Inter, quando rimontare è un'arte: dalla ThuLa ai 5 gol, così Chivu ribalta le gare
La Gazzetta dello Sport

Inter, quando rimontare è un'arte: dalla ThuLa ai 5 gol, così Chivu ribalta le gare

Martedì 15 settembre 2026
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I nerazzurri confermano una grande forza nel reagire, ma le troppe occasioni concesse restano un problema

I nerazzurri confermano una grande forza nel reagire, ma le troppe occasioni concesse restano un problema

Guendalina Galdi Giornalista 15 settembre (modifica alle 10:12) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Uomini in grado di ribaltare un risultato cercasi. Col Napoli ci ha pensato la ThuLa, con l’Udinese una cooperativa di cinque giocatori diversi. Ormai sembra essere diventata una costante. Gli ultimi dieci giorni dell’Inter hanno detto questo, oltre ad aver dimostrato che la qualità offensiva non manca e che tuttavia quando difende la squadra non sia proprio solidissima. Segna tanto, sì, ma incassa anche tanto. Quindi ecco il copione delle ultime tre partite: Chivu e i suoi prendono gol, qualche svarione o leggerezza dietro annesso, magari subiscono anche il raddoppio, poi si svegliano, entrano in campo e inizia l’operazione rimonta. Insomma, prima si complicano la vita da soli e poi la recuperano. Ma lo scenario roseo si verifica in campionato, in Champions League è andata diversamente. Col Napoli e con l’Udinese dopo l’abisso c’è stata la risalita, con il Real Madrid no. 

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rimonte e pensieri

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Chivu dopo le montagne russe con i bianconeri di Runjaic ha spiegato subito che "se non fossi preoccupato, non sarei un allenatore". Per la prima volta nella sua storia, la sua Inter ha vinto due partite di fila in Serie A dopo essere andata sotto di almeno due gol, ma la bontà dei risultati positivi e delle storie riscritte entro il novantesimo non eliminano qualche inevitabile preoccupazione. L’allenatore infatti ora guarda ora alla parte piena ora a quella vuota del proverbiale bicchiere senza tralasciare nulla. I nerazzurri, primi in classifica insieme alla Roma, hanno dimostrato che lassù si può stare in tanti modi. O comunque in maniera diversa, con alle spalle percorsi differenti. Gasperini gravita lì con 12 gol fatti e uno solo subito, Chivu con 13 realizzati e 6 incassati. E chi ha ragione? Al momento entrambi, poi sul lungo periodo si vedrà. 

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l'europa non perdona

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In Champions, dicevamo, la musica invece cambia. Soprattutto contro determinati avversari che prendono tutto ciò che viene lasciato per strada. Piazza pulita. Il Real Madrid è in questa categoria, anche decimato dalle assenze e con un centrocampo rimaneggiato. L’Europa non perdona, le big che si incontrano a metà settimana non concedono regali ma li accettano più che volentieri. Un meccanismo spietato di cui l’Inter ha avuto una dimostrazione alla prima giornata. Il Bernabeu è stato d’insegnamento: in Champions le rimonte sono possibili ma il livello di complessità va di pari passo con lo spessore dell’avversario. L’equazione è semplice. Ogni concessione (di regali abbiamo già ampiamente scritto) è una condanna. C’è da lavorare e Chivu lo sa. E l’hanno capito anche a Roma: due gol di vantaggio a Malen e compagni potrebbero non bastare se poi minuti da giocare e circostanze diventano alleati di Lautaro e soci. Tutti avvisati, anche l’Olimpico è già pronto.

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