Fiorentina, le scelte verso il Torino: Grosso pensa al tridente con Pellegrino al centro
L’attaccante cerca il primo gol con la Viola. Insieme all'argentino Njie e Mastantuono
L’attaccante cerca il primo gol con la Viola. Insieme all'argentino Njie e Mastantuono
Fabiana Della Valle Giornalista 5 settembre - 11:41 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL'eredità di Moise Kean è uno zainetto pesante che Mateo Pellegrino porta con disinvoltura sulle spalle larghe, abituate a gestire ombre ingombranti. Il centravanti arrivato dal Parma è figlio d’arte e fin dai primi calci al pallone ha dovuto convivere col confronto con papà Mauricio, ex difensore, che ha vinto tanto tra Spagna e Argentina, arrivando anche in nazionale. Mateo di mestiere fa l’attaccante, ama fare gol, soprattutto di testa - il pezzo forte del suo repertorio - e dopo due partite a secco in avvio della sua terza stagione in Serie A spera di sbloccarsi oggi pomeriggio al Franchi, sfidando il caldo anomalo di settembre e confidando nel supporto di un pubblico ansioso di festeggiare il primo punto in campionato.
VIDEO: Mastantuono: "Non vedo l'ora di affrontare Lautaro. Il primo gol? Ecco come esulterò"Verso il tridente
—Pellegrino è in vantaggio su Beto per una maglia da titolare: il portoghese è arrivato l’ultimo giorno di mercato e ha pochi allenamenti con la squadra, l’argentino invece è sbarcato a Firenze prima di Ferragosto e ha avuto tempo e modo per ambientarsi. Perciò Grosso dovrebbe confermarlo al centro del tridente, col connazionale Mastantuono a destra e l’ex granata Njie favorito per fare l’ala a sinistra. Un tridente vero, l’evoluzione del 4-3-2-1 che abbiamo visto nelle prime tre uscite ufficiali (Coppa Italia compresa), con la missione di produrre cross per Pellegrino, 192 centimetri d’altezza e un ottimo tempismo sui palloni vaganti nell’etere.
Coppia argentina
—La storia recente di Mateo insegna che il ragazzo ha un motore diesel e ci mette sempre un po’ a carburare. Un anno fa esultò per la prima volta alla quinta giornata, in casa proprio contro il Torino: doppietta come nel 2024-25, in totale 5 centri in 3 partite ai granata. Pellegrino ha fame perché a 24 anni si sente pronto per il salto di qualità, Parma è stata una palestra importante, una vetrina che gli permesso di farsi notare ed apprezzare, la Fiorentina è l’occasione che aspettava per dimostrare di poter essere più di una seconda linea di lusso. "Pellegrino è un ragazzo fantastico ed è fortissimo, soprattutto di testa", lo ha incoronato Mastantuono, che non vede l’ora di confezionare assist per il compagno di mate (la bevanda tanto amata dagli argentini) oltre che di reparto. Franco e Mateo parlano la stessa lingua, hanno legato subito e adesso proveranno a riprodurre l’affinità elettiva che c’è tra di loro anche sul campo.
Doppia cifra
—Mastrantuono ci mette la fantasia, Pellegrino invece deve fare gol, perché un attaccante non si giudica dai particolari ma ciò che resta negli almanacchi sono le reti realizzate. L’ex Parma la scorsa stagione ha chiuso a quota 12, 9 in campionato e 3 in Coppa Italia, con il numero 9 sulle spalle. A Firenze ha preso il 32, lo stesso che scelse in Emilia quando arrivò nel gennaio 2025. Fabio Paratici lo teneva d’occhio da parecchio tempo, lo aveva visto quando era al Velez e lo consigliò all’ex collega di Juventus Federico Cherubini, ora ad del Parma. Lo ha preso quando ancora non aveva venduto Moise Kean, per cautelarsi in caso di addio dell’azzurro.
Gol per il Centenario
—Pellegrino sa di essere stato un investimento importante (25 milioni bonus compresi) e anche che società e piazza s’aspettano tanto da lui. In questi giorni di festa per il Centenario ha respirato la storia viola, ha incontrato Gabriel Omar Batistuta, che lo ha riempito di affettuosi consigli, ha capito quanto conta il calcio a Firenze, dove una città intera si ferma quando gioca la Fiorentina. Oggi farà di tutto per regalare una gioia ai suoi nuovi tifosi, che non vedono l’ora di vederlo segnare ed esultare, come faceva spesso e volentieri Bati parecchi anni fa.
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