Tamberi, Tentoglu e Duplantis? Macché, alle finals è stato il trionfo degli outsider
A Bruxelles è successo l'impronosticabile. Molti dei favoriti hanno dovuto rimandare la conquista del diamante
A Bruxelles è successo l'impronosticabile. Molti dei favoriti hanno dovuto rimandare la conquista del diamante
Cecilia Carabelli 5 settembre - 14:30 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl loro nome sembrava inciso nel diamante, un battere di ciglia e i loro sogni si sono smaterializzati. Nelle Finali di Diamond League di Bruxelles, è successo quello a cui molti campioni arrivati per vincere non avevano pensato nemmeno nei loro sogni più oscuri. Alcuni dei grandi favoriti della stagione hanno dovuto cedere la corona a dei meno preannunciati outsider.
da tamberi a kolodziejski
—Uno dei grandi "beffati" della serata è sicuramente Gianmarco Tamberi. Arrivato a Bruxelles con i favori del pronostico, il capitano azzurro ha dovuto "accontentarsi" di un terzo posto ex aequo con l'ucraino Oleh Doroshchuck. A far saltare il banco ci ha pensato il polacco Mateusz Kolodziejski. Il ventiquattrenne supera 2,16 e 2,21 alla prima prova, poi 2,25 al terzo tentativo e soprattutto 2,28 al primo. È proprio quest'ultimo salto a consegnargli la vittoria e il successo più importante della carriera nel circuito. Il fuoriclasse azzurro supera senza errori 2,16, 2,21 e 2,25. A 2,28 commette il primo passo falso. Decide , quindi, di passare alla misura successiva, 2,31, dove, però, non riesce a chiudere la rimonta. La medaglia d'argento va a JuVaughn Harrison. L'americano a 2,28 come il polacco ma il suo percorso è maggiormente costellato di errori. Tamberi era in corsa per il quarto diamantone della sua carriera. "Che nervoso... mamma mia quanto rosico" scriverà poco dopo sui social. Gimbo aveva infatti saltato 2,31 solo una decina di giorni prima e questo quarto successo gli avrebbe consentito di riscrivere la storia del salto in alto ancora una volta.
da duplantis a karalis
—Emmanouīl Karalīs è una delle altre grandi sorprese della serata. Dopo il forfait di Mondo Duplantis a causa di una tensione muscolare durante il riscaldamento, la gara si è subito aperta. Il greco sapeva di avere una grande opportunità e domina fin da subito la pedana dell'asta: 5,52 e 5,72 al primo tentativo, 5,82 al secondo tentativo, di nuovo zero errori a 5,92 e infine 6,12 alla terza prova. Questa misura ha consegnato a Karalīs il nuovo record del meeting, il precedente dell'amico Duplantis risaliva al 2024, e il primo diamante della carriera. "Il ritiro di mondo ha dato ad altri la possibilità di vincere e sono molto contento di aver colto l'opportunità. Sto vivendo un sogno!", ha rivelato l'astista di Atene a gara conclusa. Il margine sugli altri atleti in gara è abissale: 30 centimetri dai secondi. Sondre Guttormsen conquista la medaglia d'argento con 5,82, stessa misura dell'australiano Kurtis Marshall, terzo a causa del maggio numero di errori.
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—Altro grande nome che sembrava scritto nelle stelle, o meglio sulla sabbia, era quello del lunghista Miltiadis Tentoglu. Il greco fa una gara solida, lontana però dal primato stagionale: 8,07, 8,12, 8,31 e 8,40. Il campione europeo e campione olimpico in carica rimane saldamente al comando fino all'ultimo turno di salti. È proprio in questo giro conclusivo che il giamaicano Tajay Gayle trova la misura, 8,46, ribalta la classifica e vince. Niente da fare, quindi, per il greco che con una sola sconfitta nelle precedenti 15 gare outdoor sembrava avere la vittoria in tasca. Si accoda al terzo posto lo svizzero Simon Ehammer.
da ingebrigtsen a myers
—"Ho gareggiato contro un branco di codardi". Jakob Ingebrigtsen arrivato quarto al termine dei 1500 metri attacca duramente gli avversari. Il campione olimpico di Tokyo e Parigi, noto per le sue gare tattiche, aveva dettato il ritmo fin dall'inizio. Sul rettilineo finale, a 100 metri dal traguardo, però, i suoi avversari più forti lo hanno superato in volata. L'australiano Cameron Myers ferma il tempo prima di tutti a 3:30.14 e vince il famoso diamante. Secondo piazza per il kenyano Jonah Koech con 3.30.18, terzo Ethan Strand in 3.30.50.
da allman a feng bin
—Le sorprese non sono mancate anche in campo femminile. La cinese Feng Bin batte l'americana Valerie Sion Allman e interrompe il suo dominio nel disco. L'atleta del Delaware non è di certo l'ultima arrivata: campionessa olimpica a Tokyo e Parigi e campionessa mondiale in carica. La cinese parte con 65,54, sale a 66,67 al secondo turno e trova il lancio vincente al quarto tentativo con 67, 64. Sion rimane lontana e chiude con un 66,92, molto lontano dal suo primato. Chiude terza Jorinde van Klinken con 64, 66.
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