Costacurta: "Milan, fidati di Amorim: anche i primi mesi con Sacchi erano così. Ma perché toglie sempre Gila?"
L'ex difensore del Milan: "I rossoneri corrono, lottano e sbagliano, giocano male per ora ma l'atteggiamento è quello giusto. Quando cresceranno tutti e impareranno la difesa a tutto campo, anche Ramos e Moreira miglioreranno"
L'ex difensore del Milan: "I rossoneri corrono, lottano e sbagliano, giocano male per ora ma l'atteggiamento è quello giusto. Quando cresceranno tutti e impareranno la difesa a tutto campo, anche Ramos e Moreira miglioreranno"
Alessandra Gozzini Giornalista 8 settembre - 08:56 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIn 21 stagioni rossonere, Billy Costacurta ha vissuto tanti nuovi inizi. La fine, una sola, arrivata a 41 anni e 25 giorni: traguardo alla portata di un altro milanista (Modric). Con ordine: dopo l’ultimo Juve-Milan, povero di emozioni come i precedenti più recenti, ha incrociato Ruben Amorim in tv. L’allenatore rossonero: "È un vero piacere parlare con te". La considerazione è reciproca.
Billy, ripartiamo da lì, dall’analisi di una gara senza particolari slanci. Amorim ha ammesso che il Milan non avrebbe meritato di vincerla, corretto?
"La penso come lui, non è stata una sfida all’altezza delle aspettative. Sinceramente però resto fiducioso: io vedo qualcosa, vedo che stanno provando a essere diversi per uscire dall’impasse degli ultimi due-tre anni. Lo vedo dall’atteggiamento dell’allenatore per primo: ha un’energia positiva, mi piace come si rivolge alla squadra e all’ambiente esterno, anche a noi. Mi piace come persona. L’ho studiato: ho visto le partite di quando era allenatore dello Sporting, quando giocava in casa contro il Benfica o fuori con il Porto: è sempre stato lo stesso".
Chiede una squadra dominante: il Milan non sempre, per ora, lo è stato. Lo sarà?
"Ho giocato a calcio per 40 anni, ricordo e voglio ricordare ai tifosi del Milan i primi tre mesi con Sacchi allenatore. Per assorbire cambiamenti così grandi serve tempo. Nel Milan ho visto i difetti tipici di una squadra in costruzione. Un gruppo che ha fatto male nel gioco, ma bene nell’atteggiamento. Vado oltre la prestazione individuale e tecnica, guardo a quella del gruppo-squadra: undici che corrono e lottano, probabilmente, come due giorni fa, anche undici che sbagliano. Mi piace però vedere che provano a fare quello che gli si chiede: da qui possono solo che alzare il livello".
Vale per Ramos e per chi altro?
"Tutti possono far meglio. C’è differenza tra quando perdi o pareggi in un modo o in un altro. Contro la Juve Rabiot e Saelemaekers non erano chiaramente a loro agio, anzi sono stati i peggiori. Ma ci hanno comunque provato e questo mi è piaciuto. Amorim li vede in quelle posizioni, e io sono d’accordo: la chiave di volta della stagione può arrivare dai giocatori impegnati in quella zona di campo. Quando cresceranno e con loro Ramos e Moreira tutta la squadra migliorerà: una punta come Gonçalo in un sistema simile può esaltarsi, anche senza fare 25 gol ma giocando bene con la squadra. La difesa lo stesso: impareranno a difendere a tutto campo".
Due gol su due subiti nel recupero quando Gila era uscito: un caso?
"Intanto diciamo che Gila esce un po’ troppo spesso, alla Lazio succedeva lo stesso. Non ho capito perché: alla sua età non regge i 90 minuti? Non credo ma magari c’è qualche problemino che si porta dietro. Per il resto in campo è forte, forte, forte: ha personalità, gioca bene a calcio, legge le situazioni in anticipo. Sembra anche più veloce di Tomori, anche senza esserlo, perché capisce prima dove andrà la palla, è intelligente. Per me è il migliore acquisto estivo del Milan. Ne avrei preso anche un altro di quel livello lì, ma capisco che non sia semplice: come Gila ce ne sono pochi".
Quando la squadra sarà cresciuta, arriverà già quest’anno a competere per lo scudetto?
"No, non sono forti come l’Inter. Lottare per la Champions sicuramente sì. L’Inter mi ha impressionato: se sai fare tre gol a una squadra che si barrica dietro come il Napoli vuol dire che sei fortissimo. Anche la Roma è più avanti del Milan. Oggi, insieme al Como, sono squadre sono spettacolari. Milan e Juve non arrivano ancora a quel livello".
Situazione esterni: chi vede come coppia titolare?
"Continuo a preferire Chukwueze e Bartesaghi, però Moreira voglio rivederlo. Chukwu è stato uno dei più positivi di inizio stagione: lucido, corre indietro e pensa anche difensivamente".
Ultimo, certo non per importanza, Luka Modric. Domani compirà 41 anni: lei, dietro Ibra, è il secondo rossonero più longevo, in campo a 41 anni e 25 giorni. Stesso discorso da marcatore ufficiale: comanda Zlatan, poi c’è lei. Cosa augura a Luka?
"Per quanto mi riguarda, che batta tutti i miei numeri. Compreso soprattutto quello di segnare una rete ogni 221 come ho fatto io... Se ripenso alla mia carriera il segreto è l’etica del lavoro imparata da Baresi, spaventosamente diretta verso la performance della domenica. E poi riposo, alimentazione, vita sana anche fuori dal campo".
VIDEO: “Gatti il nostro 9”, “Cisse in Nazionale”: le reazioni social a Juve-MilanIn una squadra che vuole fare dell’intensità una delle sue cifre stilistiche, Modric può ancora primeggiare?
"Non importa andare più veloce, importa capire prima. Lui col suo passo c’è sempre e prima degli altri. Un vero Professore. Musah mi piace, preferirei però vedere Jashari: senza la stessa aggressività, ma il Milan giocherebbe meglio. Poi capisco anche la funziona di Musah: raddoppia, recupera, con la squadra sbilanciata lui sa aiutare".
Ultima sull’Europa League: Milan favorito?
"Diciamo che non vedo nessuno superiore a loro e alla Juve, ma non c’è poi così tanta distanza tra spagnole e inglesi. Spesso, se non si chiamano Real o Barcellona, le snobbiamo e non va fatto. Sono tutte partite trappola, anche perché dovrai sempre e comunque far giocare i migliori".
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