Racing Bulls: "Social e legame col territorio, in Italia ci siamo anche noi! I nostri tifosi? Tutti giovani"
La Ferrari non è l'unica a correre in casa: la scuderia di Faenza è la seconda italiana in griglia a Monza. Il Ceo Peter Bayer: "Investiamo in nuovi progetti, nella formazione dei ragazzi, e siamo stati i primi ad attrarre nuovo pubblico... su TikTok"
La Ferrari non è l'unica a correre in casa: la scuderia di Faenza è la seconda italiana in griglia a Monza. Il Ceo Peter Bayer: "Investiamo in nuovi progetti, nella formazione dei ragazzi, e siamo stati i primi ad attrarre nuovo pubblico... su TikTok"
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 4 settembre - 21:02 - MONZA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon solo Ferrari, non solo Kimi Antonelli. Monza colora di tricolore la Formula 1 e per l’appuntamento con il Gran Premio d’Italia anche Visa Cash App Racing Bulls di Faenza si prepara a festeggiare la sua gara di casa, al centro di una stagione di successi sportivi e importanti investimenti fuori dalla pista. La squadra, nata dall’acquisizione dell’ex team Minardi e passata nel corso degli anni attraverso una serie di nomi, vanta dal 2016 una crescita del 98%, con un tasso medio annuo del 7%, arrivando oggi a un totale di circa 800 dipendenti, di cui 600 nella sede italiana di Faenza e 200 in quella inglese di Milton Keynes. L’incontro tra culture ed esigenze sportive restituisce oggi una squadra dalle forti radici locali che respira però contemporaneamente una realtà internazionale, grazie al legame con Red Bull, con una popolazione aziendale composta per circa il 60% da italiani, mentre il restante 40% rappresenta 46 diverse nazionalità. Una pluralità culturale che mantiene il suo centro in Italia, traendone un vantaggio concreto sul piano competitivo: mettere insieme punti di vista ed esperienze diverse favorisce l’innovazione, un elemento decisivo in un ambiente come la Formula 1, dove bisogna trovare soluzioni nuove e rapide, spesso sotto pressione e dove il contributo del singolo, in un ambiente in continuo cambiamento, ha un valore aggiunto molto importante.
un nuovo pubblico
—È anche questa apertura a rendere il team attrattivo per professionisti provenienti da ogni parte del mondo, alla ricerca di un ambiente in cui a contare siano soprattutto il talento, le competenze e la capacità di portare idee nuove, più che la provenienza. Il risultato, conferma il Ceo del team Peter Bayer, è una squadra che ha saputo in questi anni trovare il proprio spazio per coltivare opportunità sempre nuove in un universo competitivo anche dal punto di vista del marketing come la Formula 1: "Oggi circa il 43% dei fan a livello globale ha meno di 35 anni e abbiamo il 42% di pubblico femminile, quindi il panorama è completamente cambiato rispetto a pochi anni fa. Noi, essendo il più grande vivaio di talenti della Formula 1, siamo un team che ha sempre avuto a che fare con la crescita di giovani piloti. Per questo, abbiamo intuito che ci fosse un'opportunità naturale nel lavorare con i giovani e parlare a questo pubblico, costruendoci un nostro universo di tifoseria". Il risultato? Dati che indicano chiaramente la forte base di fan del pubblico più giovane, appartenente alla Generazione Z: "Siamo stati la prima squadra ad avere un canale TikTok, la prima squadra ad avere un canale Snapchat. E stiamo interagendo con successo con i nostri tifosi, sempre di più, creando opportunità per i creativi e sempre nuovi modi per rispondere alle richieste che ci vengono poste davanti, ben consapevoli di quanto in fretta possa cambiare ciò che facciamo e la relativa risposta".
il legame con il territorio
—In questo già eterogeneo confronto con il pubblico internazionale, entra a far parte la forza di una tifoseria italiana che rappresenta per Racing Bulls una realtà da curare con attenzione: "In questi anni abbiamo dedicato molto tempo e impegno a riscoprire la nostra identità italiana – ha sottolineato Bayer. Spesso la gente dimentica che la nostra sede è proprio in Italia e abbiamo ampliato enormemente lo stabilimento di Faenza. In questo momento, stiamo costruendo nuovi impianti e nuovi stabilimenti produttivi e abbiamo costruito un nuovo museo, un’area dedicata al patrimonio storico dove esponiamo le nostre auto. Tutto per rimarcare la nostra italianità, che è qualcosa di cui andiamo estremamente orgogliosi e che vogliamo continuare a portare avanti". In continuità con un percorso di investimenti sul territorio portato avanti da anni, in dialogo con il Comune di Faenza, la Regione Emilia-Romagna e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Racing Bulls ha infatti presentato all'inizio del 2026 un progetto di sviluppo da oltre 64 milioni di euro, che riguarda il Centro di eccellenza tecnologico di Faenza dedicato alla progettazione, produzione e sviluppo della monoposto per il quale è previsto un aumento di 100 posti di lavoro nel sito faentino. Un altro dato interessante è che le strutture e gli impianti in Italia attualmente occupano 26.500 metri quadrati, che saranno ampliati grazie al piano di sviluppo di ulteriori 4.200 metri quadrati, raggiungendo un totale di 30.750 metri quadrati su un terreno di 68.000 metri quadrati. Questa cifra significativa sottolinea la volontà dell'azienda di espandersi nella Motor Valley italiana, il distretto emiliano-romagnolo che riunisce le eccellenze del motorsport.
VIDEO: Ferrari, il successo a Monza può arrivare grazie a Kimi Antonelli: il possibile scenarioinnovazione e formazione dei giovani
—Ma il legame con il territorio non si ferma alla produzione, il team investe da anni anche nella crescita delle nuove generazioni. Un caso concreto è quello legato alla tecnologia dei materiali compositi. Racing Bulls ha partecipato, insieme ad altre aziende del territorio e a istituzioni pubbliche e accademiche, alla creazione di C-Hub, un polo dedicato alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo nel campo della lavorazione del carbonio. Il rapporto con il mondo della formazione parte già dalle scuole superiori: il team collabora alla progettazione e alla realizzazione di laboratori e porta le proprie competenze direttamente nelle aule, attraverso lezioni tenute dai suoi professionisti nell’ambito di percorsi di specializzazione post diploma, con l’obiettivo di preparare le figure professionali che serviranno al settore negli anni a venire. Un impegno che prosegue anche all’università. Racing Bulls è tra i partner fondatori di Muner – Motor Valley University of Emilia-Romagna, punto di riferimento per l’alta formazione nel Motorsport, e contribuisce inoltre alla formazione specialistica dell’Università di Bologna sostenendo il corso di laurea in Compositi Polimerici e il master universitario post-laurea Ma.Co.F. "Essendo una realtà più piccola rispetto a squadre come Ferrari o Mercedes abbiamo sicuramente delle limitazioni a livello commerciale – sottolinea Bayer – ma dall’altra parte possiamo prenderci delle libertà, in tanti cambi differenti, che ad altri team oggi sarebbero impossibili. Possiamo osare e concederci un po’ più di libertà rispetto a grandi team". Un vantaggio che va usato con grande attenzione, fanno sapere in Racing Bulls. Conoscendosi, prima di farsi conoscere. Le proprie origini, il proprio pubblico, dove si vuole andare e con chi. Seguendo una strada che avrà sempre il tricolore alla propria base.
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