Malaria, due morti in Germania: come si trasmette e quali precauzioni prendere
I due casi mortali sarebbero legati a zanzare arrivate da aree endemiche. Un evento rarissimo che riporta l’attenzione su una malattia prevenibile e curabile, ma che può diventare grave molto rapidamente
I due casi mortali sarebbero legati a zanzare arrivate da aree endemiche. Un evento rarissimo che riporta l’attenzione su una malattia prevenibile e curabile, ma che può diventare grave molto rapidamente
Anna Castiglioni 4 settembre - 10:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDue persone sono morte in Germania dopo avere contratto la malaria senza essere state recentemente in un Paese in cui la malattia è endemica. Le vittime lavoravano all'aeroporto di Francoforte e fanno parte di un gruppo di sei dipendenti dello scalo risultati infetti. Secondo le autorità sanitarie tedesche, l'ipotesi è che a trasmettere la malattia siano state zanzare infette arrivate in Germania a bordo di un aereo proveniente da un'area malarica. Si tratta di un fenomeno conosciuto come airport malaria, o malaria aeroportuale. È estremamente raro, ma presenta una difficoltà particolare: se una persona con febbre e malessere non ha viaggiato in una zona a rischio, la malaria può non essere presa immediatamente in considerazione, ritardando la diagnosi. Ed è proprio la rapidità della diagnosi uno degli elementi decisivi nelle forme più pericolose della malattia.
Che cos'è la malaria
—La malaria è una malattia infettiva provocata da parassiti. Nella stragrande maggioranza dei casi viene trasmessa attraverso la puntura di zanzare femmine infette del genere Anopheles. Non è quindi un virus trasmesso dalle zanzare, come può accadere per dengue o West Nile: in questo caso il responsabile è un parassita. Esistono inoltre diverse specie di parassiti capaci di infettare l'uomo. Tra queste, Plasmodium falciparum è responsabile della forma che può evolvere più rapidamente verso una malattia grave. Normalmente la malaria non passa direttamente da una persona all'altra. La catena di trasmissione coinvolge la zanzara, che acquisisce il parassita pungendo una persona infetta e può successivamente trasmetterlo attraverso una nuova puntura. Esistono vie di trasmissione molto più rare, per esempio attraverso sangue infetto.
Dove si rischia maggiormente di contrarre la malaria
—La malaria è presente soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali e il peso maggiore della malattia si concentra nell'Africa subsahariana. Ma il rischio esiste anche in alcune zone dell'Asia, dell'America Latina e dell'Oceania. Per chi parte dall'Italia, quindi, non basta sapere in quale Paese si sta andando. Il rischio può cambiare notevolmente tra una regione e l'altra dello stesso Stato e può dipendere anche dalla stagione, dall'altitudine, dalla durata del soggiorno e dal tipo di viaggio. Per questo prima della partenza è molto più utile verificare le indicazioni sanitarie aggiornate relative alla destinazione e discuterne con un medico, soprattutto se è prevista una permanenza in una zona a rischio.
VIDEO: Malattia X, cos'è e perché è una priorità per l'OMSFebbre, brividi e mal di testa: i primi sintomi possono trarre in inganno
—Uno dei problemi della malaria è che all'inizio può assomigliare a molte altre infezioni. I sintomi più comuni comprendono febbre, brividi e mal di testa, ai quali possono aggiungersi stanchezza, dolori muscolari, nausea o altri disturbi. In genere i primi sintomi possono comparire 10-15 giorni dopo la puntura, anche se i tempi dipendono dal tipo di Plasmodium e alcune forme possono manifestarsi molto più tardi. La malaria da P. falciparum merita particolare attenzione perché, senza trattamento, può evolvere rapidamente: l'OMS segnala che una forma inizialmente non grave può progredire verso una malattia severa e potenzialmente mortale anche nell'arco di 24 ore. Alterazione dello stato di coscienza, convulsioni, difficoltà respiratorie, ittero, urine scure o sanguinolente e forte debilitazione sono tra i possibili segnali di malattia grave.
La regola più importante dopo un viaggio
—Se compare una febbre dopo essere stati in un'area in cui è presente la malaria, bisogna rivolgersi rapidamente a un medico e segnalare esplicitamente il viaggio, anche se sono già trascorse settimane dal rientro. È un dettaglio che può cambiare completamente il percorso diagnostico. I viaggiatori provenienti da Paesi in cui la malaria non circola abitualmente non possiedono infatti quella parziale immunità che può svilupparsi nelle popolazioni ripetutamente esposte e sono tra i gruppi maggiormente a rischio di forme severe. Inoltre i sintomi possono comparire quando si è già tornati a casa, rendendo meno immediata l'associazione con il viaggio.
profilassi antimalarica prima di partire
—Non esiste una profilassi farmacologica uguale per qualsiasi viaggio. In alcune destinazioni può essere raccomandato assumere farmaci antimalarici preventivi, mentre in altre il livello di rischio può portare a indicazioni differenti. La scelta dipende dalla destinazione precisa, dalla durata e dalle caratteristiche del soggiorno, oltre che dalle condizioni di salute del viaggiatore. Alcuni farmaci devono inoltre essere iniziati prima della partenza e continuati per un determinato periodo dopo avere lasciato la zona a rischio. Ecco perché la valutazione andrebbe fatta con un certo anticipo consultando il centro vaccinale per viaggiatori del territorio.
l'importanza di zanzariere e repellenti
—Le zanzare Anopheles responsabili della malaria tendono a pungere soprattutto tra il tramonto e l'alba. Nelle aree a rischio l'OMS raccomanda quindi di utilizzare repellenti efficaci – per esempio a base di DEET, icaridina o IR3535 –, indossare indumenti che coprano il più possibile la pelle e dormire in ambienti protetti da zanzariere o reti alle finestre; quando necessario, sono particolarmente utili le zanzariere da letto trattate con insetticida. Sono accorgimenti importanti anche quando si assume la profilassi farmacologica: nessuna singola misura garantisce una protezione assoluta, mentre la combinazione tra farmaci quando indicati e prevenzione delle punture riduce considerevolmente il rischio.
Dopo i casi di Francoforte dobbiamo preoccuparci anche in Europa?
—I casi di Francoforte non indicano che la malaria sia tornata a circolare normalmente in Germania o in Europa. L'ipotesi delle autorità è quella di zanzare infette trasportate accidentalmente da un'area endemica: proprio da questa particolare modalità di trasmissione deriva l'espressione airport malaria. Casi simili sono rari. La vicenda tedesca, quindi, non cambia le normali precauzioni che una persona dovrebbe adottare nella vita quotidiana in Europa. È però un utile promemoria di quanto sia importante riconoscere rapidamente la malaria: è una malattia prevenibile e curabile, ma alcune forme possono diventare molto gravi se diagnosi e trattamento arrivano tardi.
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