Gli inizi nel calcio, la famiglia, i soldi e i sacrifici: Jannik e Kimi, così diversi ma così uguali
La Gazzetta dello Sport

Gli inizi nel calcio, la famiglia, i soldi e i sacrifici: Jannik e Kimi, così diversi ma così uguali

Martedì 15 settembre 2026
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Lo sport italiano si gode Sinner e Antonelli, amici dalla personalità differente ma accomunati da tanti aspetti. Ed è solo l'inizio della loro carriera...

Lo sport italiano si gode Sinner e Antonelli, amici dalla personalità differente ma accomunati da tanti aspetti. Ed è solo l'inizio della loro carriera...

Pier Bergonzi Giornalista 15 settembre - 07:39 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Jannik e Kimi, il primo finisce dove l’altro comincia, sono la coppia più bella del mondo, ragazzi del Duemila, numeri uno di sport così prestigiosi e così popolari da non sembrarci vero. Jannik Sinner e Kimi Antonelli sono al volante della locomotiva di un treno azzurro lanciatissimo, grazie anche ai successi di sci, atletica, nuoto e pallavolo... in attesa che calcio e ciclismo tornino ad alzare la testa. Sono due ragazzi pienamente coscienti del loro ruolo, perché vengono da un lungo percorso di impegno per sublimare il loro talento. Sinner, altoatesino di 25 anni, comanda la classifica mondiale e nell’estate ha rivinto Wimbledon (suo quinto Slam): risultati mai raggiunti nella storia del nostro tennis. Antonelli, bolognese di 20 anni, è il nuovo fenomeno della F.1: al volante della Mercedes ha vinto 8 delle prime 14 gare disputate e comanda la classifica del Mondiale con 81 punti di vantaggio sul compagno George Russell. Viene dal successo di Madrid e la domenica prima aveva fatto impazzire anche i tifosi della Ferrari diventando il più giovane di sempre a conquistare Monza. Logico che in qualche modo due così diventassero amici: uno il sostenitore dell’altro. Antonelli è andato a trovare Sinner alle Finals di Torino 2025 e quest’anno a Wimbledon. Jannik, dopo aver vinto il Masters 1000 di Indian Wells, ha scritto sulla telecamera “Bravo Kimi” perché il bolognese aveva appena vinto il GP di Cina ed era a Monza per il successo più prestigioso dell’amico pilota. Jannik e Kimi sono due facce della stessa medaglia: due giovani della Generazione Z, figli del loro tempo fatto di sushi, social e streaming. Due numeri uno così uguali e così diversi.

predestinati

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Entrambi hanno incominciato con il calcio. Jannik era un numero 10 avanzato col fiuto del gol. Kimi un attaccante puro, molto mobile, dai piedi buoni. Sinner, per la verità, sarebbe stato anche un ottimo sciatore. Ha vinto un campionato italiano giovanile di slalom gigante. Ma a un certo punto ha scelto il tennis e si è trasferito a Bordighera alla scuola di Riccardo Piatti. La sua determinazione era tale che in un’intervista, alla domanda “che cosa sogni?”, rispose tranquillamente: “Sogno di diventare il numero uno al mondo”. Antonelli, oltre al calcio, ha provato col nuoto, ma non aveva nemmeno 6 anni quando papà Marco lo ha messo al volante di un kart. Se Jannik a 13 anni ha bussato alla porta di Piatti, la più prestigiosa scuola tennistica italiana, Kimi alla stessa età ha bussato prima alla porta della Ferrari (ma non gli hanno aperto...) e poi a quella della Mercedes. E Toto Wolff ci ha messo un amen per capire che il “piccoletto” aveva un grande futuro. Al punto che lo ha fatto debuttare a 18 anni sul sedile che era di un certo Lewis Hamilton... Se Jannik ha scelto il suo mondo (il tennis invece dello sci perché è uno sport che ti consente di rimediare agli errori), Kimi è nato e cresciuto nel suo mondo a motore.

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famiglia

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Ormai papà, mamma e fratelli sono altrettanto personaggi anche se hanno il dono della discrezione. Chi non conosce il cuoco Hanspeter Sinner e la moglie Siglinde? Chi non si è immedesimato nella mamma che scappa prima della fine di un match perché non regge l’emozione? Lo stesso vale per Marco e Veronica Antonelli, entrambi coinvolti in ogni metro del percorso di Kimi. E della stessa pasta sono Mark, il fratello maggiore di Sinner, e Maggie, la sorella più piccola del pilota. Famiglie modello che hanno saputo indirizzare senza condizionare e hanno lasciato che i ragazzi aprissero le ali e volassero via prestissimo. Loro ci sono sempre senza mai essere ingombranti. Mica scontato. Jannik vive a Montecarlo, dove fa vita riservata, ma il richiamo della foresta lo porta spesso a Sesto Pusteria, sulle sue Dolomiti. Lo stesso vale per Kimi, che è andato a vivere da solo a San Marino, ma il suo porto di quiete resta Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna.

amici

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Sinner è più riservato. Difende i suoi amici di Sesto, coi quali non ha mai perso i contatti e nel Principato di Monaco frequenta altri atleti, coi quali va in bici, come il ciclista Giulio Ciccone, e i piloti Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi. Mentre Antonelli ha un gruppo di solidi amici del liceo coi quali è andato in vacanza dopo la maturità e che lo invitano alle feste. I due celebrano il compleanno (a cinque anni di distanza) nei dintorni del Ferragosto. Di Sinner si sa poco, se non che ha festeggiato i 25 anni in un ristorante di Montecarlo con la fidanzata Laila Hasanovic. Mentre Antonelli, per i 20 anni, ha fatto “baracca” con tanto di foto sui social all’Aquafan di Riccione in mezzo alla folla degli spiaggini dell’Adriatico. Soldi Sono entrambi già giovani milionari. Ma nessuno dei due si è fatto travolgere dal ricco destino perché volano alto, ma hanno i piedi per terra. Jannik, quando era alla scuola di Piatti si è comprato una macchina per incordare personalmente, e risparmiare, le racchette. E alla fine dei tornei giovanili, quasi sempre vinti, si metteva a pulire le linee dei campi in terra battuta. Kimi, dopo l’apoteosi di Monza ha scelto di andare in Franciacorta per girare col Kart e ricordarsi delle sue radici... Due così conoscono il valore dei soldi.

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tifo

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Sinner è diventato milanista, perché il suo compagno di stanza alla scuola di Piatti era un fanatico rossonero e avendo una sola tv, finivano per guardare sempre le partite del Milan. Antonelli, invece, tifa Bologna perché papà Marco lo portava spesso allo stadio. Dopo il successo di Coppa Italia del 2025 (contro il Milan di Sinner…) Kimi è sceso per le strade di Bologna a urlare e a suonare il clacson. Due così sono fatti per farci emozionare ancora a lungo. Simili per percorso di vita, diversi caratterialmente. Jannik più riservato e razionale, Kimi più estroverso e spontaneo. Non c’è gara, non c’è uno meglio o peggio. Sono due uomini di qualità che hanno lasciato da ragazzini la “comfort zone” per lavorare sul rispettivo talento. Due campioni gentili che mettono una carezza nel pugno e la incartano con un sorriso. Due italiani speciali per i quali essere orgogliosi e riconoscenti.

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