The Blood of Dawnwalker, la recensione: praticamente The Witcher, ma di notte si trasforma...
Fantasy medievale, precisi combattimenti con la spada e… vampiri. L’opera prima di Rebel Wolves ha tutte le carte in regola per inaugurare una saga di successo.
Fantasy medievale, precisi combattimenti con la spada e… vampiri. L’opera prima di Rebel Wolves ha tutte le carte in regola per inaugurare una saga di successo.
Paolo Sirio 3 settembre - 13:27 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleThe Witcher 3: Wild Hunt, ma con il sistema di combattimento di Kingdom Come Deliverance e la meccanica del calendario di Persona. Qualche potere magico in meno, ma una spruzzatina di vampiresco in più. Questo è The Blood of Dawnwalker, il nuovo gioco di ruolo e d’azione di Rebel Wolves pubblicato da Bandai Namco. Con tanto di doppiaggio in lingua italiana (e lo diciamo con una punta di sorpresa, visti i tempi che corrono).
cosa si fa questa sera?
—Il paragone con The Witcher 3 è particolarmente calzante, e non solo perché il fondatore di Rebel Wolves altri non è che il director dell’ultima avventura di Geralt. In qualche caso, ci è parso addirittura di scorgere gli stessi bug che avevano afflitto l’opera magna di CD Projekt RED. Il più delle volte, è invece soltanto il design delle missioni molto simile, un pochino trito se vogliamo: modalità detective in cui raccogliamo indizi, guardiamo strane pitture, analizziamo corpi come se fossimo in LA Noire. Una costruzione non ci spingiamo a dire pigra, ma ormai prevedibile nel 2026. Alcuni colpi di genio ci sono, e convogliano i momenti più innovativi e memorabili, con qualche sprazzo di Barone Sanguinario sparso qua e là in un monte ore importante ma non proibitivo. La struttura del gioco è peculiare. Abbiamo una main quest, che prevede che proviamo a salvare la nostra famiglia entro 30 giorni. Ecco l’elemento Persona, ma non ci sono life o school sim - anzi, persino le “romance” tanto care ai fan di CDPR si contano sulle dita di una mano (e pure meno). E tutto il resto, tornando a noi, è il corpo organico, coeso delle missioni secondarie: ciò che facciamo mentre ci prepariamo alla sfida finale, battendo nemici per rendere la conclusione più approcciabile e abbracciando nuovi alleati per farci dare una mano al momento topico. In arrivo solo alla fine della storia…
controllo l'agenda
—La dinamica delle giornate è simile a quella di Persona, ed è molto ben centrata su questo tipo di gioco. Una trovata semplice, ma che in Occidente non viene pressoché considerata - è quasi appannaggio esclusivo di Atlus e di un certo modo di fare videogiochi. Ogni attività comporta un dispendio di tempo previsto: una missione può richiedere tre ore, un’altra solo una, e talvolta pure potenziare il personaggio richiede tempo. Diversamente da Persona, il cui calendario può essere ansiogeno, lo spezzettamento delle giornate in ore e la gestione trasparente delle attività fanno sì che il limite dei trenta giorni sia perfino lussuoso. In termini di open world, The Blood of Dawnwalker presenta un setting piacevole, un mondo vivo e credibile impreziosito da dettagli (il minaccioso argento bandito dai mercati, la pericolosa sete di sangue durante i dialoghi), città piene di commercianti e con un discreto traffico, sempre bello da vedere. Il livello del nostro eroe in fieri conta il giusto: ce n’è uno suggerito per le missioni, ma il gioco utilizza solo dei simboli per dirci se avremo una sfida appropriata allo stato raggiunto, una impegnativa o una troppo alta.
scelte combattute
—The Blood of Dawnwalker prende la sua dimensione ruolistica molto sul serio. Il mondo e le attività sono tutte centrate a servire una narrativa, che sta al giocatore plasmare secondo una propria policy etica. Tante delle missioni che porteremo a conclusione ci permetteranno di conoscere personaggi, e questa conoscenza si rifletterà su altre missioni. Se avremo sgominato un giro di prostituzione, liberando e mettendo a capo del mondo underground di quella città una donna di una particolare razza, questa razza saprià di noi, ci sarà grata e ci renderà la vita più facile in un altro set di missioni. In piccolo, ci è capitato di usare espedienti per semplificarci la vita e affrontare un boss in un ambiente riservato, da soli, anziché averlo attorniato dai suoi scagnozzi. Ciò a significare che quanto succede nel mondo di Dawnwalker è sempre legato a qualcos’altro: sono tutti fili tenuti insieme da una narrativa centrale, e ciascun plot ha un suo fil rouge pieno di dettagli che hanno un impatto non tanto sulla storia centrale (decisioni e conseguenze sono relativamente chiare), ma su come giocheremo nel resto dell’avventura. Come parte del sistema di combattimento, abbiamo una barra della resistenza, la parata, la schivata, ma non è un soulslike, incredibile ma vero. Macroscopicamente ricorderà Assassin’s Creed, gli avversari aspettano anche qui il loro turno con una buona educazione, ma qui abbiamo un tecnicismo in più. Quando andiamo a parare con il tasto L1, muoviamo la levetta analogica sinistra in corrispondenza della direzione da cui arriva il colpo. Se vogliamo fare i paragoni giusti: sembra un Kingdom Come Deliverance in terza persona, in cui c’è tanto, a volte forse troppo, a cui badare, ma non la medesima irrespirabile lentezza. E poi i contrattacchi, i poteri da vampiro… ecco, a trovare qualche difetto, che tradisce il budget a disposizione del team di sviluppo: poche abilità attive e un pool di creature nemiche ridotto. Per il resto, il sistema è promosso: gli input si leggono bene, a parte qualche limite della camera nelle colluttazioni, la finestra dei blocchi perfetti è generosa, i frame di invincibilità clementi. Ma non aspettatevi una passeggiata di salute.
The Blood of downwalker, il verdetto
—L’esordio di Rebel Wolves esibisce una grande intelligenza: lo studio polacco ha cucito l’innovazione della gestione del tempo in un contesto simile, i dilemmi decisionali, la suddivisione tra giorno umano e notte vampiro. Nemmeno chissà quanto spiegata, quest’ultima, ma permette di esplorare come in un open world regolare col sole e di essere pressoché un supereroe di notte - con un’altra visione del mondo davanti a noi che sblocca quest, torri da scalare grazie a poteri soprannaturali… Qualche incastro di tanto in tanto, ma ne vale la pena. The Blood of Dawnwalker è un The Witcher 3 notturno, con gli stessi errori, movenze ingessate, macchinosità registiche e ludiche, e gli stessi barlumi di unicità. Una rara sorpresa che speriamo non venga punita dall’eccessivo affollamento di quest’anno. The Blood of Dawnwalker è disponibile per PC, PS5 e Xbox Series X|S dal 3 settembre 2026.
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