Dietro la crisi del Celtic e del calcio scozzese
La Gazzetta dello Sport

Dietro la crisi del Celtic e del calcio scozzese

Mercoledì 2 settembre 2026
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Beccare cinque gol in 70 minuti e mancare la qualificazione in Champions? Il Celtic c'è riuscito. Ed è un'impresa al contrario che nasce da lontano...

Un paradosso, un gigantesco paradosso, si aggira per l'Europa. Come altrimenti definire una squadra che nel campionato di casa è talmente dominante che vince anche quando non dovrebbe vincere e che invece in Europa colleziona eliminazioni precoci contro squadre sulla carta inferiori? E soprattutto, che calvario può diventare una stagione che tutti giudicano già fallimentare ad agosto? Fosse un club piccolo e/o senza storia il boccone si potrebbe anche mandare giù, ma questo è un gigante della storia del calcio, con una Coppa dei Campioni in bacheca, uno stadio sempre pieno e la presenza costante tra le prime 20-25 in tutte le puntuali classifiche di popolarità mondiale ed engagement. Facile immaginare una maglia verde su un campo da calcio e pensare al Celtic, molto più difficile capire cos'è successo qualche sera fa all'Oberösterreich Arena di Lanz, in Austria, dove gli scozzesi sono riusciti a farsi sbattere fuori dalla massima competizione europea nonostante a poco più di un'ora dal fischio finale fossero avanti di 4 gol sugli avversari. Dopo il 3-0 secco di Glasgow segna McGregor al 21' e lo champagne pare in fresco, poi il Lask diventa un uragano che si spara qualcosa come 40 tiri nei restanti 70 minuti e vince 5-1 ai supplementari guadagnandosi la fase vera della Champions.

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