Incredibile Monaco: la Fia riscrive il podio dopo tre mesi, Gasly perde il terzo posto
La Corte d'Appello della Fia ha modificato l'ordine d'arrivo del GP di Monaco dopo che i Commissari avevano tolto le due penalità di 5" al francese dell'Alpine
La Corte d'Appello della Fia ha modificato l'ordine d'arrivo del GP di Monaco dopo che i Commissari avevano tolto le due penalità di 5" al francese dell'Alpine
Giusto Ferronato Giornalista 4 settembre - 14:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa Corte d'Appello Internazionale della Fia ha nuovamente modificato l’ordine d’arrivo del GP di Monaco: accogliendo pienamente i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, la Corte ha annullato la decisione dei Commissari Sportivi. Sono state quindi ripristinate le due penalità di 5 secondi a carico del pilota dell’Alpine Pierre Gasly, riscrivendo la classifica finale della gara monegasca e i relativi punteggi del campionato mondiale. Torna quindi sul podio Isack Hadjar, che aveva dovuto dare il trofeo del terzo posto a Gasly dopo che al francese erano state annullate le suddette penalità per un errore del sistema di rilevamento della velocità in corsia box durante il pit stop. McLaren e Red Bull avevano però contestato la decisione di togliere a Gasly le penalità, considerandola una grave violazione dell’equità sportiva perché altri piloti (tra cui Franco Colapinto, compagno di squadra di Gasly in Alpine) erano stati penalizzati nello stesso identico settore e avevano scontato le sanzioni in gara, rovinando la propria strategia.
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—L'intero caso ruotava attorno alla prima zona di rilevamento della velocità all'ingresso della pit lane di Monaco. Per il 2026, a causa di una modifica nel posizionamento delle barriere, i piloti hanno potuto percorrere una traiettoria molto più stretta rispetto al passato. Il sistema di cronometraggio ufficiale era però impostato su una distanza di 2692 cm, mentre rilievi successivi hanno dimostrato che la distanza minima effettiva era di soli 2615 cm. Questa discrepanza di 77 centimetri ha falsato tutti i calcoli: velocità segnalate come superiori ai 60 km/h (il limite di velocità stabilito) erano, in realtà, ampiamente entro i limiti (circa 58.7 km/h). Questo è stato il presupposto tecnico su cui l’Alpine ha basato il suo ricorso per Gasly, inizialmente accolto, con penalità cancellate e avanzamento del francese al terzo posto davanti alla Red Bull di Hadjar.
motivi del ricorso
—Ma questa decisione non è stata accettata da McLaren e Red Bull Racing che hanno presentato ricorso in appello. I punti chiave sollevati dinanzi alla Corte d'Appello di Parigi dai ricorrenti: disparità di trattamento perché altri piloti avevano modificato la strategia scontando la sanzione in gara (Gasly aveva deciso di non scontarla in gara andando a sommarla al tempo finale al traguardo); discriminazione inaccettabile il revocare una sanzione post-gara solo a chi ha scelto di non scontarla subito; stabilità delle regole di ingaggio: durante le prove libere, i team utilizzano i dati del sistema di rilevamento per tarare i propri limitatori di velocità elettronici; applicazione di regole diverse all’interno della stessa gara nel momento in cui si decide di cambiare retroattivamente la distanza di misurazione per un solo pilota.
Pierre Gasly durante il Gp di Montecarlo. Afp
sentenza
—Il collegio giudicante della Corte d'Appello - presieduto dal maltese Michael Grech e composto da Tomas Borec (Slovacchia), Luigi Fumagalli (Italia) e Filippo Marchino (Italia/Usa) - ha accolto le tesi di McLaren e Red Bull in un dibattimento a porte chiuse tenutosi lo scorso 25 agosto. Nelle motivazioni della sentenza pubblicata il 3 settembre, la Corte ha chiarito che ai sensi dell'Articolo 1.1.1 del Codice e dell'Articolo A9.4.3 del Regolamento Generale F1, l'autorità sportiva deve garantire la parità di trattamento e dunque i concorrenti che hanno scelto di mantenere margini di sicurezza più ampi per non incorrere in sanzioni hanno sacrificato deliberatamente la prestazione in pista. Sostituire retroattivamente il parametro di calcolo per un singolo concorrente dopo la bandiera a scacchi viola il principio cardine dell'equità. Inoltre né la F1 né l’Alpine sono state in grado di dimostrare quale sia stata l'effettiva traiettoria millimetrica percorsa dalla vettura di Gasly all'interno della corsia box e la stessa Alpine ha ammesso in udienza che la propria ricostruzione della traiettoria era solo una "migliore stima approssimativa" basata su dati video e modelli Cad. Mancando la prova fisica che Gasly abbia effettivamente percorso una traiettoria inferiore a 2670 cm, non vi sono elementi sufficienti per superare l'evidenza prodotta dal sistema di cronometraggio ufficiale. Ritenendo che le sanzioni originarie debbano essere mantenute, la Corte ha ordinato il ripristino della classifica finale del Gran Premio di Monaco con la penalizzazione di Gasly".
Hamilton, Antonelli e Hadjar, il podio di Montecarlo. Afp
ordine d'arrivo
—Questo il nuovo ordine d’arrivo del GP di Monaco dopo l’accoglimento del ricorso di McLaren e Red Bull.
1. Kimi Antonelli (Mercedes) 2h23'31"243
2. Lewis Hamilton (Ferrari) a 6"271
3. Isack Hadjar (Red Bull) a 23"394
4. Oscar Piastri (McLaren) a 24"261
5. Liam Lawson (Racing Bulls) a 26"553
6. Arvid Lindblad (Racing Bulls) a 29"010
7. Pierre Gasly (Alpine) a 30"369
8. Alexander Albon (Williams) a 33"413
9. Esteban Ocon (Haas) a 37"140
10. Sergio Perez (Cadillac) a 39"153
11. Fernando Alonso (Aston Martin) a 41"899
12. Gabriel Bortoleto (Audi) a 42"748
13. George Russell (Mercedes) a 43"353
14. Nico Hulkenberg (Audi) a 44"102
15. Franco Colapinto (Alpine) a 48"964
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