Hamilton: "Rosberg andava in pista con la Diablo, io su una Fiat 500. La mia F40? Ha il motore 44!"
Dalla polvere di un garage alla scoperta di un numero 44 stampato sul motore: Hamilton racconta i retroscena della sua F40, tra un dilemma sul restauro e il ricordo di un vecchio cinquino sfidato dalla Diablo di Rosberg.
Dalla polvere di un garage alla scoperta di un numero 44 stampato sul motore: Hamilton racconta i retroscena della sua F40, tra un dilemma sul restauro e il ricordo di un vecchio cinquino sfidato dalla Diablo di Rosberg.
Jacopo Moretti 3 settembre - 15:48 - MONZA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Lewis Hamilton posa con la sua Ferrari F40Non bastava arrivare a Monza al volante della sua Ferrari F40 appena restaurata: giovedì, nella conferenza stampa di vigilia del Gran Premio d'Italia, Lewis Hamilton ha ripercorso davanti ai giornalisti la storia dietro l'acquisto dell'auto dei suoi sogni, svelando dettagli sulla ricerca del modello perfetto. Il pilota britannico ha raccontato di essere sulle tracce di una F40 da tempo, con un'idea precisa in testa: la voleva con pochi chilometri ma soprattutto con una storia da raccontare, avendo scartato negli anni diversi esemplari passati all'asta perché privi di quel qualcosa in più o con la vernice rifatta. La svolta è arrivata quando si è imbattuto in una vettura guidata dal precedente proprietario per sole 69 miglia, da Maranello fino a casa, e poi parcheggiata per sempre, coperta da un telo che nel tempo si è riempito di polvere. Di fronte a quella scoperta, Hamilton si è trovato davanti a un dilemma non scontato, come ha spiegato lui stesso: "La tieni come pezzo da esposizione, tutta impolverata, o devi restaurarla?".
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—Alla fine Hamilton ha scelto di rimettere in moto l'auto, spinto da una riflessione sul fatto che nessun pilota Ferrari nella storia si sia mai presentato in pista al volante delle vetture più iconiche del marchio: "Nessuno dei piloti Ferrari è mai arrivato con le auto più belle che possiede, come la Gto o la F40. Ho pensato: devo essere io a farlo". Il dettaglio più curioso è emerso durante le verifiche meccaniche: nonostante il tempo trascorso l'auto ha superato la prova senza cedimenti strutturali, pur richiedendo la sostituzione di diverse componenti, e quando i tecnici hanno estratto il motore è arrivata la sorpresa dei timbri con il numero 44, lo stesso che Hamilton porta sulla sua monoposto. "Ha dei timbri sul motore con il numero 44. Non potevo crederci", ha raccontato il pilota, parlando apertamente di un segno del destino. Interrogato sul legame speciale con questo modello, Hamilton ha raccontato di aver mostrato a un dirigente la F40 guidata in Giappone, ricevendo il suggerimento di provare la Ferrari Luce l'anno successivo: "Non è la stessa cosa della F40", è stata la sua risposta netta, legata a una nostalgia che secondo lui nemmeno la nuovissima F50 riesce a replicare del tutto. Un legame che affonda le radici nell'infanzia, quando allineava le sue macchinine giocattolo e tra tutte, ha ricordato, «l'auto rossa era quella speciale».
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—L'episodio più curioso della conferenza riguarda però i tempi dei kart, quando Hamilton si presentava in pista a bordo di una vecchissima Fiat 500 a noleggio guidata dal padre, mentre Nico Rosberg, ex compagno di box ai tempi della Mercedes, arrivava al circuito con una Lamborghini Diablo: "Nico si presentava con una Lamborghini Diablo e io pensavo: è il massimo". Un contrasto che il pilota ha rievocato per misurare la strada percorsa, dal sedile di un'utilitaria a noleggio al volante di una delle Ferrari più ambite di sempre. Hamilton ha infine collegato l'episodio della F40 al suo approccio più ampio ai weekend di gara, sottolineando quanto per lui contino non solo le prestazioni in pista ma anche l'estetica e la creatività attorno all'evento: "Amo essere creativo e inventare concetti che la maggior parte delle persone non concepisce".
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