Ferrari, il turbo della speranza: così cambia il motore per sfidare la Mercedes
Scopriamo le novità su cui hanno lavorato i tecnici del Cavallino che questo weekend presenta la seconda evoluzione concessa dalla normativa ADUO: turbina, combustione e carburante affinato dovrebbero ridurre il gap di prestazione dai rivali
Scopriamo le novità su cui hanno lavorato i tecnici del Cavallino che questo weekend presenta la seconda evoluzione concessa dalla normativa ADUO: turbina, combustione e carburante affinato dovrebbero ridurre il gap di prestazione dai rivali
Paolo Filisetti 2 settembre - 15:12 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La Ferrari di Hamilton (al centro) in lotta con Mercedes e McLarenIl GP d’Italia, in programma a Monza questo fine settimana, assume un’importanza particolare per la Ferrari. Non tanto e non solo per il fatto che si tratta della gara di casa, quanto perché può effettivamente rappresentare un crocevia fondamentale per valutare quanto siano davvero concrete le chance di contendere alla Mercedes entrambi i titoli iridati da qui a fine stagione. Questo perché, come noto, la Ferrari introdurrà sulla SF-26 una power unit evoluta in base alle opportunità di sviluppo concesse dalla Fia attraverso l’assegnazione del secondo ADUO stagionale. Gli interventi, è risaputo, possono riguardare solo il propulsore endotermico, in quanto la Fia, per valutare il deficit prestazionale, ha preso in considerazione esclusivamente le performance di quest’ultimo, senza considerare la prestazione complessiva della power unit, che include anche la componente elettrica.
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—La power unit realizzata dallo staff diretto da Enrico Gualtieri aveva seguito una strada ben precisa a livello progettuale, basata anche sull’adozione di una turbina di diametro ridotto, per minimizzare il ritardo (turbo lag) generato dalla maggiore inerzia di un turbocompressore con una girante di diametro superiore nell’entrare a pieno regime. Ciò aveva portato indubbi vantaggi in termini di prontezza al via, allo spegnimento dei semafori, poi di fatto annullati dalla fase di PRE START, che permette ai propulsori di accelerare in folle per cinque secondi e mettere così in pressione il turbo, eliminando il turbo lag. Venuto meno questo vantaggio, il propulsore Ferrari si è ritrovato in una condizione di inferiorità prestazionale agli alti regimi in rettilineo, proprio per la minore potenza prodotta con una turbina di dimensioni ridotte.
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l'intervento sul turbo
—È ovvio, dunque, che nella fase di definizione dell’evoluzione da introdurre usufruendo del secondo ADUO, l’attenzione dei tecnici di Maranello si sia concentrata sull’adozione di un turbo di diametro maggiore rispetto al precedente. È corretto considerarla una modifica rilevante, in quanto l’adozione di un turbo più grande ha innumerevoli implicazioni a livello di combustione, gestione elettronica dell’accensione, consumi, curva di erogazione della potenza e coppia motrice. In sostanza, sebbene l’intervento effettuato durante la stagione non sia propriamente classificabile come strutturale, è innegabile che abbia di fatto implicato la modifica di tutti i parametri di funzionamento dell’unità motrice. Ciò comporta, ovviamente, ricadute sostanziali anche sotto il profilo della gestione della carica elettrica, fattore cruciale su queste power unit. La disponibilità di maggiore potenza secondo determinati profili di utilizzo diventa dunque fondamentale per “curare”, senza eliminarli del tutto, i deficit mostrati dall’unità motrice di Maranello a inizio stagione.
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verso il 2027
—Va considerato, inoltre, che la Scuderia, in virtù delle norme che disciplinano gli ADUO, disporrà per il 2027 di ulteriori due interventi evolutivi da implementare. Dunque, l’evoluzione introdotta a Monza, caratterizzata dalla nuova turbina ma anche dall’analisi e dall’adattamento di tutto ciò che riguarda la combustione, quindi la parte alta del propulsore endotermico, rappresenta la base su cui si innesteranno le evoluzioni del 2027, con la prima che, di fatto, costituirà la versione base del propulsore del prossimo anno. Scendendo, per quanto possibile, nel dettaglio numerico, sul fronte dell’incremento prestazionale della PU, da indiscrezioni sembra che i dati emersi al banco abbiano evidenziato un incremento di oltre il 2% della potenza prodotta dal propulsore endotermico, anche grazie all’affinamento del carburante Shell, sviluppato in parallelo con la power unit. Insomma, il cuore della SF-26 sembra battere più forte di prima. Questo è quanto si augurano non solo a Maranello, ma anche i tifosi che riempiranno le tribune di Monza.
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