Influenza 2026-27, le linee guida del Ministero per ridurre il rischio di ammalarsi
La Gazzetta dello Sport

Influenza 2026-27, le linee guida del Ministero per ridurre il rischio di ammalarsi

Domenica 13 settembre 2026
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Il vaccino resta la strategia più efficace, ma contano anche igiene, aerazione degli ambienti e alcune buone abitudini. Vediamo cosa dicono le nuove raccomandazioni

Il vaccino resta la strategia più efficace, ma contano anche igiene, aerazione degli ambienti e alcune buone abitudini. Vediamo cosa dicono le nuove raccomandazioni

Anna Castiglioni 13 settembre - 10:12 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Con l’avvicinarsi della stagione fredda torna anche l’attenzione sull’influenza e sulle misure utili per limitarne la diffusione. In vista della stagione 2026-2027, il Ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza, ricordando che ridurre il rischio di contagio passa da una combinazione di strategie: dalla vaccinazione ad alcuni semplici comportamenti quotidiani che possono contribuire a proteggere noi stessi e le persone più vulnerabili.

Il vaccino resta la prima forma di prevenzione

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Il Ministero ribadisce che la vaccinazione è la misura più efficace per prevenire l'influenza e, soprattutto, le sue complicanze. È raccomandata a partire dai 6 mesi di età e viene offerta gratuitamente alle categorie per cui il rischio di sviluppare forme gravi è maggiore. Tra queste rientrano gli over 60, i bambini piccoli, le donne in gravidanza, le persone con malattie croniche, gli operatori sanitari e altre categorie particolarmente esposte. La circolare sottolinea inoltre che, rispetto alla stagione precedente, i vaccini potenziati vengono raccomandati già dai 60 anni.

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precauzioni efficaci per evitare contagi

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Dopo gli anni della pandemia qualcuno ha smesso di pensarci, ma lavarsi spesso le mani, coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce e arieggiare regolarmente gli ambienti chiusi restano misure efficaci per limitare la trasmissione dei virus respiratori. Anche restare a casa quando si hanno febbre e sintomi influenzali aiuta a proteggere le persone più fragili e a ridurre la diffusione dell'infezione.

esistono integratori che prevengono l'influenza?

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La risposta, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, è no. Vitamina C, vitamina D (in chi non è carente), zinco, echinacea e altri integratori vengono spesso pubblicizzati come strumenti per "rafforzare le difese immunitarie", ma nessuno ha dimostrato di prevenire l'influenza nelle persone sane in modo paragonabile alla vaccinazione. Se la dieta è equilibrata, gli integratori non sostituiscono il vaccino né le altre misure di prevenzione. Possono essere prescritti dal medico solo in presenza di specifiche carenze o condizioni cliniche.

Se mi vaccino posso comunque prendere l'influenza?

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Sì. Nessun vaccino protegge al 100% dall'infezione. Il suo obiettivo principale è ridurre il rischio di ammalarsi e, soprattutto, diminuire la probabilità di sviluppare complicanze, ricoveri e forme gravi della malattia. Anche quando una persona vaccinata contrae l'influenza, il decorso è spesso più lieve rispetto a chi non è immunizzato. 

Dormire bene, mangiare in modo equilibrato e fare attività fisica aiutano?

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Uno stile di vita sano contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario, ma non rappresenta una protezione specifica contro il virus influenzale. Dormire a sufficienza, seguire un'alimentazione varia, praticare attività fisica regolare e non fumare sono abitudini associate a una migliore salute generale e possono aiutare l'organismo a rispondere meglio alle infezioni, senza però sostituire la vaccinazione.

Quando è il momento giusto per vaccinarsi?

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Le campagne vaccinali iniziano generalmente in autunno, tra ottobre e i primi giorni di novembre, prima dell'aumento della circolazione dei virus influenzali e la vaccinazione può essere effettuata anche successivamente, se il virus continua a circolare. L'importante è non aspettare di ammalarsi per pensarci, tanto più che il vaccino è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale alle categorie per cui il rischio di complicanze è maggiore. 

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