Hamilton: "A Monza è pasta, pizza, famiglia e Ferrari. Il tifo è per noi. Kimi con la rossa? In futuro..."
Lewis alla vigilia del GP di casa: "Le 7 stelle per celebrare Schumi sono belle perché le ho anch’io e quindi le sento un po’ mie. L’anno scorso non c’era la stessa ambizione e direzione che vedo quest’anno e adesso il lavoro è migliore"
Lewis alla vigilia del GP di casa: "Le 7 stelle per celebrare Schumi sono belle perché le ho anch’io e quindi le sento un po’ mie. L’anno scorso non c’era la stessa ambizione e direzione che vedo quest’anno e adesso il lavoro è migliore"
Dal nostro inviato Giusto Ferronato 3 settembre - 14:59 - MONZA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Per come la vedo io, qui è pasta, pizza, famiglia e Ferrari. Quindi tiferanno per noi. Certo Kimi (Antonelli, ndr.) sta facendo un lavoro straordinario e merita quello che sta ottenendo. Lui in Ferrari in futuro? Possibile, ma Toto (Wolff, ndr.) non lo lascerà andare via tanto presto". Lewis Hamilton ha commentato così il derby del tifo tra la Ferrari e Antonelli in questo weekend a Monza. Il sette volte iridato si avvia al GP di casa del Cavallino più carico che mai, sa che l’occasione è importante per provare a recuperare punti in classifica perché il leader iridato avrà la penalità dovuta al cambio di motore e sente l’energia del tifo speciale di queste tribune. Qualcosa a cui non si è ancora del tutto abituato: "È la gara di casa ed è la sensazione più bella essere un pilota Ferrari in Italia. Correre una gara così iconica con il team più iconico è fenomenale. È il secondo anno di fila che vivo tutto questo, ma per me è ancora qualcosa di nuovo, a cui non mi sono abituato".
VIDEO: Ferrari, il successo a Monza può arrivare grazie a Kimi Antonelli: il possibile scenarioschumi
—Quest’anno, oltretutto, c’è anche il richiamo alla storia, con la Ferrari che a Monza celebra Michael Schumacher attraverso una livrea speciale. "Non l’ho ancora vista, ma le sette stelle sono belle perché le ho anch’io e quindi le sento un po’ mie. È pazzesco, l’anno scorso avevamo celebrato Niki Lauda, che era un mio amico, mentre Michael mi riporta alle domeniche più felici di quando ero bambino. Mi entusiasmavo guardando le sue gare, era bellissimo vederlo sulla Ferrari e sceglievo lui anche nei videogiochi. Ha fatto un lavoro fantastico durante la sua carriera e io ho avuto anche il privilegio di poter correre contro di lui". Il presente, però, conta almeno quanto il passato. A Monza la Ferrari porta novità sulla power unit e Hamilton si aspetta un passo avanti: "Tutto aiuta, speriamo. Finora perdevamo quattro decimi in rettilineo. Quando vado in fabbrica vedo come stanno lavorando tutti e noto una concentrazione diversa. Vedo un nuovo inizio e sono fiero di loro. L’anno scorso non c’era la stessa ambizione e direzione che vedo quest’anno e adesso il lavoro è migliore. Il divario dai rivali ancora c’è, manca ancora qualcosa, ma vedere novità sulla macchina a ogni gara è entusiasmante. Sono convinto che abbiamo davvero tutto quello che serve per vincere".
Hamilton con la F40 che ha acquistato. Getty
f40
—Hamilton sente di avere avuto un ruolo anche nel processo di crescita della squadra, pur evitando paragoni diretti con quanto fatto da Schumacher nella sua epoca: "Io non ero in Ferrari quando c’era Michael – ricorda - si dice che abbia contribuito alla svolta della squadra, ma è sempre una combinazione di persone. Credo che il compito del pilota sia lavorare con le figure principali del team e cercare di indirizzarle sulla strada giusta. Io sono arrivato portando un’esperienza diversa. Quando lavori da tanto tempo all’interno di una struttura è difficile vedere tutti i problemi, mentre arrivare da fuori ti offre un altro punto di vista. Non significa necessariamente che sia migliore, ma è interessante vedere come organizzazioni diverse lavorino in modi differenti per raggiungere lo stesso obiettivo". Il sette volte iridato racconta anche di aver insistito personalmente per modificare alcuni aspetti della Ferrari. "Ho spinto per avere alcuni elementi sulla vettura che inizialmente non potevamo introdurre per questioni di budget. È servita parecchia persuasione per convincere il team a cambiare determinate cose. Ho lavorato al simulatore e anche sulla preparazione dei weekend di gara. L’obiettivo era guardare le cose in maniera diversa e provare a portare qualcosa della mia esperienza. Persino Fred (Vasseur, ndr.) mi aveva detto che alcune cose non si potevano fare, ma sono grato che poi mi abbia seguito su alcuni aspetti. Sono fiero di vedere i progressi che stiamo facendo". Il legame con la storia Ferrari passa anche dalla F40 con cui Hamilton si è presentato a Monza. "È una macchina da sogno e la cercavo da parecchio tempo. Ne sono state vendute diverse e alla fine ne ho trovata una il cui proprietario l’aveva guidata per appena 69 chilometri e poi l’aveva parcheggiata. Dovevo decidere se conservarla esattamente così oppure sistemarla. Poi ho scoperto che il motore aveva il numero 44 e mi è sembrato il destino. È stata anche un’opportunità per mettere in evidenza la storia della Ferrari proprio nel weekend della sua gara di casa".
Lewis in Piazza Duomo mercoledì. Getty
rimonta kimi
—A Monza uno degli osservati speciali sarà anche Antonelli, costretto a partire dal fondo per la penalità legata alla power unit. Hamilton scherza sulla possibilità che Kimi possa un giorno correre per la Ferrari: "Tutto è possibile. Magari un giorno anche lui potrebbe arrivare qui... E comunque non credo che Toto lo lascerà andare via tanto presto". La penalità di Antonelli potrebbe rappresentare un’occasione per la Ferrari, anche se Hamilton si aspetta una rimonta del pilota Mercedes: "Kimi partirà da dietro, ma penso che supererà tutti abbastanza facilmente. Hanno scelto di prendere la penalità qui anche per questo. Arrivare all’ottavo o al sesto posto per lui sarà abbastanza semplice. Noi dobbiamo pensare a trarre energia dai tifosi e cercare di proiettarci il più avanti possibile". Da Lewis arrivano parole importanti per il giovane italiano: "Kimi merita quello che sta ottenendo. Ha una squadra forte al suo fianco e ha Bono (Peter Bonnington, ndr.), che conosco molto bene, è costante, ostinato e sa indicargli la strada giusta. Kimi ha lavorato nell’ombra mia e di George, ha potuto osservare quello che facevamo. Vedere così tanti progressi e questa costanza in un pilota così giovane è significativo. È un bagaglio destinato a crescere ancora, considerando quanto margine abbia davanti a sé".
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