Pio Esposito contro Vergara e non solo: Inter-Napoli è una sfida a tinte azzurre
La Gazzetta dello Sport

Pio Esposito contro Vergara e non solo: Inter-Napoli è una sfida a tinte azzurre

Sabato 5 settembre 2026
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Dai due giovani ai senatori, quante risorse per il ct Mancini. La gara di San Siro simbolo di un’Italia che prova a ripartire

Dai due giovani ai senatori, quante risorse per il ct Mancini. La gara di San Siro simbolo di un’Italia che prova a ripartire

Guendalina Galdi e Vincenzo D Angelo 5 settembre - 12:48 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

L'Italia chiamò. E stasera a San Siro, gli azzurri di Inter e Napoli risponderanno per dare una prima spallata al campionato. Occhi e testa al tricolore, quello che i primi puntano a confermare e che i secondi vogliono riportare fronte mare. Guardando un po’ più avanti, invece, il tricolore che conterà sarà un altro. Tra tre settimane avremo già archiviato il primo impegno di Nations League, ma ogni singolo elemento di una Nazionale che si deve ricostruire (di nuovo) è già da adesso che lavora per quel nuovo debutto con il ritrovato Roberto Mancini. Comanda la speranza, che in questo momento ha un volto disteso, superato il "tradimento" arabo del ct, e in qualche modo giovane. Un po’ come quello di Pio Esposito e Antonio Vergara, protagonisti stasera e potenziali futuri principi azzurri di un’Italia che vuole rinascere.

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inter-nazionale

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E pensare che Pio è soltanto l’ultimo dei nerazzurri a essersi iscritto nella lista Nazionale. Ma il sapore dei suoi 21 anni è quello dolce di un avvenire ancora tutto da scrivere, di possibilità. Senza dimenticare i gol. L’Italia di Baldini, scontenta e a pezzi dopo il crollo in Bosnia, nelle amichevoli di giugno ha "sorriso" con le reti del ragazzone di Castellammare. Vuole un Mondiale e, per quanto giovane, condivide la grande mancanza, che è anche il grande sogno, con i compagni che navigano in acque azzurre da più tempo di lui.

pio esposito

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Le certezze nero-azzurre, al netto di Pio, comunque sulla carta non mancano. C’è Nicolò Barella, che proprio alla Gazzetta si era detto "incompleto" per non aver avuto ancora la possibilità di giocarsi un Mondiale, un po’ come Alessandro Bastoni (anche se non è proprio da difesa a 4), che vuole al più presto spazzare via i brutti ricordi della notte di Zenica finita con un rosso diretto che ancora fa male. E poi c’è Federico Dimarco, uomo da assist e gol come ha dimostrato lo scorso anno ma in concorrenza a sinistra con Calafiori.

Antonio Vergara. Lapresse

vergara

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Vergara è il nuovo che avanza. Ma in qualche modo, forse, è anche un rimpianto. Gattuso aveva pensato a lui per il playoff mondiale, tanto da averlo incontrato a Napoli con gli altri compagni nel giro della Nazionale. L’infortunio mise fuori causa Vergara, costretto così a rinviare la sua prima volta a Coverciano. Ma negli appunti di Mancini, Antonio resta un nome in bella vista e le potenzialità per entrare a far parte del nuovo corso ci sono tutte. Anche grazie ad Allegri, Vergara potrà vivere la stagione della consacrazione e provare a ritagliarsi uno spazio nell’azzurro Italia. Da mezzala di qualità, da trequartista, ovunque vorrà Mancini. Disponibilità e sacrificio non mancano anche oggi che il Napoli è di nuovo in crisi. Antonio è un jolly importante, da gettare nella mischia a gara in corso (a Genova ha cambiato la partita) o dall’inizio. Come col Chelsea in Champions. Gara da dentro o fuori: Napoli eliminato, ma il gol di Antonio è già storia. 

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Matteo Politano. Lapresse

meret e politano

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Per Meret e Politano, il futuro in Nazionale è complicato. Dovrebbe invece far parte del gruppo il capitano Giovanni Di Lorenzo. Quest’estate ha detto chiaramente che lui, alla Nazionale, non dirà mai di no e che spera di poter ancora dare il suo contributo. Speranza che lo accomuna a Leonardo Spinazzola, che con Mancini ct ha vissuto il momento più esaltante della carriera ad Euro 2020: Di Lorenzo e Spina potrebbero far parte di quel gruppo di senatori indispensabile in uno spogliatoio della Nazionale. Hanno vinto, sanno cosa si prova. Sanno quanto Mancini possa portare tutti oltre i propri limiti.

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