Quando Dybala sfiorò l'Inter: la maglia numero 21, Inzaghi, la LuLa e...
La Gazzetta dello Sport

Quando Dybala sfiorò l'Inter: la maglia numero 21, Inzaghi, la LuLa e...

Giovedì 17 settembre 2026
1 visualizzazione

Nell'estate del 2022, una volta scaduto il contratto con la Juve, l'argentino fu vicinissimo al trasferimento a Milano. Tanto che stamparono già le magliette...

Nell'estate del 2022, una volta scaduto il contratto con la Juve, l'argentino fu vicinissimo al trasferimento a Milano. Tanto che stamparono già le magliette...

Gregorio Spigno Giornalista 17 settembre - 19:03 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Qualcuno aveva già "disegnato" Paulo Dybala vestito di nerazzurro. Molti sognavano di vedere l'argentino da interista a San Siro. I commercianti che si piazzano abitualmente fuori da Appiano Gentile avevano persino cominciato a vendere le magliette dell'Inter con stampato il nome dell'argentino con tanto di numero 21. Sembrava fatta, effettivamente: Dybala all'Inter. Un accordo confezionato quasi definitivamente sulla base di un contratto triennale con tanto di opzione per il quarto anno a circa 6 milioni netti per anno. E una "marottata" in pieno stile, l'idea di strappare - per di più alla Juventus - un parametro zero di livello assoluto da aggiungere al già completo parco attaccanti dei nerazzurri dell'epoca. Il tempo ha detto altro. E la Joya, una volta raggiunta la scadenza contrattuale con i bianconeri, decise di ripartire dalla Roma di Mourinho. Una presentazione in grande stile al Colosseo Quadrato con oltre 10.000 sostenitori giallorossi accorsi sul posto, un entusiasmo palpabile, la sensazione che la truppa di Mou potesse confermarsi vincente e addirittura migliorare la conquista della Conference League dell'anno prima confermata in seguito dal campo, non fosse stato per la gestione dell'arbitro Anthony Taylor nella finale di Europa League contro il Siviglia. Fino ad arrivare a oggi, alla coppia devastante composta proprio da Dybala e Malen che fa sognare Roma. Eppure, la storia avrebbe potuto essere profondamente diversa. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

VIDEO: Perché Inter, Roma e Como possono vincere lo scudetto (e perché no)

come avrebbe giocato

—  

Come detto, l'accordo tra l'Inter e l'entourage di Paulo Dybala era cosa (quasi) fatta. Una squadra con la solita, vincente ossatura e l'aggiunta di pedine fondamentali per fare un ulteriore step verso l'alto. Nel 3-5-2 di Simone Inzaghi, l'argentino sarebbe stato il jolly perfetto da piazzare all'ombra della... LuLa. Perché all'epoca Thuram non era ancora sbarcato a Milano, la dirigenza nerazzurra lavorava parallelamente al ritorno di Lukaku dal Chelsea e il reparto offensivo dell'Inter avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di devastante: Dybala alle spalle di Lautaro e Lukaku, mica male. Considerando pure che in porta Onana doveva ancora essere ceduto, che la difesa non aveva ancora perso proprio a parametro zero Skriniar, che De Vrij offrisse ancora ampie garanzie e Bastoni fosse già quello di oggi. A sinistra uno tra Dimarco e Gosens, a destra Dumfries, nel mezzo Barella e Calhanoglu (o Brozovic) con Edin Dzeko validissima alternativa dei vari Dybala, Lautaro, Lukaku. Chissà come sarebbe cambiata la storia, se l'argentino avesse accettato l'Inter e non la Roma. Di certo c'è che, osservando il gruppo giallorosso di oggi e l'affiatamento con Malen, la scelta di Dybala non possa considerarsi sbagliata.  

VIDEO: Radu prende gol da lontanissimo: l'ex Inter subisce un eurogol Leggi anche Tre dubbi per Gasp, uno solo per Chivu: le ultime sul big match scudetto tra Roma e...Roma-Inter, le ultime dai campi: Gasp conferma Soulé e Dybala. Chivu con Jones dal 1'

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo