Us Open, la ricetta di Darderi per puntare alla Top 10: "Tanto lavoro e stile di vita sano"
La Gazzetta dello Sport

Us Open, la ricetta di Darderi per puntare alla Top 10: "Tanto lavoro e stile di vita sano"

Mercoledì 2 settembre 2026
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Luciano alla vigilia del secondo turno a New York: "Ho imparato quanto sia importante l'alimentazione e il riposo, voglio alzare l'asticella". E diventa ambasciatore di Wao

Luciano alla vigilia del secondo turno a New York: "Ho imparato quanto sia importante l'alimentazione e il riposo, voglio alzare l'asticella". E diventa ambasciatore di Wao

Federica Cocchi Giornalista 2 settembre - 10:28 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Una buona dose di "garra" e coraggio, la fiducia ritrovata dopo un'estate a due facce, in cui ha anche dovuto togliere le tonsille. La forma fisica non manca, merito anche di un'alimentazione molto attenta che lo ha portato a siglare una partnership con Wao, l'Organizzazione Mondiale dell'Avocado. Luciano continua a guardare in alto e l'elite non è lontana. 

VIDEO: Darderi-Borges, punto pazzesco dell'italiano a Montreal

A forza di alzare l’asticella, dove vuole arrivare Darderi? 

"Cerchiamo di arrivare tra i primi dieci. Provo comunque a non pensarci in maniera ossessiva o rischio di perdere il focus. Preferisco concentrarmi sul migliorare il mio tennis, perché se giochi bene e sei continuo, poi anche la classifica arriva di conseguenza. Sono contento di come stiamo lavorando, ma non conosco ancora i miei limiti". 

Il limite è il cielo, si dice...

"Mi sento molto più a mio agio, più pronto e sicuro di me stesso rispetto allo scorso anno. I risultati parlano da soli. In Australia, a Montréal: due anni fa non avevo ottenuto questi risultati sul cemento. E sulla terra sono salito ancora di più. Ho ancora ventiquattro anni, sono molto giovane, ho tanto tempo davanti a me. Bisogna migliorare sotto tutti gli aspetti, ed essere sani mentalmente, perché solo così la carriera può essere lunga". 

Adesso ritrova Svrcina. È uno di quegli avversari con bisognerà sporcarsi le mani...

"Svrcina è un giocatore ostico. Devi correre tanto, perché non fa molti vincenti ma ti fa correre e lottare su ogni punto. Tutte le volte che abbiamo giocato sulla terra battuta, sono state partite toste. Da fondo campo è molto solido, simile al giocatore di oggi. Sbaglia poco, e devi sempre conquistarti il punto. Qui i campi non sono velocissimi, alla fine le palle si aprono un po’ e rischi di giocare scambi di venticinque-trenta colpi. È tosta, fisicamente bisogna stare bene. Giocando giovedì ho un po' più di tempo per recuperare». 

A vederla sembra fisicamente tirato. Le piace lavorare in palestra o è una di quelle cose che un tennista impara a farsi piacere?

"Mi piace, anche se non sempre è la parte più divertente della giornata. So quanto conta la preparazione fisica nel tennis di oggi, quindi la vivo come un investimento. Quando vedi che il lavoro paga in campo, fai tutto con ancora più convinzione. L’alimentazione è migliorata nel tempo inserendo più carboidrati e variando, poi inserisco l’avocado in più momenti della giornata". 

Negli ultimi anni, però, il corpo le aveva anche presentato il conto: ha deciso di operarsi alle tonsille.

"Sì, è stato un intervento che dovevo fare perché negli ultimi anni mi ammalavo spesso pregiudicando molte partite importanti. Il recupero non è stato semplicissimo, soprattutto i primi giorni, però sapevo che era una scelta importante anche pensando alla mia carriera. Mio fratello Vito si è operato la scorsa estate. Adesso sto bene e credo ne sia valsa la pena per trovare una stabilità". 

Entriamo allora nella cucina di Darderi: che cosa mangia uno così fit? 

"A colazione mangio sempre le uova con l’avocado, poi prima delle partite i carboidrati e quando sono anche un po’ fuori torneo cerco di mangiare anche tante proteine per poter salire. Poi creatina, proteina, tutto quello che serve a uno sportivo". 

A colazione mangio sempre le uova con l’avocado, prima delle partite i carboidrati e fuori torneo cerco di mangiare anche tante proteine

Luciano Darderi

Quindi non è semplicemente una dieta: è uno stile di vita.

"Anche l'idratazione è molto importante. Da quando ho messo ordine il mio tennis è cambiato, anche la mentalità, come ti senti, come dormi, perché non è solo il mangiare, ci sono tante cose dietro".

C’è una parte di lei che con la scienza ha poco a che fare. Quanto è superstizioso?

"Sono molto superstizioso. Uso spesso gli stessi vestiti, per esempio l’anno scorso quando ho vinto Bastad e Umago usavo sempre gli stessi pantaloncini per le partite. Oppure spesso chiedo al team di sedersi sempre nelle stesse postazioni della partita precedente". 

E sopra tutti i portafortuna rimane nonna Elisa? 

"Sempre, c'è sempre nonna Elisa con me". 

 Tra le esperienze che le mancano c’è la Davis. Quanto la sente? 

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"La Davis è sempre un sogno, penso lo sia per qualsiasi giocatore italiano. Se dovesse arrivare una chiamata sarei felicissimo e darei tutto. Allo stesso tempo so che devo continuare a crescere, soprattutto su alcune superfici come l’indoor, dove posso ancora fare uno step importante. L’obiettivo è farmi trovare pronto quando arriverà l’occasione".

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