Moreira: "Milan più grande club d'Italia. La 22? Per Kakà. Con Amorim abbiamo già deciso il ruolo..."
Da piccolo Diego Moreira si è trovato davanti a un bivio: ballo o calcio. Ha scelto la seconda opzione e sì, ha fatto bene. A San Siro non ha ancora debuttato, ma i tifosi l’hanno visto danzare da una parte all’altra nel perimetro dello store rossonero di Via Dante, a Milano. Questo pomeriggio il belga, con le treccine alla Gullit e un tatuaggio di un’aquila sul collo, si è destreggiato in mezzo a una folla di tifosi, tra lanci di maglia dalla finestra, selfie e autografi. Prima ha risposto a qualche domanda e una chicca l’ha regalata sul suo numero di maglia: "Il 7 era ancora occupato da Santi (Gimenez, ndr). Ho scelto il 22 perché rappresenta mia età e l’ha indossato Kakà, uno dei miei idoli".
Moreira: "Milan più grande club d'Italia. La 22? Per Kakà. Con Amorim abbiamo già deciso il ruolo..."
F. Albanesi 03 settembre 2026 - MILANODa piccolo Diego Moreira si è trovato davanti a un bivio: ballo o calcio. Ha scelto la seconda opzione e sì, ha fatto bene. A San Siro non ha ancora debuttato, ma i tifosi l’hanno visto danzare da una parte all’altra nel perimetro dello store rossonero di Via Dante, a Milano. Questo pomeriggio il belga, con le treccine alla Gullit e un tatuaggio di un’aquila sul collo, si è destreggiato in mezzo a una folla di tifosi, tra lanci di maglia dalla finestra, selfie e autografi. Prima ha risposto a qualche domanda e una chicca l’ha regalata sul suo numero di maglia: "Il 7 era ancora occupato da Santi (Gimenez, ndr). Ho scelto il 22 perché rappresenta mia età e l’ha indossato Kakà, uno dei miei idoli".
LE PAROLE DI DIEGO MOREIRA
—Moreira al Milan è arrivato per una cinquantina di milioni, bonus inclusi, e il motivo per cui ha scelto il Diavolo è semplice: "E’ il più grande club in Italia". Conciso e tremendamente chiaro. Quando parla lo fa con un sorriso alla Leao e quei dreadlocks ondeggianti che fanno tornare indietro di una quarantina d’anni ai più nostalgici. Una delle domande che si pongono i milanisti in queste ore è dove può giocare l’ex Strasburgo: destra, sinistra, trequarti? "Per il modo in cui stiamo preparando le partite, mi sento più a mio agio a giocare sull’esterno di destra, ma posso tranquillamente fare anche la fascia mancina". E poi aggiunge una classica: "Gioco dove mi mette il mister". Sulla pressione di avere addosso uno scontrino così pesante da reggere, Diego è lapidario: "Nessuna pressione, se mai è un onore. Ora è il momento di dimostrare". Sugli obiettivi ha le idee chiare: "Vincere tutto". E chi non vorrebbe, d’altronde. In estate, prima di trasferirsi a Milano, si è allenato in vacanza con una maglia del Milan di Saelemaekers, suo compagno in nazionale: "Semplice coincidenza, non aveva nulla a che fare con la trattativa. Con Alexis siamo amici, mi ha dato la maglia quando eravamo al Mondiale. Mi piaceva molto e me la sono portata in vacanza". Sulla trattativa flash che l’ha portato al Milan rivela: "Se ne occupano la mia famiglia e il mio agente: hanno fatto un gran lavoro".
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