Che fine hanno fatto le 115 accuse al City? Rischia l’esclusione, ma due anni dopo ancora niente sentenza
Nel settembre 2024 la prima udienza ma la decisione tarda ad arrivare: le sanzioni vanno dalla maxi-multa all’espulsione dal campionato e il calcio inglese resta in attesa
Nel settembre 2024 la prima udienza ma la decisione tarda ad arrivare: le sanzioni vanno dalla maxi-multa all’espulsione dal campionato e il calcio inglese resta in attesa
Dal nostro corrispondente Aldo Cangemi 17 settembre - 18:35 - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’elefante è ancora nella stanza. E due anni dopo che ci è entrato, non è più al centro delle conversazioni e nessuno sa quando sarà il momento di riconoscerlo. L’elefante nella stanza della Premier League, ovviamente, è il processo contro il Manchester City, le 115 accuse di irregolarità finanziarie nei primi anni dell’era degli sceicchi per cui la squadra oggi affidata a Enzo Maresca rischia dalla multa all’espulsione dalla Premier League. Due anni fa, il 16 settembre 2024, è cominciata l’udienza davanti alla commissione indipendente: è andato avanti, rigorosamente a porte chiuse, per 12 settimane, prima che il 6 dicembre 2024 venisse dichiarata chiusa la fase di dibattimento. Nessuno sapeva quanto ci avrebbero messo per decidere, ma nessuno si aspettava che due anni dopo l’inizio della procedura non solo non ci fosse ancora un verdetto (uno comunque di primo grado, quindi suscettibile ad appelli), ma che non ci fosse ancora una data per ascoltarlo. “Ci sta volendo più tempo del previsto, capisco la frustrazione”, ha concesso Richard Masters, chief executive della Premier League.
le accuse
—L’elefante City è nella stanza della Premier da ben prima del settembre 2024. Le accuse sono state formalizzate nel febbraio 2023 (sempre respinte al mittente dal club che rappresenta la parte blu di Manchester), ma sono la conseguenza di un procedimento cominciato nel febbraio 2018, che aveva già visto l’Uefa esprimersi inizialmente contro il City ma poi annullare le sanzioni. La giustizia della Premier League ha tempi più lunghi, ma questo è potenzialmente il processo sportivo più importante nella storia moderna del calcio inglese e che non ci sia un verdetto dopo tutto questo tempo stupisce addetti ai lavori e tifosi. Ciclicamente, perché la Premier e il calcio sono cambiati enormemente da quando tre anni e mezzo fa le accuse sono state formalizzate, o da quando due anni fa è iniziato il dibattimento davanti al panel indipendente. Le accuse, di fatto, contestano al City tra il 2009 e il 2018 di aver accelerato la sua trasformazione in potenza del calcio mondiale attraverso informazioni finanziarie e sponsorizzazioni che la Premier non ritiene accurate, aumentando i pagamenti di calciatori e allenatori (compreso Roberto Mancini) attraverso accordi extra e pagamenti che la Premier ritiene irregolari. E poi di non aver cooperato con l’indagine della Premier nei 5 anni che è durata (dal 2018 al 2023).
perché ci vuole tanto
—Né la Premier né il City controllano i tempi del verdetto. Per capire perché ci vuole tanto bisogna ricordare che questo non è un normale procedimento per una violazione del fair play finanziario: sono 115 accuse spalmate nell’arco di 10 anni, una quantità enorme di documenti e prove da esaminare. E il dibattimento si è svolto davanti a una commissione indipendente con sede a Londra, non in un organo di giustizia sportiva interno alla Premier. “È essenzialmente un panel indipendente - ha spiegato Masters -. Sono loro responsabili del processo e dei tempi: ascoltano il caso, deliberano, emettono un verdetto e noi non abbiamo nessuna influenza su quello che decidono o su quanto tempo ci mettono. La frustrazione mia o dei tifosi è irrilevante, dobbiamo semplicemente aspettare. I procedimenti giudiziari raramente si risolvono più in fretta del previsto. Bisogna essere pazienti”. La Premier non sta aspettando di sapere se il City ha violato una o due regole, sta cercando di farsi dire se il club che ha segnato la sua storia recente abbia ottenuto una posizione di forza in modo irregolare. Il fatto che il calcio nel frattempo sia andato avanti non cancellai fatto che il caso resti aperto e che il verdetto avrà un’influenza enorme sulla Premier passata, presente e futura. Non è un caso che in Inghilterra sia stato etichettato come il processo sportivo del secolo. Il City, se riconosciuto colpevole, rischia fino all’espulsione dalla Premier League, con conseguenze enormi per il club e potenzialmente per la storia recente della Premier. Se il City invece venisse assolto, in toto o dalle accuse più gravi, sarebbe la Premier intesa come lega ad uscirne con le ossa rotte, sia in termini di immagine che di rapporti tra i club e di credibilità dell’istituzione stessa. In mezzo ci sono molte situazioni intermedie. Quelle che i tifosi non vedono l’ora di scoprire. Intanto il calcio inglese aspetta. E continua a convivere con quell’elefante così ingombrante entrato prepotentemente nella stanza, che non se ne vuole andare e di cui nessuno parla.
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