Stesso motore di Kimi, ma in pole. Il segreto della McLaren di Norris a Madrid
La Gazzetta dello Sport

Stesso motore di Kimi, ma in pole. Il segreto della McLaren di Norris a Madrid

Domenica 13 settembre 2026
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Lo studio sull'uso dell'energia, effettuato insieme all'ingegnere di pista, ha permesso a Lando di partire davanti a tutti al Madring

Lo studio sull'uso dell'energia, effettuato insieme all'ingegnere di pista, ha permesso a Lando di partire davanti a tutti al Madring

Paolo Filisetti 13 settembre - 08:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La pole position di Norris non era facile da prevedere, considerando lo svantaggio di non aver disputato la FP2. Ma un dato emerge in modo molto chiaro: Lando è stato  comunque in grado di percepire non solo quali fossero i punti cruciali di questa pista, ma anche, dove la propria monoposto potesse guadagnare di più in ciascun micro settore. Norris, è stato particolarmente preciso nel descrivere il suo giro da pole. Il pilota McLaren ha spiegato di aver capito fin dalle prime curve che la sua MCL40 stava rispondendo esattamente come voleva. È riuscito a capire subito come affrontare i cordoli e, soprattutto, in quali punti accelerare prima, in uscita dalle curve. Proprio le uscite di curva sono state decisive. Norris lo ha sottolineato più volte e anche i dati dei diversi tratti della pista lo confermano. Nell'ultima curva, in particolare, il pilota McLaren ha spinto al limite, accelerando rapidamente quando la vettura non era ancora completamente dritta. Una manovra così aggressiva da fargli temere di finire contro le protezioni esterne, ma che gli ha permesso di guadagnare tempo prezioso. 

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uso dell'energia

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È interessante il modo in cui la McLaren ha deciso di utilizzare l’energia, molto diverso da quello scelto da Mercedes nonostante le due scuderie utilizzino lo stesso motore. Nel corso del fine settimana è parso chiaro che la gestione energetica, soprattutto nei tratti con parecchie curve in sequenza, fosse determinante per segnare un tempo valido. Al Madring, infatti, non sembrava esserci un'unica soluzione per distribuire l'energia. Era possibile utilizzarla in momenti diversi del giro e ottenere comunque una prestazione complessiva molto simile. Norris e il suo ingegnere di pista Will Joseph hanno lavorato insieme durante la FP3, provando diverse configurazioni. L'obiettivo era trovare la distribuzione dell'energia che permettesse a Lando di sentirsi più sicuro nei vari tratti della pista e, di conseguenza, di spingere al massimo. È evidente che, con queste vetture, la confidenza che il pilota ha nell’affrontare il giro lanciato è quella che poi in termini di tempo sul giro determina un vantaggio, anche se minimo, ma sufficiente per aggiudicarsi la pole. Il risultato è particolarmente interessante perché la McLaren è riuscita a trovare una soluzione diversa da quella della Mercedes pur utilizzando lo stesso motore. La squadra cliente ha  lavorato sui dettagli, studiando insieme al pilota come distribuire l'energia nei diversi tratti del circuito. Un lavoro  che ha permesso a Norris di sfruttare al meglio la propria monoposto e di battere proprio il team che fornisce il suo motore. Il Madring, dunque, sembra avere ancora diversi limiti dal punto di vista dei sorpassi e delle battaglie ruota a ruota. In qualifica, però, il nuovo circuito di Madrid ha lasciato ai piloti una maggiore libertà nell'interpretazione del giro e, soprattutto, nella gestione dell'energia elettrica. È corretto ricordare però che sulla carta la MCL40 fosse una delle monoposto più adattabili alle caratteristiche di questa pista. In relazione alla sua agilità garantita dal passo particolarmente corto. La MCL40 da quando ha introdotto a Budapest l’ultimo ampio pacchetto evolutivo, ha trovato nel suo bilanciamento un’arma molto efficace, sinora sfruttata decisamente meglio da Norris che da Piastri, che pare ancora poco a proprio agio con le reazioni e la dinamica di questa monoposto.

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