Pato: "Basta Inter, tocca al Milan! Innamorato del Diavolo, siamo da scudetto. E con Modric e Ramos..."
Il brasiliano a cuore aperto: "Amorim è bravo e farà bene. I colori rossoneri e San Siro mi sono rimasti dentro. Ancelotti perfetto per la Seleçao, faccio il tifo per lui e per la sua famiglia"
Il brasiliano a cuore aperto: "Amorim è bravo e farà bene. I colori rossoneri e San Siro mi sono rimasti dentro. Ancelotti perfetto per la Seleçao, faccio il tifo per lui e per la sua famiglia"
Andrea Ramazzotti Giornalista 2 settembre - 08:35 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlexandre Pato scommette sul Milan, su Amorim e su Gonçalo Ramos. Il brasiliano, una delle leggende entrate nella “Hall of FUT” del videogioco EaSports Fc 27, ha ancora il cuore dipinto di rossonero e spera nello scudetto della sua ex squadra oltre che in una grande prestazione domenica in un match, Juventus-Milan, che gli porta alla mente dolci ricordi tra i quali una rete a Manninger realizzata proprio a Torino.
Pato, per lei Juve-Milan è sempre stata speciale.
"È una grande partita ed era bello giocarla. Io ho sfidato i bianconeri più volte: una volta a Torino ho segnato a Manninger, ribadendo in rete un tiro di Ronaldinho respinto, mentre a San Siro ho servito l’assist a Ronaldinho che ha battuto a Buffon. Gigi è una leggenda, uno dei più forti portieri della storia, e nel mio Dream Team su Ea Sports Fc 27 l’ho messo titolare. Sfidarlo era un’emozione speciale. Giocare contro la Juventus voleva dire avere come avversario anche Alessandro Del Piero, un altro campione diventato mio amico".
Vi siete conosciuti in campo?
"L’ho sempre ammirato molto e un giorno, quando ero da poco arrivato in Italia, insieme a un amico sono andato a Torino a incontrarlo. Sapevo dove abitava e ho bussato a casa sua".
Davvero? Senza avvisarlo?
"Sì, è andata così. Gli ho detto: "Sono venuto perché volevo tanto incontrarti". E lui è stato davvero carino: mi ha invitato a entrare, abbiamo parlato a lungo e poi siamo usciti a cena. Ha anche pagato il conto (ride, ndr)".
Quindi Juventus-Milan per lei rimane speciale: lo era da calciatore e lo è adesso da tifoso.
"È una sfida tra due club storici che mi piacciono tanto. Entrambi quest’anno possono lottare per lo scudetto, ma io spero che a vincerlo sia il Milan. Farò sempre il tifo per i rossoneri. Domenica e nella corsa per il tricolore".
VIDEO: Gli esuberi della Juventus: chi li vuole, quanto costano e cosa potrebbe succedereLei hai indossato la maglia del Diavolo con sopra... una stella. Si aspetta di indossare, magari a giugno, quella con due?
"Sì, tutti lo speriamo. Sono innamorato del Milan come tutti i tifosi. Lo scorso anno sono stato in tournée con loro e avrei dovuto andare in ritiro con loro anche questa estate, ma non ho potuto perché era la prima volta che mio figlio andava a scuola: non potevo mancare. Quando il Milan gioca, mi metto davanti alla tv e se vince sono felice".
L’Inter resta la favorita per lo scudetto?
"Per me l’Inter e il Milan sono sempre tra le favorite. Nella corsa scudetto starei attento anche al Napoli perché ha una bella squadra. L’Inter in questi anni ha festeggiato tanto e ho commentato per Sbt (una tv brasiliana, ndr) due finali di Champions nelle quali è stata protagonista. Ora basta Inter! (ride, ndr) Prima possibile spero che ad arrivare in finale di Champions sia il Milan".
Per vedere il suo desiderio trasformarsi in realtà dovrà aspettare almeno fino al 2027-28 visto come si è conclusa la scorsa stagione...
"Purtroppo sì. Quando arrivi a fine campionato e non centri l’obiettivo, è inevitabile che ci sia un po’ di delusione. Non partecipare alla Champions non è bello, ma ormai quello che è successo, fa parte del passato. È iniziata una nuova stagione e il Milan deve provare a stare in alto e a tornare in Champions, la coppa alla quale per tradizione e storia dovrebbe sempre partecipare".
Le piace il calcio offensivo di Amorim e l’impostazione che ha dato finora alla squadra?
