Qualità, velocità e difesa a tre: ecco come sarà il nuovo Bologna di Palladino
Il tecnico firma fino al 2029 e pensa al 3-4-3. Nel primo allenamento due tocchi e più profondità
Il tecnico firma fino al 2029 e pensa al 3-4-3. Nel primo allenamento due tocchi e più profondità
Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite 17 settembre - 12:20 - CASTELDEBOLE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleÈ entrato nella sua nuova ZTL alle 11.30 circa di ieri mattina. Ne è uscito a tarda sera. In mezzo, un po’ di tutto: senza divieti di sosta. Il classico giro conoscitivo del Centro Tecnico e di chi lo cura quotidianamente, il pranzo con la squadra (convocata ben prima dell’allenamento delle 16), la riunione con lo staff della comunicazione e - prima - col proprio gruppo di lavoro. In mezzo, beh, in mezzo un’ora e passa di allenamento secondo direttive che hanno tre cardini: rapidità, qualità e ricerca della fase offensiva veloce. Magari cominciando a lavorare come successo nelle sue varie forme flessibili tattiche: uomo su uomo.
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—Allenamento non visibile ovviamente ma la sensazione è che quelli descritti sopra siano stati i punti di ripartenza voluti dall’ex tecnico di Monza, Fiorentina e Atalanta. Intanto, subito, il drone in azione col suo tipico ronzio: nessun tecnico, ormai, ne fa a meno. Rivedersi impostazioni e mancanze è fondamentale in vista dell’esordio col Torino fissato sabato prossimo, ore 15. Poi, il campo vero e proprio: "uomo" è una delle parole-chiave e questo fa pensare che i duelli potrebbero diventare un atteggiamento trasportabile già alla prima partita e nel prosieguo della propria avventura. L’altro tema è gioco veloce, a due tocchi: il Bologna di Tedesco aveva un fare troppo compassato, c’era una sollecitazione bassa degli attaccanti esterni, certamente meno frequente rispetto a quella con la quale Vincenzo Italiano aveva abituato i suoi giocatori. Così, palla profonda senza tanti ghirigori e ricerca della fase offensiva veloce, senza troppi passaggi intermedi che recentemente erano parsi quasi interminabili. La fase offensiva deve diventare un chiaro approccio "aggressivo" da parte del Bologna, la sensazione è questa è oggi - la presentazione è fissata alle 17,30 - se ne saprà di più.
cerca la porta
—Poi, un altro termine utilizzato sarebbe stato "qualità": vero che la squadra è stata privata di alcuni giocatori qualitativi, ma il tasso è tutt’altro che modesto. E Palladino è a Bologna anche perché ha visto e intravisto che la tecnica può portare a qualcosa di buono. In tutto questo, il "giocare semplice" potrebbe diventare una condotta di gara prioritaria. Il Bologna ha giocatori offensivi che sanno vedere la porta: l’obiettivo è "armarli". Poi, un complimento a Roberto Piccoli, uno spazio nel quale deve inserirsi il centrocampista o l’ala, la pressione da dare e da non subire: direttive.
tre volte e staff
—Detto che si è visto a Casteldebole Claudio Marchisio (ma in veste di agente), ecco che in 3 giorni Palladino dovrà costruire la sua ripartenza. Potrebbe aver provato la difesa a tre, considerando che ha cinque centrali a disposizione, ovvero Vitik, Heggem, Helland, Theate e Casale. E proprio la difesa a tre potrebbe diventare la sorpresa di inizio avventura: non è da scartare, l’ipotesi oggi come oggi è forte. Anche perché Palladino avrebbe visto il Bologna in ben tre occasioni dal vivo, la prima fu contro la Lazio alla prima. Conosce i giocatori in "rosa" e l’idea della linea a tre lo stuzzica da subito: che sia poi 3-4-3 o 3-4-2-1 si scoprirà. Resta il fatto che come primo giorno c’è stata l’idea di trasmettere vocazione offensiva, sicurezza, direttive semplici e ficcanti. Ah, nel proprio staff Palladino avrà i fidati ex Atalanta Citterio (vice), Peluso (collaboratore), Corabi e Riva (preparatori), Ramponi e Casella (due match-analyst); oltre a Bianchi, Sentimenti, Prandelli, Granato, Lobascio, Aiello e Onnivello: un plotone per la rinascita.
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