Palladino: "Bologna, la difesa a 3 è possibile, saremo camaleontici. Ma i ragazzi devono dare di più"
La Gazzetta dello Sport

Palladino: "Bologna, la difesa a 3 è possibile, saremo camaleontici. Ma i ragazzi devono dare di più"

Giovedì 17 settembre 2026
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A Casteldebole la presentazione del nuovo allenatore che ha firmato un contratto triennale. L'ad Fenucci: "Tedesco via? C'era confusione ed eravamo molto preoccupati"

A Casteldebole la presentazione del nuovo allenatore che ha firmato un contratto triennale. L'ad Fenucci: "Tedesco via? C'era confusione ed eravamo molto preoccupati"

Dal nostro inviato  Matteo Dalla Vite 17 settembre (modifica alle 18:46) - CASTELDEBOLE (BO) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Raffaele Palladino ha un contratto di tre anni e una doppia missione: rivitalizzare una città abituata bene negli ultimi tre anni e rianimare una squadra che a parte qualche sprazzo aveva la vivacità della pianta di basilico appassita. La coincidenza (oppure no?) vuole che il nuovo tecnico del Bologna arrivi - in un certo senso - ancora una volta dopo Vincenzo Italiano (come a Firenze). “La difesa a tre - conferma Palladino -? È una possibilità: gli interpreti ci sono”. L’ad Claudio Fenucci lo introduce con temi convinti spiegando il perché dell’esonero lampo di Tedesco: “Abbiamo deciso di esonerarlo anche se è un atto fuori dalle nostre abitudini, ma vogliamo ringraziarlo anche per il rapporto umano di livello alto - dice l’amministratore delegato del Bologna -. La decisione di cambiare è stata dovuta, parlando con Sartori e Di Vaio, nell’aver visto che la metodologia di lavoro non attecchiva, le performance ci hanno fatto molto preoccupare e il grado di incidenza di Tedesco non è stato quello che ci aspettavamo. I dubbi sono nati dopo Napoli, abbiamo avuto una riunione con Tedesco e alla fine è uscito un quadro un po’ confuso. Siccome eravamo preoccupati dell’andamento della squadra, e la squadra si è sempre comportata in maniera corretta, abbiamo agito: quel che vedevamo in allenamento non si concretizzava in partita. Sembrava che la squadra non riuscisse a interpretare il suo volere, quindi alla luce della disponibilità di Palladino col quale già in passato avevamo parlato, beh, siamo intervenuti… E’ una decisione non rituale, per me o Sartori: abbiamo informato Saputo, contattato Palladino che ci ha dato la sua disponibilità per un triennale per cercare di giocarci il più possibile un piazzamento in Europa o come già successo un bel risultato in Coppa Italia”.  

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difesa a tre

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Ed ecco lui, Raffa Palladino: “Ringrazio ovviamente la proprietà e la dirigenza perché in questi ultimi tre quattro giorni mi hanno dato grande fiducia, mi hanno prospettato un progetto. E sono felice perché ho avuto sensazioni bellissime dentro un ambiente nel quale bisogna ritrovare un entusiasmo che un po’ si è perso. Non vedo l’ora che sia sabato per scendere in campo. Nel mio percorso ho fatto tre sistemi di gioco, anche quattro: flessibilità è una parola che mi appartiene; penso che questa squadra possa giocare anche con la difesa a tre, ha ottimi interpreti di fascia, può essere una squadra camaleontica”. La questione è anche questa: questa squadra è stata costruita per il 4-2-3-1 ma a Palladino piace da sempre la difesa a 3 e gli uomini nel Bologna attuale effettivamente ci sarebbero. “Vediamo - fa lui -, ma le basi ci sono per poter cambiare con la tre. Il Bologna l’ho visto dal vivo alla prima gara, contro la Lazio, comunque ho visto un’idea di gioco, di calcio, la voglia di imporre il proprio gioco. Io sono appena entrato e voglio stare il più possibile con la squadra, devo capire le loro emozioni e sensazioni: in tre giorni si può fare tanto, cose importanti. Prima di ogni cosa voglio farmi conoscere e cercare di capire dove sono stati i problemi: non dormiamo la notte per la prossima partita, c’è da curare il campo e da considerare anche la testa. Chiedo alla squadra di dare qualcosa in più: ha raccolto meno e non merita di stare a quel punto in classifica, ma bisogna tornare a rivivere certe emozioni”. 

imporsi

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E ancora: “Il coraggio non mi è mai mancato, ricordo quando Berlusconi mi chiese se mi sentissi pronto: gli dissi di sì. Qui sembra una famiglia, i valori tecnici sono alti, tante cose si sono incontrate per far si che martedi sera trovassimo un accordo per aprire un ciclo. Mi piace questo calcio più veloce e con meno pause. Nel mio calcio i primi difensori sono gli attaccanti, Orso si è rimesso in gruppo e con Bernardeschi formano una grande coppia. Cosa non è negoziabile? Di certo bisogna dare tutto per questo club: mai rinunciare a imporre il proprio gioco, essere propositivi alzando il livello di intensità. Ora dobbiamo dare noi ai tifosi”. 

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progetto e gol

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Palladino torna in panchina dopo l’esperienza a Bergamo, conclusasi con l’ingresso in Conference League: sia a Firenze che a Bergamo, Palladino ha sempre centrato l’Europa. “Durante la sosta cercheremo anche di migliorare la condizione fisica, noi vogliamo andare a prendere i giocatori davanti, nei duelli per riconquistare la palla. Cosa significa essere a Bologna? Significa aver accettato un progetto dentro un club che ha fatto tanto vince so anche la Coppa Italia: ho sentito una fiducia enorme e in pochissimo tempo ho avvertito la sensazione giusta, ho sentito vibrare la pelle, avevo bisogno di un posto in cui posso crescere aprendo un nuovo ciclo. Non voglio parlare di posizioni in classifica ma questa squadra deve tornare a far credere alla piazza di tornare a livelli importanti. Conosco molti giocatori e, ripeto, sono convinto che si possano fare belle cose. Voglio far sentire ai ragazzi un’identità comune, creare dialogo, crederci; certamente serve un clic nella loro testa. Piccoli? Lo conosco bene e lo stimo, ci siamo parlati ma ho chiacchierato anche con Dovbyk e in più c’è Enem: abbiamo ottime punte e dobbiamo alzare lo “score”, i gol”.

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