Malagò con il fiato sospeso: la procura generale parla di "violazioni", adesso tocca al Coni
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Malagò con il fiato sospeso: la procura generale parla di "violazioni", adesso tocca al Coni

Martedì 15 settembre 2026
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Taucer archivia, ma ribadisce la necessità del tesseramento per potersi candidare alla presidenza della Figc

Taucer archivia, ma ribadisce la necessità del tesseramento per potersi candidare alla presidenza della Figc

Elisabetta Esposito Giornalista 15 settembre - 09:27 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ieri c’è stata una nuova importante puntata. E non sarà l’ultima. Il caso del mancato tesseramento del presidente della Figc Giovanni Malagò avrà - come si immaginava - un seguito, perché ieri sera il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, anche alla luce dei nuovi rilievi che gli aveva inviato il procuratore federale Giuseppe Chinè, ha deciso - pur ritenendone "irragionevole" la richiesta - di procedere con l’archiviazione del procedimento sportivo contro Malagò (in quando non tesserato "non potrebbe essere destinatario di una sanzione disciplinare"), ma ha poi trasmesso gli atti alla Segreteria Generale del Coni per la verifica dei "potenziali profili di inosservanza dei Principi fondamentali del Coni da parte della Figc".

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L’attacco di Taucer

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Tutto ruota intorno all’interpretazione di quel "in regola con il tesseramento" come requisito di candidabilità alla presidenza federale, presente nei Principi informatori e ripreso testualmente nello Statuto Figc (art. 29 comma 1). Per Chinè - anche in virtù del diverso sistema di candidabilità della Figc (è l’unica federazione a prevedere l’accredito di una delle componenti) e dei precedenti nella giurisprudenza federale - va letta come vincolante solo per chi è già tesserato, per Taucer è invece una condizione necessaria per candidabilità ed eleggibilità. Malagò, non ne ha mai fatto mistero, la tessera Figc quando il 13 maggio si è candidato non la possedeva. Su questo le conclusioni inviate ieri dal procuratore generale - che ha nominato per le indagini sul caso un procuratore applicato - sono molto chiare e piuttosto dure. Per Taucer la Figc, "pur avendo recepito formalmente i Principi fondamentali del Coni nel proprio Statuto, non ha provveduto all’applicazione concreta del caso in questione con riguardo alla corretta interpretazione del requisito del tesseramento alla luce dei Principi fondamentali che conseguentemente appaiono essere stati violati".

Gli scenari

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Che cosa succede adesso? Taucer con le indicazioni di ieri ha esaurito il suo compito, sarà ora il Coni, e precisamente il presidente Luciano Buonfiglio e la Giunta, a valutare se la violazione di cui parla il procuratore generale sussista e di quale entità sia. Il rischio commissariamento esiste nella misura in cui la Giunta dovesse decidere che quel mancato tesseramento sia una violazione grave. Tra i criteri per cui il Coni, o meglio il Consiglio Nazionale su proposta della Giunta, può disporre un commissariamento (art. 7 comma 5 Statuto Coni) ci sono anche "gravi irregolarità nella gestione amministrativa o finanziaria da parte degli organi direttivi" e "violazioni gravi dell’ordinamento sportivo". Per questo la valutazione della Giunta sarà determinante. Questa mattina ce ne sarà una, alla presenza di Malagò stesso che ne fa parte in quanto membro Cio. Il caso tesseramento sarà ampiamente discusso, ma non verrà presa alcuna decisione. Lo conferma lo stesso Buonfiglio, a margine della 3ª Giornata dello Sport Italiano nel Mondo alla Farnesina: "Devo prima leggere bene che cosa ha scritto Taucer, quindi faremo i necessari approfondimenti che permetteranno al Coni di decidere cosa fare. La Giunta non valuterà la questione domani (oggi, ndr), io sono un pubblico ufficiale e devo garantire che il Coni lavori nel rispetto delle regole, con molta cautela e buonsenso. Perché potremmo anche fare dei danni». Quando ci sarà la Giunta "decisiva"? I tempi dalla convocazione sono di 7 giorni (2 per una Giunta straordinaria, ma non sembra questo il caso). Probabilmente si procederà quando il Coni avrà gli elementi sufficienti per esprimersi e non è detto che passi un mese.

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Senza paura

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Malagò era intervenuto sul tema in mattinata: "Non ho paura di decadere - ha detto a "La Politica nel Pallone" su Rai Gr Parlamento -, sono abituato da molti anni ad avere intorno qualcuno che vuole sovvertire le dinamiche di consenso popolare. Non è la prima volta, c’è una precisa logica dietro tutto questo, ma io resto sereno". E pronto ad impugnare qualsiasi decisione che non gli dovesse permettere di andare avanti.

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