Il Triplete, Mourinho, il Mondiale: Sneijder protagonista al Festival dello Sport
La Gazzetta dello Sport

Il Triplete, Mourinho, il Mondiale: Sneijder protagonista al Festival dello Sport

Martedì 15 settembre 2026
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L'olandese, campione d'Europa con i nerazzurri nel 2010 e grande protagonista dell'annata storica interista, sarà presente a Trento domenica 4 ottobre

L'olandese, campione d'Europa con i nerazzurri nel 2010 e grande protagonista dell'annata storica interista, sarà presente a Trento domenica 4 ottobre

Filippo Conticello Giornalista 15 settembre (modifica alle 08:59) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Wesley Sneijder nel 2010. Getty

Wesley Sneijder e l’Italia, un legame magnetico. Ormai questa è la seconda patria del campione olandese, negli anni apprezzato da ogni tifoso per l’eccellenza mostrata in campo, anche se con Wes tutto si tinge sempre di nerazzurro: all’Inter ha giocato il calcio migliore della carriera e vissuto il suo anno quasi perfetto. Sedici anni dopo quel 2010 fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni, Sneijder prenderà l’ultima scena del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta dello Sport: sarà lui il protagonista dell’evento di chiusura di domenica 4 ottobre. Il Festival, dunque, terminerà con uno dei grandi numeri 10 del calcio europeo degli anni Duemila.

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carriera da top

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Sneijder arrivò all’Inter il 28 agosto 2009 dal Real Madrid, ultimo tassello di una squadra irripetibile, l’ultimo colore mancante a José Mourinho per completare il capolavoro su tela. Il portoghese lo spedì subito in campo il giorno dopo, nel derby vinto 4-0 contro il Milan: l’olandese scaraventò un pallone sulla traversa su punizione, era la conferma che a Milano era appena sbarcato un top. Un trequartista capace di vedere il passaggio prima degli altri, di dare ordine e fantasia negli ultimi trenta metri. In quell’anno, fino al Triplete, segnò gol pesanti in Champions contro Dinamo Kiev, CSKA Mosca e Barcellona, poi nella finale di Madrid regalò a Diego Milito il passaggio dell’1-0 contro il Bayern Monaco. Poi arrivò il Mondiale in Sudafrica e Sneijder segnò cinque gol vestito di arancione, trascinando l’Olanda fino alla finale persa contro la Spagna. Oltre al tris immediato scudetto-campionato-Champions, con l’Inter avrebbe poi conquistato anche Supercoppa italiana, Mondiale per club e un’altra Coppa Italia, chiudendo la sua esperienza nerazzurra con 116 presenze e 22 gol. Prima di Milano, nella vita di Wesley c’erano stati l’Ajax, la bottega di alto artigianato in cui era stato svezzato in patria, e il Real Madrid, la grande casa nobiliare in cui non era riuscito a incidere come avrebbe voluto. Dopo gli anni di gloria interista sarebbero, invece, arrivati Galatasaray, Nizza e i qatarioti dell’Al-Gharafa, fino al sipario nel 2019. Con l’Olanda ha raccolto in totale 134 presenze e 31 reti e, oltre al secondo posto al Mondiale 2010, arrivò terzo quattro anni dopo in Brasile. Ma è qui in Italia che il genietto, piccolo di statura e rapidissimo di pensiero, con due piedi quasi intercambiabili, ha scritto una parte decisiva della sua storia, al punto di meritarsi subito l’ingresso nella Hall of Fame nerazzurra. Di tutto questo lungo viaggio, e specialmente della sua felice fermata interista, Sneijder parlerà al Festival.

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