"Due gare senza gol presi, in Italia sarei un re". Ma De Zerbi al Tottenham finora non ne ha fatto neanche uno
Contro l’Everton arriva il secondo 0-0 consecutivo: gioco e segnali di crescita ci sono, ma gli Spurs restano senza gol e vittorie in Premier. "Siamo arrivati 75 volte in area ma non abbiamo tirato abbastanza"
Contro l’Everton arriva il secondo 0-0 consecutivo: gioco e segnali di crescita ci sono, ma gli Spurs restano senza gol e vittorie in Premier. "Siamo arrivati 75 volte in area ma non abbiamo tirato abbastanza"
dal nostro corrispondente Davide Chinellato 13 settembre (modifica alle 13:46) - LONDRA (INGHILTERRA) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"C’è una parola in italiano: sbloccare. Penso che se ci sblocchiamo… La squadra è molto forte, possiamo segnare gol e vincere partite". Roberto De Zerbi non ha perso la fiducia, ma ha capito che c’è qualcosa che non va nel suo Tottenham. Qualcosa prima di tutto di mentale. Contro l’Everton, nella quarta giornata di Premier, ha giocato decisamente la migliore mezz’ora della stagione e del regno del tecnico italiano agli Spurs, che dura da aprile. Eppure non è riuscita a segnare, e alla fine di questa partita contro i Toffees resta uno 0-0 che vale un altro punto, il secondo clean sheet consecutivo ("In Italia sarei un re dopo due partite senza prendere gol" scherza De Zerbi) ma che lascia il Tottenham a quota zero sia alla voce vittorie che alla voce gol fatti in stagione in Premier. E lascia il tecnico convinto di dover trovare il modo di "sbloccare" i suoi.
VIDEO: De Zerbi furioso per il caso Richarlison: "Lui sa cosa ha fatto"blocco
—Cosa li blocca è evidente: la mancanza di fiducia sotto porta. Le quattro partite senza gol in campionato stanno diventando un problema, prima di tutto per i giocatori. "È dura da spiegare perché non abbiamo segnato - ha detto De Zerbi -. È dura da accettare, ci dispiace per i tifosi che però ci hanno sostenuto. Siamo arrivati 75 volte in area e non abbiamo tirato abbastanza per dimostrare la qualità del nostro gioco. Ho visto tante squadre vincere creando meno di noi". De Zerbi ha provato la soluzione più offensiva del suo Tottenham, con Dominik Solanke centravanti titolare e Omar Marmoush che partiva da sinistra e si affiancava a lui in fase offensiva, lasciando spazio sulla fascia per le incursioni dell’ottimo Andy Robertson. Non è bastato per sbloccare gli Spurs. Non è bastata la prima mezz’ora prepotente, con l’Everton alle corde e il Tottenham a provare a costruire, salvo sbagliare sempre qualcosa negli ultimi 25 metri. Un tiro sbagliato che sarebbe dovuto entrare, come l’occasione di Van Hecke al 5’ su splendida punizione-cross di Robertson da sinistra. Un compagno libero e ignorato, un giocatore che inciampa giusto prima di passare, un altro che sceglie di fare un tocco in più anziché tirare. E così il tappo che tiene giù il Tottenham, anziché togliersi e liberare tutta questa potenza di squadra ricostruita in estate senza badare a spese, è rimasto lì. Lasciando De Zerbi a provare a giustificare, anche con un pizzico di ironia all’italiana, perché la sua squadra continua a non segnare e a non vincere.
passi avanti
—Nonostante i risultati, resta l’idea che questo nuovo Tottenham abbia un potenziale enorme che ancora non riesce a utilizzare. I progressi nel gioco sono evidenti: contro l’Everton, Sandro Tonali ha per la prima volta mostrato come può cambiare la squadra, con la sua visione di gioco e la sua leadership. E un altro nuovo, Jan Paul Van Hecke, è stato probabilmente il migliore dei suoi, trasformandosi in quel difensore che ha il gioco in mano così fondamentale nelle idee di De Zerbi. I piccoli passi avanti, però, finora non hanno portato gol e vittorie. E chi li dovrebbe fare, i gol, resta ancora un progetto. Come Savio, imprendibile quando parte in progressione ma insicuro quando arriva vicino alla porta. O come Omar Marmoush, che finora ci ha messo tanta buona volontà ma sembra sempre quello che ha fatto fatica al City più che quello che all’Eintracht produceva gol. Sono gli ultimi arrivati, hanno come tanti ancora bisogno di tempo "Fisicamente non siamo dove dovremmo essere, per tanti motivi - ha ricordato il tecnico -. Il problema è il gol, quello ancora più importante è che i giocatori devono concentrarsi solo sui miglioramenti che dobbiamo fare e su come dobbiamo farli, non su cosa leggono sui social o su quello che dicono i giornalisti. Io sono arrivato qui lo scorso anno quando la m… era fino ai capelli. Sono sempre stato realista: ora dico che mi dispiace per il risultato, ma anche che il miglioramento non è immediato. Ai miei non ho niente da dire, se non di rimanere calmi e di non perdere fiducia perché non facciamo gol".
sbloccare
—È quello che il Tottenham, per ora, in campo non riesce a fare: non perdere fiducia. Contro l’Everton l’impatto di non aver segnato dopo quella prima mezzora-show è stato evidente, ed è costato un’altra partita senza gol. La prossima è a Liverpool, martedì in Carabao Cup, unica competizione in cui gli Spurs finora hanno segnato, liquidando 5-1 il Charlton. Era una squadra di Championship, e forse anche per quello non è bastato per sbloccare la squadra di De Zerbi. I Reds, ad Anfield, sono un’altra storia. Come lo sarà sabato l’Aston Villa nell’ultima partita di Premier dopo la sosta. L’ambiente per ora non ha perso fiducia né nel progetto Tottenham né in De Zerbi, che ha l’enorme credito di aver salvato il club dal baratro della retrocessione con un mezzo miracolo nelle ultime 7 partite. Questa doveva essere una stagione tutta nuova, piena di soddisfazioni che per ora non sono ancora arrivate. I passi avanti, a ben guardare, ci sono, ma non stanno ancora producendo i risultati sperati. Gli Spurs sono un cantiere aperto, uno che procede lentamente nei suoi lavori, come se avesse qualcosa che li blocca. De Zerbi deve trovare il modo per sbloccarli, per trasferire sul campo quell’enorme potenziale che per ora si vede solo per spezzoni di partita. "Se riusciamo a estendere quei primi 30 minuti a 70-80, penso che vinceremo molte partite" ha detto. È quello che il Tottenham ancora non riesce a fare. È quello che continua a bloccarlo.
Leggi anche Iraola e il mistero delle dita incerottate: perché lo fa prima di ogni partita© RIPRODUZIONE RISERVATA