Federica Cesarini: "Ora Netflix, poi il sogno Los Angeles 2028. Ma cambio disciplina..."
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Federica Cesarini: "Ora Netflix, poi il sogno Los Angeles 2028. Ma cambio disciplina..."

Lunedì 14 settembre 2026
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La campionessa olimpica di canottaggio si rimette in gioco nel beach sprint, al debutto a Los Angeles: "Voglio lasciare il segno". Intanto è tra i concorrenti di Physical Italia: da 100 a 1: "È uscita la mia indole assassina, al voglia di superare le prove ad ogni costo"

La campionessa olimpica di canottaggio si rimette in gioco nel beach sprint, al debutto a Los Angeles: "Voglio lasciare il segno". Intanto è tra i concorrenti di Physical Italia: da 100 a 1: "È uscita la mia indole assassina, al voglia di superare le prove ad ogni costo"

Riccardo Crivelli Giornalista 14 settembre - 18:27 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un oro è come un diamante. Per sempre. Perché il titolo di campione olimpico non scompare e non svanisce: ti resta per tutta la vita. Per Federica Cesarini, però, il successo a cinque cerchi non ha soltanto rappresentato l’apoteosi agonistica, ma anche un’impresa che le ha garantito un posto unico e irripetibile nella storia dello sport italiano: quella del doppio leggero insieme a Valentina Rodini ai Giochi di Tokyo 2021 è stata infatti la prima medaglia olimpica del canottaggio femminile azzurro. Cinque anni dopo, Fede è pronta però a rimettersi in gioco in una nuova disciplina che ha sempre i remi e l’acqua come principale filo conduttore, e intanto ha mantenuto infuocato il suo spirito combattivo come concorrente di Physical Italia: da 100 a 1, il nuovo show di Netflix il cui obiettivo è di individuare il fisico umano ideale in relazione alle prestazioni atletiche.

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Federica, cinque anni dopo Tokyo è ancora consapevole di essere stata protagonista di un evento storico che nessuno potrà toglierle?

"La consapevolezza è venuta dopo. Ovviamente all’inizio, subito dopo il successo, mi sono resa conto di quello che avevamo fatto, ma mi sembrava talmente impossibile che stentavo a crederci. Poi negli anni successivi ho vissuto, come anche Valentina, vicende personali difficilissime e dunque diventi più consapevole di quello che hai fatto nel momento in cui sei in difficoltà e hai la certezza di non poterlo ripetere. Ma questo è stato anche il motivo per cui dopo i Giochi di Parigi non ho voluto mollare, mi sono presa un anno sabbatico che mi ha permesso di fare questa bellissima esperienza di Netflix e adesso mi metto alla prova nel beach sprint che esordirà nel programma di Los Angeles 2028. Non dico nulla per scaramanzia, ma avete già capito..."

Appunto: Federica Cesarini punta a rinfrescare la gloria olimpica in una nuova disciplina. Ci spiega in breve cos’è il beach sprint?
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"Allora, è uno sport che si svolge prima sulla spiaggia e poi in mare. Si parte più o meno a 60 metri dalla riva sulla sabbia e corri verso la barca, seguendo le bandiere che tracciano il percorso. Dopodiché sali sulla barca che è già in acqua ed è tenuta ferma da due persone che non possono aiutarti, ma solo passarti i remi. In mare hai un percorso di tre boe su 250 metri, un giro di 180° e poi torni indietro dritto per dritto, salti dalla barca, il momento in cui rischi di farti male, e poi corri di nuovo tenendo le bandiere sulla tua sinistra fino al traguardo. Sto imparando ad amare questa specialità perché è completamente diversa, purtroppo nel canottaggio i pesi leggeri non sono più olimpici: mi piacciono perfino i graffi e i pugni che ti prendi. Sicuramente la cosa che mi ha fatto provare è il fatto che sono sempre stata molto esplosiva".
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​Ti sei descritta come atleta e la tua storia la conosciamo: sei partita addirittura dall’hockey ghiaccio, sei stata una fuoriclasse del canottaggio, ne hai provate tante. Gli ideatori dello show hanno trovato terreno fertile... Quando Netflix ti ha chiamata, cosa ti ha affascinato di più della proposta?
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"La competizione con gli altri, anche se poi non c’è una sfida diretta, e il fatto di poter esplorare altri tuoi limiti e magari andare oltre. Quando sono entrata, avevo voglia della competizione con gli altri, ma anche di vedere quello che mi aspettava e ho trovato atleti di ogni tipo e di ogni genere, campioni con capacità straordinarie e già dalla prima prova ho capito che non sarebbe stata dura: di più".

Per le tue caratteristiche, quali sono state le prove che ti hanno messo più in difficoltà?

"Se mi avessero fatto remare chiaramente sarei stata al top. E invece ti hanno fatto fare qualcosa che ognuno di noi non avrebbe mai immaginato per le sue caratteristiche fisiche. Sicuramente la prova della palla, e la prova della lotta, perché io non ho mai messo le mani addosso nessuno, ho fatto le cariche nell’hockey, ma non mai un contatto vero e proprio. Ma è uscita la mia indole “assassina”, cioè quella di voler superare la prova a ogni costo. Ho già detto al mio fidanzato Luca che quando smetterò di fare canottaggio voglio iscrivermi assolutamente a una palestra, voglio riprovare quella sensazione. Che comunque ti dà un sacco di fiducia in te stesso".

Luca è Luca Chiumento, che ha appena rivinto l’oro mondiale nel 4 di coppia. Si dice che le relazioni tra atleti che praticano lo stesso sport siano le più difficili, perché si finisce sempre per parlare di quello.

"Vi racconto solo questa: prima dell’Olimpiade di Parigi, fecero una selezione per il quattro di coppia e la gente mi chiedeva notizie sulla barca, visto che io sto con Luca. Ma io non sapevo niente, questo per farvi capire in realtà noi funzioniamo perché parliamo il meno possibile di canottaggio, abbiamo sempre trovato il giusto equilibrio. Ovviamente quando ci sono le difficoltà in ambito sportivo, ci siamo uno per l’altro siamo, però per funzionare devi per forza staccare".
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​Tornando all’esperienza in tv, nello show di Netflix eri sola contro tutti e tutte dopo una vita a condividere in barca spazi con altre ragazze. Come ti sei trovata?

"All’inizio invidiavo un po’ chi aveva anche altri compagni della stessa federazione dentro il programma, perché hanno fatto squadra. Ma poi ho capito che essere sola mi rendeva più forte".

In definitiva, cosa dobbiamo aspettarci dalla seconda vita di Federica Cesarini?

"Intanto adesso avrò l’Europeo e il Mondiale di beach sprint, e voglio lasciare il segno in prospettiva olimpica. Poi spero che la partecipazione allo show di Netflix dia visibilità al canottaggio, soprattutto quello femminile. Certamente mi batterò per aiutare il canottaggio ad uscire dall’ombra, girerò per le scuole, una sorta di ambasciatrice che spieghi che siamo tutti grandi atleti e grandi persone, spesso con una o più lauree. E poi mi piacerebbe allenare per costruire da coach una barca femminile che possa ambire a un altro titolo olimpico".

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