Spalletti, bonus finiti: il tecnico sotto esame. E Conte...
Col Sassuolo ko inspiegabile, Carnevali: "Non sono uno che cambia allenatore ma...". La società chiede la svolta
Col Sassuolo ko inspiegabile, Carnevali: "Non sono uno che cambia allenatore ma...". La società chiede la svolta
Guglielmo Buccheri Giornalista 15 settembre (modifica alle 08:13) - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleLa notte sulla via Emilia ha l’effetto, tra gli altri, di togliere i bonus dal cammino bianconero: al risveglio, la Juventus viene messa allo specchio e, lo specchio, dice che una versione tanto sballata della Signora non dovrà trovare più campo o ragione d’essere. Alla Continassa il malumore è racchiuso nel modo - tutti all’arrembaggio dopo una partita priva di entusiasmo - in cui il copione del duello è scivolato via, passo dopo passo, dai tacchetti di Douglas Luiz e soci fino all’affronto finale: il giovane ex Adzic che si scusa per aver mandato al tappeto una comitiva, ora, sotto esame.
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—La lunga lista di infortuni e contrattempi c’entrano, non potrebbe essere altrimenti. Ma se a macchiare in modo indelebile il viaggio a casa Sassuolo sono i fedelissimi dell’ex ct azzurro Spalletti o chi dovrebbe tenersi alla larga da sbavature individuali perché più esperto degli altri, il caso si ingrossa: come mai è accaduto? Il tecnico toscano si prende le colpe, ma, allo stesso tempo, non riesce a nascondere un bel po’ di insofferenza per certi orrori inaspettati e improvvisi: Bremer ha steccato la prima con la fascia al braccia nell’era post Locatelli, Kalulu si muove come non si è mai mosso nella passata stagione - con due marce in meno -, Lucumi, chiamato a corte per l’abilità nelle ripartenze palla al piede, la palla al piede gli scotta a tal punto da finire nelle retrovie - in panchina - già all’intervallo. In mezzo, regia prevedibile, sulle fasce la lucidità è appartenuta soltanto a Zhegrova e soltanto quando il banco era saltato: Kolo Muani non dà segnali, Woltemade li dà, ma non nella direzione chiesta. E, allora? Serve ritrovare entusiasmo, coraggio, voglia di rischiare anche la giocata meno banale o complicata: questi i comandamenti consegnati al gruppo da Spalletti, ieri, alla ripresa dopo lo choc e, questo, è quello che la stessa società si aspetta dal suo allenatore che ad aprile ha rinnovato il contratto fino al giugno del 2028.
spuntata
—I conti di Spalletti sono in rosso, la sua media punti dallo scorso novembre ad oggi è bassa, più bassa dei colleghi più accreditati come accreditato dovrebbe essere anche lui: Chivu, Fabregas, Gasperini. "Non è nel mio spirito cambiare tecnico... ma la sconfitta di Reggio Emilia sia di insegnamento...", dice a Radio Anch’io Sport l’amministratore delegato e direttore generale bianconero Giovanni Carnevali. Tradotto: l’ex ct azzurro non è a rischio, ma a rischio potrebbe diventare se non riuscisse a cancellare, in tempi rapidi, la confusione e il modo di pensare dei suoi ragazzi una volta sotto ai riflettori perché ridurre la stagione ad un ruolo di rincorsa quando la stagione è appena cominciata è un verdetto che alla Continassa nessuno prende in considerazione. Figurarsi una piazza, quella bianconera, dove si ingrossa il partito di chi sogna il grande ritorno di Antonio Conte, libero, in città, sempre sintonizzato sul pallone: Conte annota ed osserva, ha pensato, per un attimo, alla Nazionale, pensa a rientrare con un progetto definito, ma per la “sua” Juventus l’eccezione sarebbe d’obbligo e non un peso qualora dovessero concretizzarsi le condizioni per entrare in corso d’opera.
senza bussola
—Spalletti in mezzo al campo, tutto attorno il suo gruppo: ripartiamo così, l’invito del tecnico. Ripartire sotto esame ora che, come raccontato, i bonus se li è portati via la notte di Reggio Emilia e che cinque sono i punti di distanza dalla vetta del campionato in sole tre settimane di gioco. Vincere lo scudetto non è un obbligo, ma provare a farlo sì: questo dice un mercato imperfetto, ma non banale, anzi. Lucumi l’ha voluto fortemente l’allenatore di Certaldo, Kolo Muani anche, Alajbegovic forse no: e parliamo di 100 milioni di euro complessivi di investimento. L’infermeria è, oggettivamente, un fardello ingombrante da sopportare, ma se Adzic si trova una prateria davanti al 94’ chi è fermo ai box non può essere tirato in ballo per spiegare il rovinoso ko di domenica sera. La Juventus fa rotta verso l’Europa League - giovedì all’Allianz Stadium arriva il Nec Nijmegen - e, subito dopo, ecco l’Atalanta di Maurizio Sarri come test probante per capire im che modo e quanto in profondità la caduta a casa Sassuolo può essere messa in archivio. In caso contrario, l’esame per Luciano Spalletti si farebbe più stringente e il partito pro Conte più rumoroso: l’a.d. Carnevali non ama cambiare, ma come sempre la legge è nei risultati. E nell’atteggiamento: entusiasmo e coraggio, per ora, non si sono visti.
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