"Sì, mi piace perché il suo calcio è in linea con la storia del club. Amorim è bravo e finora lo ha dimostrato con i risultati e con il lavoro che ha fatto. Ora tutti si aspettano che riporti il Milan in Champions e magari che possa vincere il campionato. È giusto però dargli un po’ di tempo perché è appena arrivato, deve conoscere a fondo la rosa e capire le difficoltà della Serie A che è un torneo 'tosto'. Ho però la sensazione che quest’anno Amorim farà bene e che regalerà soddisfazioni ai tifosi".
Scommette anche su Gonçalo Ramos?
"A occhi chiusi. Ho commentato il Mondiale e l’ho visto più volte lì: è fortissimo. Lui fa un gioco diverso da quello del classico centravanti perché è mobile, arretra per partecipare alla manovra, fa buone sponde e si può anche allargare per favorire gli inserimenti dei compagni. Spero tanto che riesca a segnare molti gol".
Al grande Milan in cui ha giocato lei, Modric avrebbe fatto comodo?
"Certo. Se fosse stato in quel Milan sarebbe stato bellissimo vederlo in mezzo al campo con Ambro, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kakà... Modric dà classe al Milan e sono felice che abbia deciso di giocare un altro anno con la nostra maglia. Ha avuto una carriera pazzesca, ma spero che possa vincere un altro trofeo con il Milan".
A proposito dei suoi ex compagni, tanti in quel Milan giocavano ai videogiochi. Chi era il più bravo?
"In quegli anni almeno una decina di noi giocava spesso insieme: io, Emerson, Seedorf, Kaká, Pirlo, Nesta... Ci divertivamo. I più forti erano Nesta e Pirlo".
Era più forte il Pato reale o quello su Ea Sports Fc?
"Quello del videogioco penso sia buono buono (ride ancora, ndr). È bellissimo essere tra i giocatori più apprezzati di sempre dagli appassionati di Ea Sports Fc e se ci sono, devo ringraziare il Milan. Tra un po’ magari anche mio figlio inizierà a giocare e mi vedrà nel videogioco... Sarà una soddisfazione in più per me. Già adesso mi dice: 'Papà, tu hai giocato nel Milan' e ne sono orgoglioso".
Le vengono ancora i brividi quando su Youtube rivede i suoi gol in rossonero e sente San Siro urlare il suo nome?
"Certo. Quelle immagini le ho fatte vedere a mio figlio e ho intenzione di portarlo presto a una partita al Meazza. Spero che accada già a maggio e che in quell’occasione il Milan possa alzare una coppa di fronte al suo fantastico pubblico. Ho intenzione di fargli provare l’atmosfera magica di uno stadio che mi ha regalato tante soddisfazioni ed emozioni".
Visto il suo amore per i colori rossoneri, le piacerebbe in futuro tornare al Milan? In quale ruolo?
"Beh, il futuro non si sa mai quello che può riservare. Io in questo momento sto guardando tanto calcio in tutto il mondo: mi aggiorno, studio perché... non si sa mai. Oggi comunque ho 36 anni, sono giovane e sto imparando molte cose. Voglio imparare ancora di più fuori dal campo e poi vedremo quello che succederà. Tornare al Milan però mi farebbe molto piacere perché ce l’ho nel cuore: amo tanto il club e ricordo tutto quello che ho fatto con quella maglia addosso. Sarei voluto rimanere ancora, segnare più gol e vincere altri trofei, ma tutto il tempo che ho trascorso lì è stato bellissimo e mi è rimasto dentro".
Con il suo ex allenatore Ancelotti il Brasile al Mondiale non è andato bene. Giusto comunque andare avanti con lui?
"Sì, penso che non sia facile essere il c.t. del Brasile. Lui poi non ha avuto molto tempo per preparare il Mondiale e quindi non è stato semplice neppure per uno con la sua esperienza. Io tifo per Carlo e per la sua famiglia (il figlio Davide è il tecnico del Lilla, Mino Fulco, marito della figlia di Ancelotti, è il performance analyst della Seleçao, ndr) perché sono loro amico. Spero che possa lavorare con più di tranquillità in vista del prossimo Mondiale: avere un contratto fino al 2030 gli permetterà di pianificare al meglio l’avvicinamento alla prossima Coppa del Mondo e sono convinto che i risultati saranno migliori".
Il suo connazionale Leonardo, insieme a Maldini, aveva iniziato a lavorare per la Nazionale, ma poi si sono dimessi entrambi. È dispiaciuto per come è finita?
"Da fuori è difficile dare un giudizio e capire nei dettagli quello che è davvero accaduto. Quando ho visto che Leo e Paolo andavano a lavorare per la Nazionale italiana, ero molto contento e convinto che potevano fare qualcosa di bello. Adesso che è finita come è finita, mi auguro che entrambi possano tornare in fretta nel calcio perché sono due persone molto brave, che hanno dato tanto al mondo del pallone. Non solo come giocatori, ma anche come dirigenti".
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