Arnold Schwarzenegger e la valvola bicuspide: la storia del suo cuore
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Arnold Schwarzenegger e la valvola bicuspide: la storia del suo cuore

Giovedì 17 settembre 2026
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Arnold Schwarzenegger ha una valvola aortica bicuspide. Dalla prima operazione nel 1997 al pacemaker del 2024, la storia del suo cuore

Arnold Schwarzenegger ha una valvola aortica bicuspide. Dalla prima operazione nel 1997 al pacemaker del 2024, la storia del suo cuore

Laerte Salvini 17 settembre - 10:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Dietro ogni grande atleta si celano delle particolarità. Qualcosa che vada oltre lo straordinario della performance stessa. Una situazione affine a chi in carriera ha sollevato trecento chili divenendo un simbolo di pura forza, pur avendo una valvola cardiaca incompleta. È la biografia meno raccontata di Arnold Schwarzenegger: sette Mr. Olympia, una carriera cinematografica costruita sull'idea di un corpo invincibile, e una valvola aortica formata da due lembi anziché tre. Si chiama valvola aortica bicuspide, riguarda circa l'1-2% della popolazione mondiale ed è, per definizione, una questione di anatomia che nessun allenamento può correggere.

Un difetto vecchio quanto la sua scoperta

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La malformazione non è una curiosità recente: la prima descrizione risale a più di quattrocento anni fa, attribuita a Leonardo da Vinci nei suoi studi anatomici. Nella maggior parte dei casi resta silenziosa per decenni. Si palesa per eventi paralleli, come un’ecocardiogramma di controllo o una visita per l'idoneità sportiva, quando il medico avverte un soffio al fonendoscopio. Con il tempo, però, può portare a stenosi della valvola, insufficienza nel suo funzionamento o dilatazione della parete aortica. Non tutti i portatori arrivano all'intervento chirurgico, ma una parte consistente sì, prima o poi.

Trent'anni di sala operatoria

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La cronologia clinica di Schwarzenegger comincia nel 1997, quando si sottopone alla procedura di Ross: la sua valvola polmonare viene spostata al posto di quella aortica malata, mentre la sede lasciata libera in ambito polmonare viene ricostruita con tessuto donato. Raccontando la scelta anni dopo, Arnold ha spiegato di aver scartato l'opzione della valvola meccanica proprio per non doversi legare a un anticoagulante a vita, incompatibile con l'attività fisica intensa che voleva continuare a praticare. Una protesi biologica, come quella scelta, ha però una durata limitata: in genere attorno ai quindici anni. E in effetti i conti sono tornati: nel 2018 arriva il momento di intervenire di nuovo sulla valvola polmonare, con una procedura pensata come mininvasiva. Qualcosa si complicherà durante l’intervento. Nel corso dell’operazione, i chirurghi sono costretti ad aprire il torace. Nel 2020, alla Cleveland Clinic, tocca all'altra valvola, sostituita questa volta per via transcatetere, senza sternotomia. In poco più di vent'anni la tecnica cambia radicalmente: dal bisturi che apre lo sterno al catetere che raggiunge il cuore passando dai vasi sanguigni. Il capitolo più recente riguarda il ritmo. Il tessuto cicatriziale accumulato da tre interventi aveva iniziato a interferire con il sistema elettrico del cuore, generando un battito irregolare. Nel marzo 2024, dopo nuovi controlli, gli viene impiantato un pacemaker.

La valvola bicuspide di Arnold Schwarzenegger, una questione di famiglia

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C'è un motivo per cui la storia di Schwarzenegger interessa anche chi non ha mai messo piede in una palestra: la componente ereditaria. L'attore ha raccontato che sia sua madre sia sua nonna convivevano con la stessa anomalia valvolare. Non è un dettaglio aneddotico. Le linee guida internazionali segnalano che tra il 9 e l'11% dei parenti di primo grado di un paziente con valvola bicuspide presenta a sua volta la malformazione, con un rischio complessivo stimato fino a dieci volte superiore rispetto alla popolazione generale. Per questo la raccomandazione clinica, quando la diagnosi emerge in famiglia, è estendere lo screening ecocardiografico a genitori, fratelli e figli: un esame non invasivo, che può intercettare una valvola bicuspide silente prima che diventi un problema..

VIDEO: Schwarzenegger in action: il suo allenamento è (sempre) pazzesco

i progressi della scienza sulla valvola bicuspide 

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Il contrasto fra un corpo costruito per sembrare indistruttibile e un cuore che ha richiesto quattro interventi in meno di trent'anni è un'immagine facile da raccontare, forse troppo. La realtà clinica è più sfumata: una valvola bicuspide può reggere per decenni senza dare segni, e la sua scoperta non equivale a una condanna. Dopo la sostituzione, restano comunque da sorvegliare nel tempo sia la nuova valvola sia l'aorta, e ogni intervento aggiunge una pagina alla storia chirurgica di chi lo riceve. Schwarzenegger, dal canto suo, ha continuato ad allenarsi e a lavorare dopo ciascuna operazione. Il dettaglio più vicino alla fantascienza, alla fine, non è il pacemaker che gli tiene il ritmo: è la distanza tra il bisturi aperto del 1997 e il catetere del 2020, la misura di quanto sia cambiata la cardiologia in una sola vita.

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