Napoli, le soluzioni anticrisi di Allegri: spazio a De Bruyne, ecco i moduli possibili
La Gazzetta dello Sport

Napoli, le soluzioni anticrisi di Allegri: spazio a De Bruyne, ecco i moduli possibili

Mercoledì 2 settembre 2026
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Nel 4-3-3 non c’è bisogno di fare troppi cambi. Occhio al 4-2-3-1 con la possibilità del doppio play

Nel 4-3-3 non c’è bisogno di fare troppi cambi. Occhio al 4-2-3-1 con la possibilità del doppio play

Antonio Giordano Collaboratore 2 settembre - 11:31 - NAPOLI English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

L’aritmia s’avverte ovunque, pure nell’anima, e in questa vigilia cortissima, già attraversata da un filo di venticello calunnioso, le vibrazioni diventano inevitabili. Senza McTominay non è semplice starci, è successo talmente poche volte che ormai sembrava fosse impossibile: però adesso accadrà, per un periodo breve-medio, e bisognerà non solo farsene una ragione ma trovare una soluzione. Il calcio di Allegri è pieno di opzioni, nasce con la difesa a quattro, vira su quella a tre, ha tracce di tridente, ha pure l’ipotesi trequartista (lo chiameremo rombo?), ha dentro di sé variabili che consentono di sperimentare, anche in prossimità della Scala: è una partita diversa, si sa, lo dice la storia degli ultimi quattro anni (scudetti che ondeggiano da un club all’altro) ma pure quella del futuro, almeno imminente.

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Dentro e fuori

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Fuori McTominay e dentro De Bruyne viene facile pensarlo, è la prima delle scelte, quella più naturale, si direbbe pure quella meno invasiva, perché lascerebbe quasi tutto invariato e riempirebbe il Napoli di un talento smodato come KDB. In mezzo, Anguissa con Lobotka; e il resto invariato e semmai variabile semplicemente a partita in corso. De Bruyne è altro, non s’offenderà nessuno, la dimostrazione plastica e spettacolare che uno non possa mai valere uno, non certo nel suo caso, e le uniche controindicazioni sarebbero legate al minutaggio, al rischio di doverne giocare tante e anzi troppe in sequenza ravvicinata: ma il turnover, nel caso, a questo serve, a far riposare il genio ch’è in lui. Poi c’è sempre l’albero di Natale, dipende sempre dallo stato di salute degli interpreti, che indurrebbe a dare un’occhiata, inventarsi Lang e Alisson Santos assieme tra le linee o anche no, perché De Bruyne e Vergara a Marassi hanno dimostrato di sapersi ritrovare sintonizzati perfettamente, come sottolineato dal blitz per lo 0-2. Tempo ce n’è sino a San Siro, tre giornate piene di studio degli avversari e anche di se stesso, ma pure di risposte che il fisico e la testa di ognuno dovrà spedire ad Allegri per farlo decidere.

Ancora Scozia

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E però, ritocchino, si può restare sempre a quattro in difesa, ma rileggendo la zona centrale del campo, facendo sposare a Lobotka il dinamismo geometrico di Gilmour, per liberarsi della opacità attuale di Anguissa, e lasciando che KDB resti alle spalle di Hojlund, sospeso tra Politano e Alisson Santos (o Lang), in quello che i puristi definirebbero 4-2-3-1, che un suo perché ce l’avrebbe avendo in passato potuto verificare la consistenza dei due playmaker.

Ricomincio da tre

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Per cinque anni, Allegri ha dominato il calcio italiano in maniera incontrastata, l’ha fatto con la difesa a tre, senza rinunciare, mostrando sensibilità e autorevolezza pure in un’Europa attraversata con fierezza fino alle due finali di Champions League. C’è un po’ carenza di centrali, vero, però Beukema-Rrahmani-Rafa Marin basterebbero e, volendo, ci sarebbero pure Di Lorenzo e Olivera che nel sistema ci saprebbero stare con comodità. Aspettando Badiashile, chiaramente.

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Maledizione

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Il destino è sceso in campo un anno fa e l’ha rifatto in questa settimana indigesta: i Fab Four, l’idea "trasgressiva" di mettere assieme quattro artisti diversi e però teoricamente compatibili, fallì nel settembre scorso con l’infortunio di De Bruyne e di Anguissa, esclusi quasi contemporaneamente da un tackle della sorte. Stavolta, ad Allegri non è stato neanche concesso di riflettere sulle possibilità di convivenza di "quei" quattro lì, tecnica allo stato puro, intelligenza, ispirazione, atletismo e fantasia. Non c’è posto per i Fab Four nel Napoli e non l’ha deciso nessuno.

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