Peptidi e iniezioni fai-da-te: i rischi che vengono sottovalutati
Preparare e iniettare peptidi acquistati online può sembrare semplice, ma uno studio spiega che non è così
Preparare e iniettare peptidi acquistati online può sembrare semplice, ma uno studio spiega che non è così
Eugenio Spagnuolo 3 settembre - 18:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleBPC-157, TB-500, MOTS-C, Semax... fino a poco tempo fa i peptidi erano argomento per addetti ai lavori e appassionati di biohacking. Oggi sono diventati una presenza ricorrente sui social, dove vengono raccontati come l'elisir per migliorare le prestazioni e intervenire sui processi legati all'invecchiamento. Non di rado sulla stessa piattaforma c'è anche chi li vende, con tutti i rischi del caso, visto che si tratta di sostanze non (ancora) regolamentate. Uno tra tutti: preparare e iniettare i peptidi è assai meno banale di quanto possa sembrare guardando un video.
Michael White, farmacologo dell'Università del Connecticut (USA), studia da tempo il mercato grigio dei peptidi, che si vendono online sfruttando scappatoie normative e senza le garanzie previste per i medicinali. "Oltre al possibile danno dovuto alle impurità di questi prodotti, chi acquista peptidi da questo mercato grigio online rischia di commettere molti errori quando se li inietta", scrive su The Conversation. Sul web si trovano versioni della semaglutide, BPC-157 e TB-500 per il recupero muscolare, oppure Semax, cui vengono attribuiti effetti sulle capacità cognitive. Per comprarli basta spesso dichiarare che saranno utilizzati "a scopo di ricerca". Ma in questo caso i venditori non possono fornire istruzioni dettagliate per l’auto-somministrazione senza ammettere, di fatto, di sapere che i prodotti vengono usati sull’uomo. Così il consumatore, se non c'è un medico che lo segue, deve capire da solo come preparare e praticare l’iniezione.
PeptidiI peptidi alla prova dei fatti
—White e alcuni colleghi hanno voluto vedere che succede quando persone senza formazione specifica provano a usare i peptidi. In uno studio pubblicato su Public Health Reports hanno coinvolto dieci 20enni e dieci 60enni. A ciascuno è stata consegnata una fiala di semaglutide in polvere: i partecipanti potevano cercare informazioni online o usare l'intelligenza artificiale, prendere appunti e poi mostrare come avrebbero sciolto il prodotto, preparato la dose e praticato l’iniezione su un manichino. Il risultato? Assai poco rassicurante: su 34 passaggi ne sono stati completati correttamente in media 15, circa il 44 per cento. White rivela che alcuni hanno scelto liquidi scaduti o con particelle visibili, altri non sono riusciti a stabilire quanta soluzione aggiungere o quanta sostanza aspirare nella siringa. C'è chi ha lasciato che si formassero bolle d’aria, e chi ha iniettato la sostanza nel muscolo invece che nel tessuto adiposo, modificando potenzialmente la velocità con cui entra in circolo. Altri non hanno disinfettato pelle e flacone e circa la metà ha avuto difficoltà anche con i dispositivi di sicurezza degli aghi e con il loro smaltimento. "Sono errori seri, che possono aumentare il rischio di infezioni, sanguinamento, dosaggio eccessivo o insufficiente e punture accidentali", avverte lo studioso.
procedure insicure
—Il problema è che pochi, tra gli intervistati, erano consapevoli di essere impreparati. "I risultati ci dicono che alcuni utilizzatori potrebbero essere troppo sicuri della propria capacità di iniettarsi i peptidi", scrive White. "Dopo qualche ricerca online, la maggior parte delle persone in entrambi i gruppi si diceva sicura di poter eseguire correttamente le iniezioni". Tra i più giovani, questa sicurezza rimaneva anche dopo la prova. "Anche dopo aver avuto difficoltà durante il procedimento, i 20enni restavano convinti di poterlo fare bene la volta successiva".
A fine luglio 2026 la FDA ha raccomandato di permettere alle farmacie galeniche di preparare sei peptidi molto utilizzati, tra cui BPC-157, TB-500 e Semax: una soluzione considerata più sicura perché sottoposta a regole sulla provenienza delle sostanze e sulla sterilità. Ma resta il nodo principale. "Questi prodotti non sono ancora testati per sicurezza o efficacia", ricorda White. E, soprattutto, chi li usa senza l'ausilio di un medico rischia di farlo nel modo sbagliato.
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