Tazze e coppette al vincitore di Monza: ecco perché il trofeo 2026 ha questa forma
La "coppa" è battezzata "Fragile" e riproduce oggetti domestici sovrapposti, elementi che assumono una forma verticale dall’aspetto precario. E il significato è molto più profondo di quello che può sembrare all'apparenza
La "coppa" è battezzata "Fragile" e riproduce oggetti domestici sovrapposti, elementi che assumono una forma verticale dall’aspetto precario. E il significato è molto più profondo di quello che può sembrare all'apparenza
Riccardo Serra 1 settembre - 19:17 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Da destra Stella Scala e Simeone Crispino col trofeo FRAGILE che premierà il vincitore del GP d'ItaliaIl boato dei motori è pronto a scuotere le storiche curve del Parco di Monza per la settantasettesima edizione del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026. Nel cuore pulsante del motorsport europeo, dove la leggenda della velocità vive dal 1922, Pirelli non veste soltanto il ruolo di Title Sponsor, ma sceglie di fondere la competizione ai massimi livelli con l'arte contemporanea italiana. Al centro della scena, a catturare gli sguardi di piloti e tifosi, ci sarà anche il trofeo che sarà assegnato al vincitore: un capolavoro concettuale battezzato "FRAGILE". Nato dalla collaborazione tra Pirelli e il prestigioso museo Pirelli HangarBicocca, il progetto artistico pluriennale giunge quest'anno alla sesta edizione. Per il 2026, il testimone è passato al celebre duo vedovamazzei, composto da Stella Scala e Simeone Crispino. Gli artisti hanno dato vita a una scultura verticale dal forte impatto visivo ed emotivo, formata da una stratificazione precaria di oggetti domestici quotidiani, come tazze e coppette.
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—Dietro l’apparente semplicità di questa forma instabile si cela una lavorazione d'avanguardia: i bozzetti iniziali su carta sono stati tradotti in realtà grazie a una complessa stampa 3D in polvere di nylon, successivamente rifinita con trattamenti di verniciatura, galvanizzazione e una lucidatura a specchio. Come raccontano gli autori, il trofeo ribalta l'idea classica della coppa celebrativa: non un simbolo eterno, ma la rappresentazione visiva di una vittoria costruita giro dopo giro, poi festeggiata insieme alla squadra e ai tifosi, destinata però a svanire e a dover essere sempre riconquistata a partire dalla gara successiva. È la perfetta metafora della Formula 1: potente, effimera e, appunto, fragile. L'opera firmata da vedovamazzei arricchisce la prestigiosa galleria d'arte creata per Monza negli ultimi anni, che ha visto protagonisti artisti come Alice Ronchi, Patrick Tuttofuoco, Ruth Beraha, Andrea Sala e Nico Vascellari.
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