In bici in centro con la moglie, il ristorante, Parco Sempione: la Milano di Lautaro, mr normalità
I luoghi del cuore dell'argentino, milanese acquisito
I luoghi del cuore dell'argentino, milanese acquisito
Guendalina Galdi Giornalista 13 settembre - 11:29 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleOtto anni di Milano. Tanti da aver reso questa città la sua seconda casa. Per davvero, senza retorica. Lo racconta la sua storia, l'ha detto lui a più riprese ("Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte"). Un amore mai nascosto - perché mai avrebbe dovuto aver timore di ribadirlo a ogni occasione utile? - oltre che per l'Inter anche per quella Milano che l'ha accolto nel 2018 e l'ha visto diventare uomo, marito, padre, bandiera. Lautaro la città la ascolta e la vive, milanesizzato il giusto, con i suoi luoghi del cuore e quegli incontri casuali con i tifosi che gli lasciano il sorriso.
VIDEO: "Woh-ooh!": l'urlo di Lautaro in giro per Milano sulla bici a noleggioi luoghi del toro
—Venerdì sera, ad esempio, più di qualcuno l'ha visto prima armeggiare vicino al mezzo e poi sfilare via su una bicicletta a noleggio. Insieme a lui c'era Agustina, sua moglie dal 2023, che ha documentato con un paio di video sui social questa "fuga" per le vie del centro in bici. Un mezzo che lei dice di usare spesso, mentre è sicuramente una visione più inedita quella del Toro su un sellino e due ruote nella City. Quelle bici sono servite a Lautaro e Agus per raggiungere il loro ristorante: "Coraje". Un po' il loro posto per eccellenza, espressione di un altro tipo di attività e investimento, condiviso, fatto dai Martinez nella loro seconda casa. Un locale in piena Brera "che porta la magia e la poesia delle atmosfere sudamericane nel cuore di Milano", così si presenta. Ed è in quello stesso cuore pulsante della città che hanno deciso di abitare e di far crescere i loro due figli, Nina e Theo. Zona-Toro, insomma, è proprio quella. La stessa in cui ha festeggiato il 29esimo compleanno a fine agosto. Ma andando a ritroso, sempre dal 2018 in poi, ogni anno le candeline Lautaro le ha spente in giro per la città, con la complicità del calendario della Serie A. Locali o terrazze. Come quella che si affaccia su Piazza del Duomo e che è diventata negli ultimi anni teatro dei festeggiamenti scudetto del capitano e i suoi compagni.
Lautaro insieme ad alcuni compagni durante la sua ultima festa di compleanno
Poi, certo, c'è Appiano Gentile, che però è in provincia di Como, che è l'ufficio quotidiano ("Ancora non ho le chiavi del centro sportivo, ma quasi...") ma quello è il regno del Lautaro interista. Inevitabilmente, come San Siro. Il Lautaro spogliato della divisa nerazzurra si gode, ad esempio, Parco Sempione come qualsiasi milanese e può dire di essere salito almeno una volta nella vita fin sulla cima del Duomo. Ed è da lì che ha raccontato la stagione della seconda stella nel documentario uscito dopo il ventesimo tricolore. È tutto anche sui suoi social, con tanto di naso all'insù, espressione ammirata e didascalia-dichiarazione: "Ti te dominet Milan". Senza dimenticare che la città, o meglio il suo skyline, nel 2022 era diventata anche sfondo di una foto con cui l'argentino aveva voluto ribadire che non aveva alcuna intenzione di lasciarla. E bastò una parola sola - "Qui" -, oltre certamente a tanti fatti, per far durare questa storia. Che lo lega in maniera indissolubile all'Inter ma anche alla (sua) Milano.
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