Con la Juve in emergenza Spalletti vara la rivoluzione: 7 volti nuovi dal 1' e ritrova Sarr
I tanti infortuni costringono a stravolgere l'undici titolare contro il Sassuolo. Il senegalese torna a disposizione per la panchina e, magari, per qualche minuto in corso d’opera
I tanti infortuni costringono a stravolgere l'undici titolare contro il Sassuolo. Il senegalese torna a disposizione per la panchina e, magari, per qualche minuto in corso d’opera
Guglielmo Buccheri Giornalista 13 settembre - 12:51 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’ effetto collaterale di un’infermeria da tutto esaurito è di quelli rumorosissimi: a Reggio Emilia, Stadio del Tricolore, finirà sotto i riflettori - inizio ore 20.45 - una Juventus tutta nuova, o quasi, rispetto alla stagione terminata senza qualificazione in Champions League. Tradotto: la continuità è rappresentata dai soli Bremer, Kalulu, Koopmeiners e Conceiçao, il resto della compagnia - ben sette profili - non c’era.
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—Luciano Spalletti ci mette un attimo a indossare i panni dello psicologo e a smarcarsi dagli alibi. "D’ora in poi di chi è infortunato non parlo più, fatelo voi... io devo pensare a una squadra che si prenda la metà campo avversaria, che provi a dominare dentro i 90', che abbia il giusto atteggiamento fatto di coraggio ed equilibrio...", dice l’ex ct azzurro. Nessun accenno, dunque, ai lungodegenti Yildiz o Thuram, unica eccezione capitan Locatelli di cui, racconta il tecnico toscano della Juventus, si sentirà la mancanza in termini di leadership. E nessuna sosta sui problemi che stanno frenando ragazzi come Cabal o Ekhator o sulle condizioni di salute degli assenti Boga e McKennie con l’ultimo della lista, Cambiaso, atteso a un provino questa mattina per capirne le condizioni, e l’ultimo arrivato, Pape Sarr, a disposizione per la panchina e, magari, per qualche minuto in corso d’opera contro i neroverdi. Si va avanti così e, così, l’ostacolo Sassuolo non deve diventare più scivoloso per colpa della sfortuna: il messaggio di Spalletti ai suoi naviganti non ammette interpretazioni o spazi dove far entrare la paura.
ex esuberi
—La versione tutta nuova, o quasi, della Juventus è tanto profonda da reggere il confronto anche al di là dei muri della Continassa: con sette elementi titolari che la scorsa avventura non c’erano viaggiano, o hanno viaggiato, in questo turno di campionato anche Fiorentina e Torino, il resto ne ha, o ne ha avuti, di meno. La "rivoluzione" forzata di Luciano da Certaldo dà fiato alla strana coppia là in mezzo: Douglas Luiz più Koopmeiners a centrocampo. Il brasiliano ha alzato il livello delle sue conoscenze del nostro calcio e si vede dal tempo, ne impiega molto di meno, con cui si libera del pallone che, spesso, gli ritorna tra i piedi per essere rimesso in circolazione. Koop si sente più considerato ora che Spalletti ha dato vita a una rosa con due titolari, o presunti tali, per ogni ruolo e ora che il suo ruolo è più centrato di prima. La "rivoluzione" forzata dagli infortuni ridà a Nico Gonzalez una veste da protagonista dopo il possibile ritorno a Madrid, parte Atletico, e l’effervescenza delle prime uscite in queste tre settimane: l’argentino vicecampione del mondo, questa sera, avrà la missione di "sdoppiarsi", un po’ trequartista, un po’ mezzala in un centrocampo bianconero, come raccontato, del tutto inedito.
nove e mezzo
—La Juventus che spezza il filo con il passato recentissimo dovrà reggersi con due volti dell’estate in difesa, anche se la difesa è l’unico settore dove si respira un’aria conosciuta: Lucumi accanto a Bremer e Celik sulla sinistra, infatti, sono scelte di Spalletti che non tengono conto dei contrattempi fisici, ma soltanto delle necessità o esigenze tecniche e tattiche. In avanti, Alajbegovic è in vantaggio su Woltemade e, quindi, sulla possibile via del doppio nove o nove e mezzo: punto di riferimento là davanti, almeno in avvio, sarà quel Kolo Muani in cerca della felicità che potrebbe trovare alla quarta gara e contro gli emiliani come fece un certo Cristiano Ronaldo. Del Sassuolo, Spalletti teme le idee e le intuizioni consegnate ai suoi ragazzi da Alberto Aquilani, allievo di Luciano ai tempi della Roma: non ci sarà Volpato, ci sarà il sempre verde Berardi a dare un senso a una squadra partita con la giusta adrenalina in campionato. Niente alibi, nessuno li cerca: l’ex ct azzurro, ora in bianconero, li ha già cancellati dal suo vocabolario e dalla sua lavagna.
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