square Garden. Anche Sabalenka ha scelto l'arancione e il nero. Osaka, poi, alla conferenza stampa prima del torneo si era presentata celebrando gli anni '90: una maglietta con la copertina di Slam dedicata a Iverson del 1997. Ha raccontato di non averlo mai conosciuto, ma il messaggio è arrivato a destinazione. "Wow, che onore. Sono un tuo grande fan, non vedo l'ora di conoscerti", le ha risposto Iverson sui social.

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