Calzona: "A Cagliari Godin mi chiedeva di tirargli pallonate sullo stomaco"
La Gazzetta dello Sport

Calzona: "A Cagliari Godin mi chiedeva di tirargli pallonate sullo stomaco"

Giovedì 17 settembre 2026
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Il tecnico era nello staff di Di Francesco nel 2020/21: "Io lo assecondavo"

Le parole dell'ex-tecnico dei rossoblù

Luigi Mereu 16 settembre - 18:13

Cagliari, la gioia di Borrelli dopo il gol del pari con l'abbraccio dei tifosi

Francesco Calzona ha raccontato un curioso retroscena risalente alla sua esperienza ai tempi del Cagliari. L'allenatore italiano e per un breve periodo anche allenatore del Napoli, intervenuto al podcast "Pro Football", ha ricordato un particolare allenamento vissuto insieme a Diego Godin nella stagione 2020-2021, quando faceva parte dello staff di Eusebio Di Francesco. L'urugaiano ha infatti vestito la maglia della squadra del capoluogo sardo dal 2020 al 2022, collezionando in totale 40 presenze e 1 solo gol, prima di trasferirsi prima all'Atletico Mineiro e poi al Vélez Sarsfield dove poi ha terminato la sua carriera da professionista.

Per il tecnico calabrese quella era è stata una delle tappe dopo il lungo percorso costruito soprattutto come collaboratore di Maurizio Sarri, prima delle successive esperienze da primo allenatore con la Slovacchia (avventura terminata quest'anno dopo 4 anni) e per un breve periodo anche con del Napoli, quando subentrò a Walter Mazzarri nella disastrosa stagione post-Spalletti e pre-Conte.

La strana richiesta di Godin: il racconto di Calzona

Durante un allenamento, Godin avrebbe chiesto a Calzona di calciargli il pallone direttamente contro lo stomaco, da distanza ravvicinata. Un episodio rimasto impresso nella memoria di Calzona proprio per la sua particolarità e a distanza di anni, infatti, il tecnico ammette di non aver mai compreso quale fosse l'effettiva utilità dell'esercizio.

ROMA, ITALIA - 17 OTTOBRE: Diego Godín del Cagliari osserva il campo durante la partita di Serie A tra Cagliari Calcio e UC Sampdoria alla Sardegna Arena il 17 ottobre 2021 a Cagliari, Italia. (Foto di Enrico Locci/Getty Images)

Ha iniziato l'intervista parlando proprio della strana richiesta del campione uruguaiano: "Ricordo un allenamento, mi chiedeva di tirargli il pallone addosso da distanza ravvicinata, sullo stomaco, e io non capivo quale potesse essere il motivo. Mi ha detto che a volte utilizzava questa tecnica in un'altra squadra".

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Ha continuato: "L'allenatore dove lui aveva giocato faceva questo non so per quale motivo, forse per stimolarli alla guerra, al dolore, non lo so. E lui mi faceva tirare delle pallonate contro di lui da una distanza ravvicinata, 7-8 metri, per cui tiravo di collo pieno nel suo stomaco".

Infine ha ribadito che lo faceva sapendo che faceva stare meglio il giocatore: "È una cosa che non ho mai capito, ancora oggi non so l'utilità, però era un giocatore di un livello importante ed è chiaro che lo assecondavo. Se lui si sentiva bene, io lo assecondavo".

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