Vardy va già oltre il calcio: reality, podcast e un canale YouTube con la Bundesliga in diretta
A 39 anni, dopo la Cremonese Jamie ora gioca nel Burnley, ma pensa anche al post carriera, con molteplici attività legate al mondo del pallone e dei media
A 39 anni, dopo la Cremonese Jamie ora gioca nel Burnley, ma pensa anche al post carriera, con molteplici attività legate al mondo del pallone e dei media
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 8 settembre - 13:42 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa prima vita di Jamie Vardy, quella da calciatore, non è ancora finita. La sua seconda, quella una volta smesso di giocare, è già cominciata. Possibile? Sì, se hai voglia di giocare ma hai capito da un pezzo che fare gol non è per sempre. Sarà l’obiettivo anche del 2026-27, del quasi 40enne attaccante inglese re della Premier col Leicester nel 2016: ha firmato col Burnley, ultimo in Championship e bisogno di quei gol che Vardy nella sua carriera ha sempre fatto. Anche alla Cremonese, lasciata dopo un 2025-26 iniziato con entusiasmo e speranze e chiuso con 7 gol in 29 presenze, senza riuscire a evitare il ritorno in B di quella squadra che l’ha accolto a braccia aperte. La storia in campo di Vardy da sola meriterebbe di essere raccontata, ma c’è un dettaglio che porta l’obiettivo fuori dal rettangolo di gioco: l’attaccante, infatti, è nel pieno anche della sua seconda carriera. Ha un podcast, una trasmissione su YouTube, un reality con la moglie Rebekah, un documentario sulla sua vita e, per questo 2026-27, anche sette partite di Bundesliga da trasmettere in diretta sul suo canale nel Regno Unito. Vardy si sente ancora un calciatore, ma la sua vita dopo l’ha di fatto già costruita.
VIDEO: Vardy scherza con il giornalista: "Io vecchio? Tu sei tra gli scettici..."lineker
—Gli ex calciatori stanno acquisendo vetrine sempre più importanti nel mercato media Uk. I podcast hanno la capacità di raggiungere, attraverso i contenuti che ne vengono estratti, un pubblico molto più grande di quello che li segue direttamente. Pundit come Gary Lineker o Gary Neville sono diventati volti e voci che vanno oltre l’affiliazione a Bbc o Sky. Sono diventati brand capaci di costruire un impero, mediatico ed economico. Vardy punta a seguire quella strada, e si sta portando avanti prima di smettere. A giugno è partito "Jamie Vardy’s Having a Party", podcast settimanale nato per parlare di calcio con un tomo diverso da quello che un calciatore farebbe in una conferenza stampa: qui non ci sono filtri, la personalità può emergere senza filtri di club o giornalisti. Uno dei primi ospiti è stato Mike Dean, che ha raccontato che quando fischiava si dava delle piccole sfide durante la partita: quanto tempo riusciva a stare senza fischiare, quanto restare nel cerchio di centrocampo. Quelle dichiarazioni sono diventate una tempesta mediatica, con Dean poi costretto a precisare che stava scherzando e a difendere la propria professionalità. Per il podcast di Vardy, tutta questa attenzione è stata la dimostrazione del potenziale del progetto: un contenuto visto da poche decine di migliaia di persone può trasformarsi in qualcosa che ne raggiunge milioni. Intanto, il progetto si è allargato anche alla Bundesliga, con un accordo per cui il canale YouTube dell’ex Cremonese trasmetterà sette partite del venerdì sera in diretta del campionato tedesco, per il mercato britannico e irlandese, grazie a una collaborazione con Banijay Entertainment. È un’espansione importante del progetto mediatico di Vardy: non è solo un calciatore che parla del mondo del pallone con una conoscenza diretta e da insider che nessun giornalista può mai avere, ma è anche un content creator che offre ai tifosi qualcosa di unico e nuovo. Ha funzionato con "Untold UK: Jamie Vardy", documentario di Netflix che ne ha raccontato la carriera. O con "The Vardys"”, il reality show di Itv dedicato alla famiglia, che racconta l’addio a Leicester di Jamie, la moglie Rebekah e i 4 figli e il trasferimento in Italia. È una delle mosse con cui Vardy può tenere insieme la sua carriera: il calcio non è più il centro del suo mondo, ma la cornice che lo aiuta a raccontare la sua storia, che gli permette di essere rilevante anche quando non è in campo.
Vardy con moglie e figli nel docufilm di Netflix. Instagram
leicester
—È questa l’idea con cui Vardy tiene insieme i suoi gol e il suo futuro, la nuova sfida col Burnley ma anche nuovi contenuti da creare, una seconda carriera mentre scrive un altro capitolo della prima. Il 39enne sta facendo coi media quello che ha fatto col calcio: non ha seguito la strada canonica ma ha trovato la sua, fino a diventare uno dei simboli più importanti di uno dei più grandi miracoli della storia calcistica recente, il titolo del Leicester, e a brillare poi di luce propria. La lezione è stata così grande che ha deciso di applicarla anche a quello che pensa possa essere il resto della sua vita: per parlare di calcio non serve aver chiuso la carriera, ma si può farlo benissimo anche mentre si gioca. Due carriere in una, il presente e il futuro insieme. Per Vardy vale come il prossimo gol.
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