Caldo estremo a Monza, scatta il protocollo Fia per la sicurezza dei piloti
Temperature molto alte nel weekend, la federazione internazionale attiva le norme per ridurre i gradi all'interno delle auto
Temperature molto alte nel weekend, la federazione internazionale attiva le norme per ridurre i gradi all'interno delle auto
Marco Giorgini 3 settembre - 19:14 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’ondata di caldo che si sta abbattendo sull'Italia non risparmierà neanche i piloti di Formula 1, impegnati nel weekend a Monza per il Gran Premio. Sul circuito brianzolo sono previste temperature superiori ai 30 gradi con picchi intorno ai 35 sia il sabato che la domenica, fattore che ha fatto scattare immediatamente il protocollo Fia per il caldo estremo noto come “heat hazard protocol”. Le scuderie, alla vigilia del weekend di gara, hanno ricevuto una comunicazione da parte della Fia dove si stabilisce che le monoposto dovranno essere dotate del sistema refrigerante per dare “una boccata d’aria fresca” ai piloti. Il sistema è stato ideato e introdotto dalla federazione dopo il Gran Premio del Qatar del 2023, dove le condizioni ambientali si rivelarono estreme a tal punto da spingere i piloti a togliere le mani dal volante in rettilineo per cercare refrigerio, con l’ex pilota della Williams Logan Sargeant che fu addirittura costretto al ritiro. I piloti indosseranno dunque delle speciali maglie ignifughe, dotate di tubicini all’interno dei quali scorrerà un liquido refrigerante proveniente da un piccolo box installato direttamente all’interno della vettura e collegato al sistema elettrico della monoposto. Un sistema pensato per mantenere le temperature sotto controllo all’interno dell’abitacolo, zona notoriamente delicata sotto questo punto di vista, ma che ha sollevato le perplessità di alcuni piloti. I dubbi riguardano principalmente fastidi legati ai punti di pressione creati dai tubi quando vengono schiacciati contro il sedile. Altri ritengono invece più semplicemente i benefici derivanti non sufficienti a giustificare l’impiego. Per questo motivo la federazione non ha ancora reso obbligatorio il sistema refrigerante, lasciando libera discrezionalità a piloti e scuderie. Tuttavia i piloti che decideranno di non montare il sistema a bordo e di non indossare il gilet refrigerante vedranno però le proprie vetture appesantite di 0,5 kg con delle zavorre.
i precedenti
—Abbiamo già detto del GP del Qatar 2023, che spinse la FIA ad ideare il protocollo per il caldo estremo. Nel corso della stagione 2026 c’è però già un precedente dove fu dichiarato un “heat hazard” e risale al Gran Premio d’Austria corso a fine giugno sul circuito del Red Bull Ring. Alcuni piloti come Oscar Piastri decisero di utilizzare il sistema refrigerante, parlando dei benefici derivanti: “L’ho provato e devo dire che il sistema in sé aiuta abbastanza a diminuire la temperatura nell’abitacolo. Ci sono cose che non sono perfette ma penso che alla fine sia una scelta personale che varia da pilota a pilota. Non utilizzandolo dovrei comunque aggiungere peso alla vettura quindi credo valga la pena montarlo”. Quest'ultimo aspetto descritto dal pilota della Mclaren probabilmente spingerà la maggior parte dei piloti ad utilizzare il sistema refrigerante anche durante il Gran Premio d’Italia.
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