Milan, Amorim in due settimane da "un mercato da 10" a "rosa parzialmente inadatta". Con chi ce l'ha?
Tra prepartita e dopogara col Benfica, il tecnico rossonero ha fatto alcune dichiarazioni particolari. Spicca al critica alla rosa dopo che alla vigilia di Juve-Milan aveva invece promosso a pieni voti il mercato della società
Tra prepartita e dopogara col Benfica, il tecnico rossonero ha fatto alcune dichiarazioni particolari. Spicca al critica alla rosa dopo che alla vigilia di Juve-Milan aveva invece promosso a pieni voti il mercato della società
Marco Pasotto Giornalista 17 settembre (modifica alle 12:42) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Ruben Amorim, 41 anni. LaPresseLa sensazione? Bruttina. E cioè che Amorim, dopo soli due mesi di lavoro, abbia in qualche modo già messo nel conto di non riuscire a completare il suo ciclo nel Milan. Perché tra le varie frasi da evidenziare lungo la giornata di ieri, c'è anche quel "se devo fallire, è meglio che fallisca alla grande". Sottinteso: "alla grande" significa che se dovrà soccombere, lo farà con le sue idee. Ecco, siamo già a questo punto e pare di rivivere la sua avventura a Manchester (dove a un certo punto disse "Me lo può chiedere anche il Papa, non cambio sistema"), quando però tutte queste cose succedevano dopo un anno e mezzo, non dopo una manciata di settimane. Magari il suo è solo un tentativo di esorcizzare il rischio, il tentativo di alzare l'asticella dialettica per spostare l'attenzione dalla squadra su se stesso, ma sentire un allenatore appena montato in sella utilizzare il verbo fallire con questa disinvoltura, fa un certo effetto. Anche perché il Milan da un fallimento ci arriva già. La schiettezza è un pregio enorme nel mondo della comunicazione ingessata in cui il calcio moderno si rifugia da sempre, ma a volte occorre andarci cauti.
VIDEO: Milan-Benfica 0-2, reazioni social: "Impresentabili. Amorim non mangia il panettone”trasparenza
—Il possibile fallimento non è l'unica questione sollevata dal tecnico portoghese tra il pre e il dopo gara. Ha colpito per esempio anche quando ha detto: "Se la rosa è poco adatta al mio gioco? In parte sì. Non ho la caratteristiche perfette perché è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto già pronto". Anche in questo caso un plauso alla trasparenza, Amorim si conferma una mosca bianca nella galassia degli allenatori che ripetono in loop sempre gli stessi concetti. Però c'è un difetto di coerenza, dal momento che non più tardi di due settimane fa parlava di "un mercato da 10". Il portoghese sa perfettamente quanto Cardinale abbia cercato di accontentarlo e quanto, rispetto al passato, abbia deciso di proteggere il suo nuovo allenatore. Però, delle due l'una: o è un mercato da 10 o la rosa è parzialmente inadatta alla sua proposta di gioco. E in tal caso, difficilmente un mercato può essere considerato da 10.
permanenza
—Il fatto è che Amorim si rende conto perfettamente dell'impossibilità di disporre del tempo di cui avrebbe bisogno per modellare la squadra a sua somiglianza. Dà l'impressione di un allenatore piuttosto fatalista, che ha già ipotizzato qualsiasi scenario. Perché, sempre all'interno del ragionamento sull'ipotetico "fallimento alla grande", Ruben aggiunge anche un altro particolare sibillino: "Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario, ma i calciatori mi ascoltano molto in allenamento e questo mi dà speranza". Quell'incertezza sul tempo a disposizione è interpretabile in termini di semplice quotidianità, ma anche in un ambito più generico, ovvero sulla sua permanenza a Milanello. Amorim ha già detto di sentire il rumore dei nemici ("Qualcuno non vedeva l'ora che inciampassi", ha raccontato alla vigilia della Lazio) e col passare dei giorni appare un tecnico sempre più inquieto. Più che pensare a eventuali fallimenti, sarebbe opportuno mettere mano al suo Milan: può farlo in qualunque ambito - attacco, difesa, gestione mentale -, purtroppo per lui c'è l'imbarazzo della scelta.
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