Inter, Lautaro deve riposare? Niente paura, l'attacco va a mille anche senza di lui
La Gazzetta dello Sport

Inter, Lautaro deve riposare? Niente paura, l'attacco va a mille anche senza di lui

Martedì 15 settembre 2026
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Contro l'Udinese il Toro ha potuto fare quello che non gli è mai concesso: stare di lato con la pettorina senza dover per forza stare in campo e mettersi la squadra sulle spalle. Chivu ha rovesciato il resto dell’arsenale e ricevuto in cambio un gol a testa dalle altre tre punte

Contro l'Udinese il Toro ha potuto fare quello che non gli è mai concesso: stare di lato con la pettorina senza dover per forza stare in campo e mettersi la squadra sulle spalle. Chivu ha rovesciato il resto dell’arsenale e ricevuto in cambio un gol a testa dalle altre tre punte

Filippo Conticello Giornalista 15 settembre - 09:11 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dicono che senza Lautaro non ci sia vita nel pianeta Inter e, invece, per una volta, il Toro ha potuto fare quello che non gli è mai concesso: stare quieto di lato con la pettorina, fare qualche esercizietto scalda muscoli senza dover per forza stare in campo e mettersi l’Inter sulle spalle come Atlante. Ieri contro l'Udinese i nerazzurri non hanno avuto bisogno del proprio capitano, risparmiato a sorpresa dall’allenatore dopo che aveva giocato dall’inizio nelle prime quattro fatiche dell’anno: sin dall’inizio questo strano lunedì di settembre, al netto degli esercizi di pretattica di Chivu, era perfetto per dare riposo al capitano prima della sfida-scudetto contro la Roma. In compenso, il romeno ha rovesciato il resto dell’arsenale e ricevuto in cambio un gol a testa dagli altri tre attaccanti: non solo un destro di Marcus Thuram e un altro di Pio Esposito, ma pure il guizzo insistito di "Angelo" Bonny entrato dalla panchina. 

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Abitudine preoccupante

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 In ogni caso, questa nuova abitudine nerazzurra a San Siro rischia di diventare preoccupante: è come se i ragazzi di Chivu abbiano un inconscio bisogno di sentirsi spacciati per riuscire a tirarsi via dal fosso e fuggire verso la vittoria. Non è un caso che per la prima volta nella storia nerazzurra l’Inter abbia vinto due partite di fila in A risalendo da due gol di svantaggio e l’evidenza non piace a Marcus Thuram, un burlone che diventa serissimo di fronte a questo argomento: "Non dobbiamo metterci in difficoltà da soli e stasera l'abbiamo fatto. Però abbiamo dato una grande risposta", ha detto il 29enne francese. E ancora: "Non abbiamo bisogno della scossa, a volte ci sta di sbagliare l'approccio. Ma siamo una squadra che sa reagire e questa è la cosa più importante". 

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NON SOLO THULA E PIO

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 Marcus prosegue comunque nell’operazione di rimessa in forma post-Mondiale, ormai arrivata a buon punto: ha realizzato il secondo centro consecutivo in campionato dopo il pari nella notte di follia contro Allegri. Quella sera c’era Lautaro accanto al francese, stavolta invece si ergevano le spallone larghe di Pio, anche lui arrivato già a timbrare due volte in stagione: Esposito ha ritrovato la titolarità dopo essersi "seduto" a Madrid, mentre contro il "suo" Napoli era stato tirato via all’intervallo. Nella partita diventata party dopo la grande paura ha bussato anche Bonny, l’unico che non aveva ancora brindato e che ieri è stato definito da Marcus "uno dei migliori attaccanti del campionato". L’ex Parma, a modo suo, è tornato su questo attacco girevole, che per una sera ha ritrovato la mira dopo il grande spreco degli ultimi turni: "Non siamo solo 11, siamo tutti pronti per aiutare la squadra. E oggi si è visto con quelli che sono entrati. Con la Roma sarà tosta, ma andiamo là con la stessa voglia di vincere". Piccolo dettaglio, all’Olimpico contro Gasp l’anno scorso non decise né la ThuLa né Pio, ma proprio lui, Bonny.

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