Lamborghini Murcielago: i 25 anni del Toro a 12 cilindri
Il 13 settembre del 2001 il pubblico del Salone di Francoforte poteva ammirare il debutto dell’inedita 12 cilindri di Sant’Agata Bolognese, che faceva segnare una svolta nella storia della casa emiliana, beneficiando di risorse e tecnologia della nuova proprietà Audi
Il 13 settembre del 2001 il pubblico del Salone di Francoforte poteva ammirare il debutto dell’inedita 12 cilindri di Sant’Agata Bolognese, che faceva segnare una svolta nella storia della casa emiliana, beneficiando di risorse e tecnologia della nuova proprietà Audi
La Murciélago porta una rivoluzione nello stile Lamborghini
Un quarto di secolo e, a ben vedere, non sembrerebbe. Tanto, invece, è passato da quel 13 settembre del 2001, giorno dell'apertura del Salone di Francoforte, in cui Lamborghini svelò al mondo il suo nuovo modello di punta, chiamato Murciélago. Solo pochi eletti, circa 200 invitati, avevano avuto il privilegio di godere di un’anteprima il 7 settembre, in un evento di alto livello tenuto su una delle pendici dell’Etna. Il compito della nuova vettura, contrassegnata dal codice aziendale L147, era importante: raccogliere l’eredità della Diablo, presentata nell’ormai lontano 1990 e firmata, per lo stile, da Marcello Gandini, all’epoca non più legato alla Bertone. Molte cose, da allora, erano cambiate, ma la più rilevante era stata sicuramente l’acquisizione nel 1998 dell’azienda emiliana da parte dell’Audi. Lamborghini arrivava da un passato travagliato, nel quale figuravano l’ingresso nel 1987 nella Chrysler di Lee Iacocca, poi la cessione nel 1993 alla Megatech, una holding di investitori indonesiani registrata alle Bermuda, e l’arrivo del gruppo Volkswagen, il primo realmente in grado di dare stabilità finanziaria e progettuale a un marchio che, nonostante le difficoltà incontrate, godeva ancora di un’immagine prestigiosa. La Murciélago era, dunque, l’auto della svolta per la Lamborghini, che in quel periodo produceva ancora poco meno di 300 vetture all’anno (nel 2025 sono state 10.747…). Audi comprese pienamente il potenziale del marchio, al punto da investire capitali importanti nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, realizzando ampliamenti della struttura e creando un’area interamente dedicata alla ricerca e sviluppo; già nel 1998 affidava a Luc Donckerwolke la responsabilità del design e il compito di ringiovanire la Diablo con un ultimo restyling, dando vita al tempo stesso al centro stile interno della casa. Ma l’intuizione più giusta dell’Audi sarà quella di non intaccare l’italianità dell’azienda e il suo radicamento nella Motor Valley, sia nell’immagine, sia nella scelta degli uomini che l’avrebbero gestita: figure come quelle di Stephan Winkelmann, Stefano Domenicali e Maurizio Reggiani, a lungo responsabile dello sviluppo tecnico della casa, avranno un ruolo fondamentale nella storia del marchio. E la Murciélago costituiva il primo confronto della nuova era con il mercato delle supercar.
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