Dal coma alla vittoria con Collignon, ora Gorzny sogna: "Avevo il 5% di probabilità di sopravvivere"
La Gazzetta dello Sport

Dal coma alla vittoria con Collignon, ora Gorzny sogna: "Avevo il 5% di probabilità di sopravvivere"

Martedì 1 settembre 2026
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Il 22enne n.731 Atp, sopravvissuto a un coma causato da un’infezione cerebrale, alla prima partita in carriera in uno Slam ha battuto in cinque set il n.38 Collignon ed ora affronterà l'ex n.1

Il 22enne n.731 Atp, sopravvissuto a un coma causato da un’infezione cerebrale, alla prima partita in carriera in uno Slam ha battuto in cinque set il n.38 Collignon ed ora affronterà l'ex n.1

Pellegrino Dell'Anno 1 settembre - 18:02 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

“Il 31 di agosto c’è una storia che nasce e un’estate che muore”, cantava Brunori Sas. Una frase malinconica, sulla fine dell’estate, ma allo stesso tempo carica di aspettativa, di speranza per quello che il futuro potrebbe riservare. Il 31 agosto 2026 sarà una data che resterà impressa per sempre nella vita di Sebastian Gorzny. N.731 Atp, alla prima partita in carriera in uno Slam, ammesso in tabellone principale allo Us Open tramite una wild card (ottenuta vincendo dei playoff interni ai giocatori universitari), ha battuto in cinque set il n.38 della classifica Atp Raphael Collignon, 11-9 al tie-break del quinto set. Una vittoria che sarebbe quasi eufemistico definire clamorosa, e che darà modo a Gorzny, 22enne nato in California, di affrontare un ex n.1 al mondo come Daniil Medvedev (“solo una settimana fa al massimo lo guardavo in tv”). Per farlo, ha annullato cinque match point nel set decisivo a Collignon. E, andando indietro nella sua vita, forse non è un caso che siano stati proprio cinque. 

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Destino

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Gorzny, infatti, deve ritenersi letteralmente fortunato ad essere ancora vivo. Una situazione di cui lui è ben consapevole. Nel 2019, a 15 anni, era stato punto da una zanzara durante i campionati americani Under 16 a Kalamazoo, in Michigan. Un morso che però ha avuto conseguenze ben peggiori di quanto chiunque si aspettasse, riducendo Sebastian in stato di coma a causa di un’infezione cerebrale. Una situazione in cui l’americano versò addirittura per cinque giorni, facendo temere a tutti il peggio, salvo riuscire a risvegliarsi e riprendere la sua vita normale in tempi anche relativamente brevi, continuando ad inseguire il sogno del tennis, potendo tornare a colpire la palla circa un paio di mesi dopo il risveglio. “I medici dissero ai miei genitori che avevo il 5% di probabilità di sopravvivere”, ha raccontato Gorzny con una disarmante semplicità, “fortunatamente tornai a respirare e mi ripresi rapidamente. Quell’esperienza mi ha restituito una nuova prospettiva, rendendomi consapevole di dover essere grato per ogni giorno e per ogni momento”. Nonostante la giovane età, l’americano ha già fatto i conti con situazioni ben peggiori di un match point, di un servizio vincente o di un punto in recupero. Giocando con la leggerezza di chi si sente fortunato anche solo a scendere in campo, diventa un avversario molto difficile con cui fare i conti. Anche perché non è nuovo anche ad annullare occasioni agli avversari. 

Crescita

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 Lo scorso maggio, nella semifinale del torneo NCAA (lui rappresenta l’università del Texas), contro Duncan Chan, allo stesso modo Gorzny aveva salvato sempre cinque match point per andare a vincere il match. Il cinque potrebbe quasi essere il suo numero fortunato, se letto dalla giusta prospettiva. A livello di college ha già giocato tante partite importanti, con poste in palio anche alte come una wild card allo Us Open, ottenuta a giugno a Orlando battendo Trevor Svajda, fratello minore di Zachary, da lui stesso definito uno dei migliori incontri giocati in carriera. Gorzny ha una grande etica del lavoro, oltre alla statura da corazziere (193 cm), che lo ha aiutato in passato a formare una coppia di successo a livello junior con un altro gigante come Alex Michelsen, con il quale c’è un rapporto di amicizia sin da piccoli. I due hanno vinto insieme il doppio di categoria a Wimbledon nel 2022, avendo però percorsi ben diversi nella scalata al professionismo. Uno è già stato in top 30, l’altro era a stento nei primi 750, nonostante da junior Gorzny fosse il migliore dei due (“avremmo giocato contro dieci volte, e ho vinto le prime nove”). I due si sono incrociati negli spogliatoi dopo le rispettive vittorie con Michelsen che, dopo aver battuto Cinà, ha fatto notare all'amico come ancora sembri giocare al college, di puro istinto. In effetti così ha svoltato la partita, vincendo un punto fatto di continui recuperi, accelerazioni e smorzate sotto 5-8 nel tie-break decisivo, forzando l’errore di Collignon. Un misto di spensieratezza e serietà, che si trasforma in cinismo quando conta di più. 

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Sogno

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Con questo incredibile secondo turno allo Us Open Gorzny al prossimo aggiornamento di classifica sarà almeno n.468 al mondo, entrando per la prima volta in top 500 e avvicinandosi a un tipo di tennis più elevato. Prima, però, dovrà completare il suo percorso Slam. Ha raccontato come sognasse, una volta ottenuta la wild card per il Major americano, di affrontare il n.1 al mondo Jannik Sinner, che ha però rinunciato all’evento per problemi fisici. Il californiano potrà “consolarsi” sfidando Medvedev, pur sempre un ex n.1 nonché campione di questo torneo nel 2021, quasi sicuramente sull’Arthur Ashe Stadium o quantomeno sul Louis Armstrong, due degli stadi più grandi e prestigiosi al mondo. Potrebbe anche essere il definitivo lancio nel grande tennis per Gorzny, a sette anni quasi esatti dai giorni peggiori della sua vita, nel settembre 2019. Iniziò a sentirsi male in campo, sotto 5-0 (ancora il cinque) nel secondo set del primo turno ai campionati Under 16. “Mi ricoverarono alle 2 del mattino e mi misero in stato di coma - ha ricordato - avevo un’encefalite, sembrava che qualcosa mi stesse mangiando il cervello. Ad un certo punto mi tolsero anche i tubi, non c’era molto che si potesse fare, stava a me tornare a respirare. È stata un’esperienza davvero traumatica, soprattutto per la mia famiglia, per me è stato come se mi fossi addormentato e poi risvegliato”. Gorzny racconta tutto questo sorridendo, come se fosse storia di qualcun altro, come se non fosse stato lui ad avere il 5% di possibilità di sopravvivere. Contro Medvedev avrà l’occasione più bella della carriera, e comunque vada avrà toccato con mano, da protagonista, il grande tennis. Una storia, come le migliori, nata il 31 di agosto, salutando l'estate senza malinconia eccessiva. E, se si parla di lotta e rivalsa, difficilmente Gorzny non finirebbe in top 3.

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