D'Amico: "Ci manca un giocatore: con Leweling era tutto ok ma ci ha ripensato, per Luiz Henrique invece..."
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D'Amico: "Ci manca un giocatore: con Leweling era tutto ok ma ci ha ripensato, per Luiz Henrique invece..."

Mercoledì 2 settembre 2026
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Il ds della Roma: "Per l'ala dello Zenit ci sono stati problemi bancari con la Russia. I colpi migliori? I rinnovi di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini"

Il ds della Roma: "Per l'ala dello Zenit ci sono stati problemi bancari con la Russia. I colpi migliori? I rinnovi di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini"

Francesco Balzani Collaboratore 2 settembre - 18:07 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

I ripensamenti di Leweling, il caso Koné e il bilancio di un mercato che potrebbe ancora non essere finito. Tony D’Amico ha parlato ufficialmente per la prima volta da direttore sportivo della Roma e ha fatto una lunga disamina su quanto accaduto in estate. "Se sono soddisfatto? La soddisfazione la valuteremo a fine anno - ha risposto subito il dirigente -. Saranno le partite a dirci cosa di buono abbiamo fatto. Sono contento che al mio arrivo abbiamo acquistato 4 giocatori che sono stati protagonisti del ritorno in Champions. Parlo di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Sono arrivato il 20 giugno e Dybala e Pellegrini erano senza contratto. Mancini e Cristante sarebbero andati in scadenza. Probabilmente le idee della scorsa gestione sportiva erano diverse. Per me sono stati i primi acquisti, importanti perché sono il nucleo storico, hanno attaccamento. Si sono messi davvero a disposizione pur di rimanere a Roma. Grazie a loro. Per me quelli sono stati gli acquisti che mi hanno soddisfatto di più".

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rimpianti

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A chi gli chiede se rimpiange qualche colpo mancato risponde così: "Abbiamo avuto tante trattative, spesse le ho lette quasi in tempo reale, eravate super informati. Sono contento di chi è arrivato, giocatori con tanta voglia e che hanno scelto la Roma. Ce ne sono stati tanti altri che hanno scelto la Roma che per altri motivi non si sono concretizzati. Ho sentito spesso parlare di rifiuto della Roma, ma in pochissimi hanno rifiutato, anche calciatori importanti".

esterno

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D’Amico però ammette anche che: "Siamo leggermente corti, manca un nome e parlo dell’attaccante esterno. Quello lo abbiamo mancato. Quando sono arrivato la priorità con il mister era quella di rinforzare il reparto offensivo. Poi le priorità vanno contestualizzate. Si iniziano tante trattative, alcune le chiudi velocemente, altre no, non abbiamo spostato alcun tesoretto sull'attaccante. Rodrigo Mora ha caratteristiche diverse ma lo immaginiamo in quel ruolo. Cercavamo un attaccante esterno con caratteristiche diverse, è vero, e cercavamo un attaccante con caratteristiche più fisiche. Abbiamo pensato a rinforzare la squadra in tutto quello che ci eravamo prefissi. Abbiamo mancato l'attaccante esterno per varie situazioni, ma chi è arrivato era previsto arrivasse".

Jamie Leweling. Afp

leweling e non solo

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D’Amico non si sottrae sui nomi. "Leweling lo avevamo chiuso. C’era l’accordo totale col giocatore e con lo Stoccarda, poi lui ci ha ripensato all’ultimo. Avevamo anche accordo per Luiz Henrique e lo Zenit, ma in questo caso ci sono stati problemi bancari con la Russia. Altri si sono proposti ma non ci convincevano, e qui dobbiamo essere tutti convinti. Ci sarà modo a gennaio di tornare sul mercato. Svincolati? Sì, valuteremo anche questo. Ma più avanti". Ma il caso più eclatante è stato quello di Summerville che era ormai pronto a salire sull’aereo per Roma. "Ma il suo mancato arrivo non ha modificato la nostra strategia - chiarisce D’Amico -. Quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro e su Molina, contestualizzare su quando è il momento di poter chiudere un'operazione. Eravamo forti su Summerville, ma anche su Castro. È una questione di tempi, il tempo con cui abbiamo potuto chiudere Castro non è stato quello per chiudere Summerville. Cercavamo entrambi i profili, siamo riusciti a chiudere Mora, non siamo riusciti a chiudere Leweling o Luiz Henrique. Succede".

KONÈ E CELIK

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 È successo anche che Celik abbia scelto la Juve proprio un giorno prima di sbarcare a Torino. "Non ho temuto accadesse lo stesso con Pellegrini. Lorenzo è stato il primo con cui ho parlato quando sono arrivato. È legato a questi colori e a questa città, mai avuto dubbi. Uguale con Dybala, Cristante e Mancini. Con Celik è stato un caso particolare, la comunicazione era complicata perché al mondiale. Il rinnovo era praticamente chiuso, poi ha deciso di andare alla Juventus", ha spiegato il ds. Che ha precisato anche cosa è accaduto con Koné nell’ultimo giorno di mercato: "Ci sono stati contatti informativi con il Chelsea, si approccia ufficialmente un club con approcci ufficiali, che non ci sono stati. Gasperini non ha mai minacciato le dimissioni però. Dissi prima della Fiorentina che sarebbe stato improbabile una cessione a una settimana dalla fine del mercato e così è stato".

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Manu Koné contro il Lecce. Getty

friedkin

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Infine D’Amico ha spiegato il rapporto con i Friedkin anche alla luce del settlement agreement con l’Uefa. "Spesso durante le operazioni ci siamo dovuti reinventare, cambiare dei paletti in corsa. Sapevamo i nostri obiettivi, ciò che dovevamo fare, in parte ci siamo riusciti. Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni di euro. Altri riferimenti della società stanno parlando con la Uefa e ci diranno cose che oggi non sappiamo", ha dichiarato l’ex ds dell’Atalanta. Che ha poi continuato: "C'è una proprietà, una direzione sportiva e un allenatore. In corsa è arrivato il Ceo e c'è grande condivisione nelle uscite e nelle entrate. Dal 20 giugno ogni giorno ci siamo visti o in video o in presenza con il mister e la proprietà, funziona come in tutti i club, scelte condivise, confronti, poi si esce uniti nella decisione. Il mio arrivo a Roma è nato da quando è terminato il mio contratto con l'Atalanta. Ho incontrato Dan Friedkin. Ho trovato una grande società, con grande disponibilità che purtroppo con l'agreement con l'Uefa riduce la loro voglia di fare. Anche quest'anno hanno investito, ci sono sempre stati vicini. Spesso si dice che quando i giocatori arrivano c'è bisogno di integrarsi ma serve anche ai direttori sportivi. Per conoscerci e per capire come migliorare i limiti che abbiamo. A volte potremmo fare cose diverse ma sono convinto che col tempo riusciremo a mettere a posto tutto".

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