Morto Gianfranco Pieri, "Il Professore" dell'Olimpia che fu il primo playmaker moderno
Aveva 89 anni. Con Milano vinse nove scudetti e la Coppa dei Campioni del 1966. Nato pivot a Trieste, fu Cesare Rubini a trasformarlo nel regista che avrebbe cambiato il modo di interpretare il ruolo in Italia
Aveva 89 anni. Con Milano vinse nove scudetti e la Coppa dei Campioni del 1966. Nato pivot a Trieste, fu Cesare Rubini a trasformarlo nel regista che avrebbe cambiato il modo di interpretare il ruolo in Italia
14 settembre - 22:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAddio Gianfranco Pieri. Il primo play moderno del basket italiano, un capostipite. "Il Professore" ci ha lasciato a 89 anni. In carriera ha vinto nove scudetti con l'Olimpia Milano, la Coppa dei Campioni del 1966, la prima conquistata da una squadra italiana, e una maniera nuova di interpretare il ruolo di regista. Prima di Pieri, il play era un traghettatore. Lui poteva creare per i compagni, scegliere quando mettersi in proprio (anche se a dire il vero in quella Olimpia serviva poco), sfruttare fisico e versatilità anche in difesa. E pensare che a Trieste giocava da pivot. Fu Cesare Rubini, che lo portò a Milano, a intuire che quel ragazzo di 1.90, forte, veloce e atletico, avrebbe potuto essere il cervello di una squadra. A 17 anni Pieri aveva segnato 34 punti proprio contro il Borletti-Olimpia, mettendosi definitivamente nel radar di Milano.
VIDEO: Bargnani: "Michael Jordan? È come il Papa, facevamo la fila per stringergli la mano"trieste
—Pieri fu anche uno dei grandi trait d'union tra Trieste e l'Olimpia, una connessione destinata a segnare profondamente la storia del club milanese: arrivò dopo Rubini e prima di Giulio Iellini, che sarebbe diventato il suo erede, e Renzo Vecchiato. Un legame che affondava le radici ancora più indietro. Con la Nazionale Pieri collezionò 61 presenze, partecipando all'Europeo di Istanbul del 1959 e a due Olimpiadi: Roma 1960, chiusa dall'Italia al quarto posto, e Tokyo 1964, conclusa al quinto. Nel 2007 entrò nell'Italia Basket Hall of Fame. Il riconoscimento definitivo per il primo "Professore": con quegli inconfondibili occhiali e il suo estro, aveva già cominciato a disegnare il playmaker del futuro.
Leggi anche La Spagna è un osso duro, ma alla fine passano gli Stati Uniti. Domani la finale contro...Poeta: "Quando arrivava Armani si fermava il mondo. E quella volta che mi sistemò la camicia..."La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA