I circuiti favorevoli, gli avversari, il calendario: ecco quando Kimi può vincere il Mondiale
Antonelli ha 81 punti di vantaggio su Russell, il primo match point può arrivare già a Singapore l'11 ottobre
Antonelli ha 81 punti di vantaggio su Russell, il primo match point può arrivare già a Singapore l'11 ottobre
Giorgio Burreddu Collaboratore 14 settembre - 18:14 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleA guardarlo mentre si versa fiumi di champagne sul cappellino, lassù, in cima ai podi del mondo, viene proprio da essere ottimisti. E lo sono anche i bookmakers: dicono che per Kimi Antonelli, ormai, è solo una banale questione di tempo e poi sarà campione del mondo. Eh, già. Bella scoperta. Ma quando? Dopo Madrid il vantaggio su George Russell, compagno alla Mercedes, è salito a quota 81 punti. Con il calendario ufficiale ne restano ancora 233 da assegnare e il primo match point può arrivare a Singapore. Dunque una data c’è: l’11 ottobre. Per chiuderla lì, però, Kimi dovrebbe arrivare a 151 punti di vantaggio, guadagnandone altri 70 su Russell tra Baku, Sepang e Singapore. Non proprio una formalità. Ma gli scenari sono tanti, tutti diversi. E adesso è partito il Toto-Kimi, e non ha niente a che fare con Wolff. Anzi, il team principal della Mercedes ha (giustamente) messo un po’ di sana, noiosa normalità: “Pensiamo un gran premio alla volta”. Ha ragione. Però le combinazioni ci sono e viene naturale esplorarle.
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—Se Qatar e Abu Dhabi dovessero saltare e Imola diventasse davvero l’ultima gara (si decide in queste ore), i conti cambierebbero non poco. Dopo Singapore resterebbero 125 punti e a Kimi ne basterebbero 126 di margine. A quel punto Austin diventerebbe già una possibilità concreta. Più realisticamente, però, Messico e Brasile sembrano oggi le tappe in cui il Mondiale potrebbe davvero finire e Antonelli potrebbe celebrare qualcosa di enorme, un ragazzo pieno di sogni sbarcato sulla luna. Kimi, de que planeta viniste? Molto dipenderà dalle piste, questo è chiaro. Antonelli ama guidare in modo aggressivo, soprattutto quando può frenare forte, girare rapidamente la macchina e accelerare subito, di scatto. Vrrrm, un fulmine. Si trova invece un po’ meno a suo agio nelle curve lunghe e veloci, dove serve una guida più dolce e continua. E quando fa molto caldo deve stare attento a non consumare troppo le gomme posteriori. Anche per questi motivi (ma non solo, certo) Baku può essere una buona pista: tante frenate, molte curve lente e pochi tratti in cui bisogna restare a lungo lì appoggiato. Il pericolo sono i muri, sempre vicinissimi. Sepang invece è quasi l’opposto: curve più lunghe, e gomme molto sollecitate. Probabilmente una delle tappe meno adatte alle sue caratteristiche, ma non è detto. Insomma, dopo l’Azerbaigian la Mercedes (che va forte, lo sappiamo) potrebbe trovare anche qualche difficoltà. Anche questo non è detto. Singapore già piace di più: tante curve, frenate e ripartenze. Le temperature potrebbero diventare un punto interrogativo. Austin è più complicata proprio perché alterna curve lente ad altre molto veloci e scorrevoli, quelle in cui Antonelli può ancora adattare ancora di più il suo stile.
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—C’è tanto da capire, sì. Baku, comunque, sarà un confine anche per testare la reale volontà degli avversari. Chi è davvero in grado di battere il pilota italiano al momento? Nemmeno la tigna di Max Verstappen su Red Bull sembra essere sufficiente. La McLaren, con un super Lando Norris, ha ancora voglia di farcela e combattere. Superata qualche pista più complicata per la Mercedes, il Messico avrà invece più possibilità per fare colpo: ci sono forti frenate e molte curve anche lente, pure se altri fattori possono rendere la macchina più difficile da controllare. Interlagos, Brazil, è un terreno misto: alcune parti gli si adattano bene, altre richiedono una guida più fluida e meno aggressiva. Passarle in rassegna tutte non vuol dire azzeccare previsioni, altrimenti che F1 sarebbe? Kimi è in uno stato di forma eccezionale, ma deve fare i conti anche qualche pista meno attraente e con gli imprevisti. Certo Las Vegas sembra la pista che gli si addice più di tutte. Lunghi rettilinei, frenate forti, curve. Pesano, com’è noto, le questioni geopolitiche sulle gare in Medio Oriente. Vedremo. Intanto Imola sta lavorando per prendersi un palcoscenico che sarebbe come l’ultima riga delle fiabe. Comunque non una pista semplicissima per nessuno, nemmeno per Antonelli, perché alterna curve lente ad altre molto veloci. Ma se Kimi dovesse arrivarci in largo vantaggio (o già campione), potrebbe diventare una passerella.
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