Zandalasini: quei fischi assurdi pro Usa, la rabbia e le scuse. "Reazione sbagliata con gli arbitri"
La Gazzetta dello Sport

Zandalasini: quei fischi assurdi pro Usa, la rabbia e le scuse. "Reazione sbagliata con gli arbitri"

Lunedì 7 settembre 2026
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Cecilia, furibonda per un paio di chiamate pro Usa nel finale, si scusa: "Ho esagerato nel tirare fuori le emozioni, ma sono orgogliosa della mia squadra"

Cecilia, furibonda per un paio di chiamate pro Usa nel finale, si scusa: "Ho esagerato nel tirare fuori le emozioni, ma sono orgogliosa della mia squadra"

Giulia Arturi Giornalista 7 settembre - 16:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La partita tra Italia e Stati Uniti di ieri sera è una di quelle da ricordare. Dal primo canestro di Keys, l'Italia ha fatto capire a tutti che c'era. Anche durante quel primo quarto offensivamente complicato. E per chi non seguisse la Wnba, Cecilia Zandalasini ha dato un ripasso della campionessa che è diventata anche oltreoceano, giocando con e contro le migliori del mondo. Ma soprattutto della sua maturità.

grinta diversa

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Alla fine la carica è uscita tutta insieme, nelle proteste dopo l'ultimo tiro: sulla possibile tripla del pareggio, è arrivato un colpo (involontario) in faccia. Su quella non ci sono dubbi: le immagini parlano chiaro. Pochi minuti dopo, in conferenza stampa, Zandalasini aveva già rimesso ogni cosa al suo posto. "Vorrei scusarmi per come ho reagito alla fine, con gli arbitri e con la squadra avversaria. C’erano molte emozioni oggi, ma avrei dovuto tenerle un po’ più dentro di me. Voglio scusarmi con gli arbitri. È solo che quando indosso questa maglia esce fuori una grinta diversa". Poi resta soltanto quello che conta davvero: "Sono orgogliosa della mia squadra, super, super, super orgogliosa come sempre. Penso che anche l’Italia sarà orgogliosa di noi. Il torneo è ancora lungo e sono felice che abbiamo mostrato di cosa siamo capaci".

episodi decisivi

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Perché alla fine è questa l'unica cosa che conta di Italia-Stati Uniti. Le azzurre se la sono giocata fino all'ultimo possesso con una squadra che al Mondiale non perde da vent'anni e che, in generale, non perde praticamente mai. Sull'arbitraggio si può invece fare un discorso più ampio. Il presidente federale Gianni Petrucci ha scelto l'ironia: "Arbitri così bravi che meritano di arbitrare la finale. Sono orgoglioso di queste ragazze!". Le recriminazioni sui singoli episodi servono a poco, gli arbitri fanno parte del gioco. Si può però analizzare il metro di una partita e quello di ieri è cambiato. Nel primo tempo l'aggressività offensiva e difensiva delle azzurre è stata spesso penalizzata, nella ripresa è stata progressivamente riconosciuta e la partita è diventata più fisica. Dentro questo quadro ci sono come sempre gli episodi, compreso quello evidente su Zandalasini nel possesso che avrebbe potuto portare l'Italia al pareggio. Sui social il fallo è diventato immediatamente il centro della discussione, che spesso, purtroppo, degenera nell'ignoranza. Ma ridurre Italia-Usa a quella manata significa perdersi quasi tutto quello che è successo.

partita indimenticabile

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E lì l'Italia ha dimostrato di poter reggere anche sul terreno che sembrava più favorevole agli Stati Uniti. Cubaj ha lottato sotto canestro contro lunghe più atletiche e profonde, ma la risposta è arrivata da tutte. Da Villa a Santucci, da Fassina a Cubaj, le azzurre hanno accettato contatti, pressione e uno contro uno senza arretrare. Hanno tenuto la fisicità americana con il corpos e con la capacità di aiutarsi e restare dentro ogni possesso. È così che una partita che sulla carta sembrava impossibile, è diventata indimenticabile.

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