Bernardi promuove Mati: "Che talento. Ma occhio Italia: non aver mai sofferto può essere pericoloso”
La Gazzetta dello Sport

Bernardi promuove Mati: "Che talento. Ma occhio Italia: non aver mai sofferto può essere pericoloso”

Martedì 15 settembre 2026
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L’ex campione del mondo analizza gli azzurri: “Il vero Europeo inizierà dai quarti”. E su Michieletto: “Anche al 60-70% può essere un’arma molto importante”

L’ex campione del mondo analizza gli azzurri: “Il vero Europeo inizierà dai quarti”. E su Michieletto: “Anche al 60-70% può essere un’arma molto importante”

Dalla nostra inviata  Rebecca Saibene 15 settembre - 10:22 - MODENA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il miglior giocatore del XX secolo oggi guarda l’Italia da fuori, ma di grandi manifestazioni e partite decisive Lorenzo Bernardi conserva una conoscenza profonda. È stato uno dei simboli della Generazione di Fenomeni: due volte campione del mondo e tre volte campione d’Europa, ha legato il proprio nome alla stagione più luminosa della pallavolo azzurra, prima di spostarsi in panchina e continuare a vincere. Una vita trascorsa dentro le grandi partite gli ha insegnato che nelle manifestazioni lunghe bisogna saper aspettare. Nelle prime tre vittorie degli azzurri, vede soprattutto un percorso di avvicinamento al momento in cui il livello, inevitabilmente, si alzerà. 

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Bernardi, che impressione le ha lasciato fin qui l’Italia? 

“L’Europeo è in una fase di assestamento e di preparazione un po’ per tutte le squadre. Quello vero inizierà dai quarti, con le partite più sostanziose dalle semifinali in poi. Queste prime partite servono per prendere ritmo e ruotare la squadra: una cosa sono le amichevoli o la Nations League, un’altra una manifestazione come l’Europeo, a maggior ragione in casa. Contro la Slovacchia ci sono state alcune difficoltà nel secondo set, ma, come ha detto giustamente De Giorgi, servono per essere pronti quando arriveranno le squadre più forti”. 

De Giorgi ha anche detto che domenica l’Italia si è complicata la vita da sola. È stato così? 

“Assolutamente sì. Non vedo problematiche tecniche o tattiche, ma difficoltà momentanee, magari anche per merito dell’avversario che in quel frangente specifico riesce a fare qualcosa di particolarmente positivo. L’Italia però è stata molto brava ad arginarle subito, tanto che poi ha vinto il terzo e il quarto set facilmente”. 

Contro la Slovacchia abbiamo rivisto Michieletto in prima linea e mettere a terra un paio di palloni. Le ambizioni dell’Italia passano dal suo recupero? 

“Non conosco esattamente le condizioni di Alessandro, però penso che questo graduale inserimento porterà Fefè ad avere una grande risorsa, magari non a tempo pieno. Sicuramente un Michieletto anche al 60-70% può essere un’arma molto importante per la nostra Nazionale. In compenso si è visto un Mati straordinario: ha giocato una partita di livello molto alto, davanti al pubblico di Modena, a cui è abituato. E sottolineerei anche la prestazione di Bottolo: ha disputato una partita molto importante e molto concreta”. 

E dopo il momento di difficoltà vissuto con la Grecia, non era semplice dare una risposta così convincente… 

“Sono dinamiche che fanno parte dello sport: non si può sempre giocare al 100%. In un Europeo strutturato in questo modo l’importante è sapersi riprendere immediatamente dopo un momento di appannamento o di difficoltà, come quello che Bottolo ha vissuto contro la Grecia”. 

Come ha visto invece Daniele Lavia, un anno dopo l’infortunio alla mano destra? 

“Quello che ha avuto Daniele non è qualcosa che si risolve semplicemente con un intervento chirurgico per poi tornare alla normale quotidianità. Per lui, la mano è fondamentale e la utilizza imprimendo sforzi e subendo traumi consistenti, sia a muro sia quando schiaccia. È vero che ha ripreso già da un po’, però ci sono dinamiche e automatismi che non si recuperano con facilità: serve tempo. Ecco perché un Europeo che nella prima parte non è sicuramente di un livello straordinariamente alto diventa straordinariamente utile: permette ai giocatori di prendere ritmo e di trovare la condizione migliore per arrivare al prossimo weekend al 100%”. 

Tornando sulla prestazione di Mati: è al suo primo Europeo ma ha mostrato una maturità e una tranquillità notevoli… 

“Mati è giovane anagraficamente, ma non pallavolisticamente: ha già un’ottima esperienza di campo. Viene da una stagione molto importante giocata a Modena, in una città dal palato fine per la pallavolo, dove ha già espresso una certa continuità. Penso che sia un giocatore con un potenziale enorme, ma non parlerei di potenziale inespresso, perché tante volte lo ha già mostrato. Certamente può migliorare ancora tanto, però penso che abbia già dimostrato grandi cose”. 

Le prestazioni di Mati possono tranquillizzare anche rispetto alla scelta di affrontare l’Europeo con soli tre centrali? 

“È un elemento che ogni allenatore pondera molto attentamente. Per capire fino in fondo questo tipo di scelte bisognerebbe essere all’interno della squadra e viverne il quotidiano. Noi allenatori vorremmo sempre avere tutti a disposizione e nelle migliori condizioni possibili, ma a volte sei costretto a fare delle scelte. È chiaro che con tre centrali bisogna sempre incrociare le dita, perché il torneo è abbastanza lungo e bisogna sperare che vada tutto bene. Per come stanno le cose adesso, però, non penso ci siano grossi problemi”. 

Partite come quella di stasera contro la Repubblica Ceca e la Slovenia di giovedì possono servire per cominciare ad alzare il livello? 

“Quello con la Slovenia, soprattutto, sarà un buon test. Penso che l’Italia sia favorita perché la ritengo più forte, ma lì il livello crescerà molto. Svezia, Grecia, Slovacchia e Repubblica Ceca servono soprattutto a entrare in ritmo e a trovare gli automatismi. Prima dei momenti cruciali, però, è sempre meglio affrontare una partita difficile: arrivare alle gare decisive senza aver mai incontrato vere difficoltà può essere pericoloso. Un avversario che ti costringe a giocare una pallavolo di alto livello ti abitua e ti prepara a quello che potrebbe succedere più avanti. Per questo penso sia un bene trovare la Slovenia prima dell’eliminazione diretta”. 

Quali sono le Nazionali che lotteranno per il podio? 

“La Polonia ha raggiunto una costanza di rendimento elevatissima, ha tante soluzioni e una rosa molto ampia. Questo non la rende facile da preparare. Poi, nonostante alcuni cambiamenti come quelli della Francia, le favorite sono più o meno le solite: Slovenia, Italia, Polonia, i francesi stessi, lotteranno per le medaglie e per il gradino più alto. Bisogna però essere pronti ad affrontare tutti: lo abbiamo visto anche nell’Europeo femminile con la Svezia. Nel maschile può arrivare il Belgio e, se non giochi bene, metterti in difficoltà. Nel dentro-fuori, poi, tutto diventa ancora più imprevedibile”.

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