Nessun posto è come casa: da Elsha a Di Maria, le storie dei grandi ritorni nel calcio
Da El Shaarawy a Robben, fino alle lacrime del Fideo. Dopo anni di trionfi, ingaggi d'oro e battaglie in giro per il mondo, il cerchio si chiude sempre dove tutto è iniziato
Da El Shaarawy a Robben, fino alle lacrime del Fideo. Dopo anni di trionfi, ingaggi d'oro e battaglie in giro per il mondo, il cerchio si chiude sempre dove tutto è iniziato
Uno su mille ce la fa, però poi sente la nostalgia di casa. E prima o poi ci torna, anche a costo di prendere voli intercontinentali. Anche a costo di aspettare vent'anni, a proposito di Odissea. Stephan El Shaarawy ha da poco ritirato la tessera socio del club: è andato via da Genova, ha girovagato, segnato, vinto e perso, guadagnato ed esultato. Prima di sentire il richiamo di casa e tornare al nido del Grifone. De Rossi lo ha definito "un figlio della città" e non ha mica sbagliato. Ognuno ha vissuto la sua Odissea: in quella di Robben c'è una finta leggendaria brevettata al Groningen, per Santi Cazorla Scilla e Cariddi furono le operazioni alla caviglia, il lungo peregrinare di Angel Di Maria seguiva le orme di una ruota di bicicletta. Ognuno ha la sua madeleine. E per questo non dimentica mai la strada di casa.
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