Fiorentina, Pellegrino ha messo il turbo: è lui il titolare di Vanoli
L’argentino è andato a segno nelle ultime tre gare e il tecnico lo promuove: nel ballottaggio con Beto parte avanti
L’argentino è andato a segno nelle ultime tre gare e il tecnico lo promuove: nel ballottaggio con Beto parte avanti
Claudio Lenzi Giornalista 17 settembre - 12:19 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleVamos! Lo ha gridato prima nell’abbraccio stretto a Njie e Gnonto, gli uomini del raddoppio viola contro il Pisa in Coppa Italia, e poi in solitaria, a pieni polmoni verso il pubblico, che non aspettava altro di adottare questo gigante argentino di 192 centimetri arrivato per sostituire Kean. E non potrebbe essere diversamente: Mateo Pellegrino è una bella rivelazione di questa Fiorentina dai tanti volti nuovi, un vero 9 che ha già trovato la via del gol in 3 partite - le ultime 3 - delle 5 disputate dai gigliati, e promette di non fermarsi qui. Sa che nemmeno un certo Gabriel Batistuta a Firenze è partito così bene, visto che il “Re Leone” al primo anno con la Viola si era fermato a due. Un paragone che non sembra pesare per il momento, in attesa della sfida col Napoli di domenica.
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—"Provo a dare sempre tutto quello che ho sul campo. Vogliamo lasciarci alle spalle il periodo buio, ma dobbiamo continuare a lavorare perché possiamo ancora migliorare, dobbiamo riuscire a tenere maggiormente il pallone e compiere altri passi in avanti", ha detto martedì l’attaccante, dopo il successo e la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. Non è un mistero che Pellegrino fosse sulla lista dei desideri di Paratici già dai tempi della Juventus, anche se il corteggiamento allora non s’era trasformato in matrimonio. Il direttore sportivo ha comunque continuato ha seguirlo, anche quando l’amico ed ex collega a Torino Federico Cherubini lo ha portato in serie A, al Parma. L’occasione si è infine presentata con la partenza di Piccoli al Bologna e quella di Kean al Como, la Fiorentina ha messo sul piatto 22,5 milioni più 2,5 milioni di bonus e un contratto quinquennale, a dimostrazione della grande fiducia. Che fin qui il 24enne figlio d’arte - papà Mauricio è stato un difensore di Velez, Barcellona, Valencia e Liverpool, oltre che vice allenatore di Benitez all’Inter nel 2010 - ha ripagato con un’ottima vena realizzativa.
favorito
—Un “problema” in più per Vanoli, che appena arrivato sulla panchina gigliata al posto di Grosso, ha scelto l’altro centravanti a disposizione, Beto, per la trasferta di Venezia. Invece la Fiorentina ha ballato a passo di tango, con la tripletta del genietto Mastantuono e il sigillo definitivo del subentrato Pellegrino. Sempre lui, sempre di sinistro come col Torino e poi con il Pisa, dimostrando di essere anche un vero rapace d’area, di quelli vecchio stampo. Non si è vista ancora, invece, la sua arma migliore, il colpo di testa, che lo aveva reso inamovibile al centro dell’attacco del Parma. La difficoltà principale di Vanoli è capire se davvero potrebbe valere la pena invertire gli esterni, portando Mastantuono a sinistra e Njie a destra per aumentare il rifornimento alla punta centrale. Non accadrà con il Napoli, è certo, visto che poi ci sarà la lunga sosta per provare schemi e giocatori diversi. A proposito: Pellegrino aveva promesso una grigliata a tutta la squadra dopo il successo di Venezia, ma a questo punto deve sbrigarsi, altrimenti rischia di deludere tutti i compagni pronti a lasciare Firenze per le nazionali.
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